Non solo alla prova bikini: la cellulite va combattuta tutto l'anno

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

In periodo di vacanze è l'incubo ricorrente delle donne, di qualsiasi età e anche tra le più magre: la cellulite è un disturbo tipicamente femminile (circa 14 milioni le donne colpite nella sola penisola, secondo i dati Istat), che colpisce fianchi, addome cosce, interno ginocchia, caviglie. L'odiata “buccia d'arancio” non è però solo un inestetismo, ma una malattia, su cui bisognerebbe intervenire molto prima di mettersi in costume, con l'attività fisica, l'alimentazione corretta, l'abolizione del fumo di sigaretta, la riduzione del sovrappeso e, nei casi conclamate, con specifiche terapie. Insomma, la cellulite andrebbe combattuta tutto l'anno.

Cellulite” é in realtà un termine improprio, usato per definire la panniculopatia edematofibrosclerotica ( PEFS), una patologia in cui é compromesso il microcircolo. Si tratta di una vera e propria microangiopatia del connettivo sottocutaneo ad evoluzione sclerotica, che riconosce a monte quasi sempre un’alterazione della circolazione venosa o linfatica degli arti inferiori. Secondo studi recenti giocherebbe però un ruolo importante anche il tessuto adiposo (il grasso), che agisce come un vero e proprio organo endocrino.

L’anamnesi e l’esame obiettivo tradizionale restano i punti di partenza per diagnosticare la cellulite, seguiti dal doppler degli arti inferiori e l’ecografia dell’ipoderma, indispensabili per studiare il flusso venoso e arterioso, riconoscere il tipo di alterazione e stabilire lo stadio clinico della cellulite (edema, fibrosi, sclerosi).

La scelta dell’intervento correttivo dipende infatti dalla diagnosi, che differenzia la cellulite vera dalla semplice adiposità localizzata, caratterizzata da un accumulo di grasso in alcune precise zone del corpo (intorno ai fianchi, su braccia, schiena, addome, caviglie) o dall’accentuazione dell’habitus ginoide costituzionale (spalle strette e fianchi larghi), o ancora, dalla cosiddetta “falsa cellulite”, legata allo scivolamento in basso del tessuto connettivo (per gravità), dovuta a un dimagramento rapido ed eccessivo, all'età, a maltrattamenti medici o a mancanza di tono muscolare. La cura consiste in quest'ultimo caso in una ginnastica mirata (ad esempio il potenziamento del muscolo quadricipite per sostenere il tessuto del ginocchio) e nel recupero dei chili persi in eccesso.

Ma quali sono le strategie correttive? Se il disturbo é dovuto a un'accentuazione del normale habitus ginoide, l’obiettivo é la riarmonizzazione muscolare, raggiungibile con il body building o l’elettrostimolazione muscolare. Per l’adiposità localizzata si interviene invece con farmaci lipolitici, in grado di demolire il grasso di deposito, introdotti localmente per via mesoterapica. La metodica (mesoterapia), certamente non nuova, ma sempre valida, consiste nell’iniettare nelle zone colpite per via intradermica o sottocutanea superficiale piccolissime quantità di farmaci, utilizzando aghi singoli o particolari piastre, dette multiiniettori, in cui vengono innestati aghi, lunghi 4 millimetri.

Nella cellulite vera e propria sono invece efficaci i farmaci vasculotropi sempre per via mesoterapica, che migliorano il tono vasale e impediscono l’accumulo di liquidi nei tessuti (azione antiedemigena). Per potenziare gli effetti della mesoterapia meglio sarebbe abbinare altre terapie, come il drenaggio linfatico manuale o la pressoterapia, che favoriscono l’eliminazione di liquidi. Tra le altre tecniche anti-cellulite ci sono anche l’elettrostimolazione, l’elettrolipolisi, l’ossigeno-ozono terapia, l'endermologie, la carbossiterapia, l'idrolipoclasia ultrasonica, metodica che provoca la rottura definitiva della cellula adiposa per mezzo di onde ad alta frequenza inviate in profondità verso il tessuto adiposo.

Quanto allo stile di vita poche e semplici le regole a seguire: attività fisica costante ( ma non eccessiva), ad esempio mezz’ora di camminata a passo veloce ogni giorno o nuoto e alimentazione sana, fatta di cibi leggeri e di facile digestione. Sono da evitare gli alimenti che affaticano il fegato e rendono laboriosa la digestione, mentre bisogna abbondare in frutta e verdura, insalata condita con olio extravergine di oliva crudo, uova fresche, formaggi magri, yogurt, latte parzialmente scremato, carne e pesce magri, tanta acqua(almeno un litro e mezzo) e poco sale, te e caffè leggeri. Da eliminare invece le salse elaborate, i fritti, i salumi, i dadi per cucinare, le carni affumicate, l’alcol in eccesso, i grassi. E' importante infine evitare gli indumenti troppo stretti e i tacchi alti, che ostacolano la circolazione.

E attenzione alla cottura dei cibi: secondo studi recenti, sarebbero causa di cellulite i cosiddetti Ages, advanced glycation end products, tossine la cui produzione dipende dalla manipolazione e dalla tecnologia di produzione industriale, oltre che da alcuni metodi di cottura casalinga, e che danneggiano i tessuti connettivi, il sistema venoso, arterioso e linfatico. Non è possibile abolire del tutto l'introito di Ages, ma si può ridurlo con una dieta a basso contenuto di zuccheri, privilegiando cibi crudi o cotti al vapore, riducendo il consumo di bevande zuccherate e cibi industriali.

 

 

 

 

 

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