Abusare di snack e fast food aumenta il rischio di asma e allergie nei bambini

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Seguire ogni giorno una dieta bilanciata e sana: sembra facile, ma in agguato ci sono comodi piatti pronti surgelati, merendine, snack salati, dolciumi, fast food, molto pubblicizzati per il loro aspetto invitante, ma capaci di compromettere la giusta educazione alimentare, soprattutto tra i più giovani. Per gli amanti di hamburger e patatine fritte arriva però dalla ricerca scientifica un'altra brutta notizia: abusarne favorirebbe non solo obesità e malattie metaboliche, aumentando il rischio di cardiopatie e tumori, ma danneggerebbe anche il sistema immunitario, esponendo i più giovani a una maggiore probabilità di asma, eczema e rinocongiuntiviti, o peggiorandone i sintomi.

A questa conclusione è arrivata la terza fase di uno studio internazionale, l'International Study of Asyhma and Allergies in Childhood (Isaac), pubblicato online sulla rivista scientifica Thorax,(http://thorax.bmj.com/content/early/2013/01/03/thoraxjnl-2012-202285): assumere in modo continuativo (più di tre volte a settimana) cibi da fast food aumenta in modo significativo fino al 39% i sintomi delle allergie ,
peggiorando asma, eczema e congiuntivite nei bambini e adolescenti allergici. Viceversa, mangiare frutta tre o più volte alla settimana riduce i sintomi allergici.

L'indagine fa parte di un programma unico di ricerca epidemiologica, l'Isaac appunto, iniziato nel 1991 per studiare nei più giovani asma, rinite ed eczema e collegarli agli stili di vita (in questo caso l'alimentazione nei fast food) dei paesi occidentali e sviluppati. L'obiettivo finale è monitorare queste malattie, sviluppando interventi mirati per ridurne la frequenza. I ricercatori hanno così analizzato i dati di 319.000 ragazzi allergici fra i 13 e i 14 anni e di 181.000 bambini allergici di 6-7 anni di età, di oltre 50 Paesi, correlando l'entità dei sintomi alle abitudini di vita. Lo studio (durato un anno) ha preso in considerazione tutte le abitudini alimentari, ma solo l'associazione con il “cibo spazzatura” era direttamente correlata con il peggioramento dei disturbi.

La spiegazione, secondo gli autori, è semplice: i cibi da fast food (così come molti snack e merendine), contengono livelli elevati di grassi saturi, che hanno un effetto nocivo sul sistema immunitario, soprattutto su quello dei più giovani, rendendolo più sensibile all'azione degli allergeni, mentre frutta e verdura sono ricchi di antiossidanti e altre sostanze utili a rafforzare le difese dell'organismo. Per salvaguardare la salute pubblica le istituzioni dovrebbero quindi considerare la forte associazione tra cattiva alimentazione e patologie, tenendo conto del consumo crescente di questa tipologia di cibi a livello mondiale.

La dieta ideale e vincente si conferma quindi ancora una volta quella “mediterranea” , ricca di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, olio di oliva, pesce, uova, latte, yogurt, quantità moderate di carne, preferibilmente bianca, formaggi magri, povera di zuccheri semplici e di grassi saturi di origine animale. Il modello alimentare mediterraneo si è dimostrato capace di proteggere l’organismo dal rischio di malattie cardiovascolari (che sono tra le cause principali di morte) e diabete, in aumento nei paesi industrializzati, ma anche di tumori, in particolare quello della mammella, dello stomaco e dell’intestino.

 

Ultimi articoli di Brigida Stagno