Il rapimento di Giuliana Sgrena, la gioia che diventa incubo per la morte di Nicola Calipari: lo show imperdibile

"Il viaggio di Nicola Calipari", scritto, diretto e interpretato da Fabrizio Coniglio ricostruisce il rapimento e la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena e l'uccisione dell'agente italiano, vittima del "fuoco amico"

di Claudia Sarritzu

Quel rapimento fu molto di più. Per tante ragioni. Per la figura di Giuliana Sgrena, preparatissima e rara giornalista, inviata di guerra. Ma anche per come si trasformò, nel giro di una sera, in un intrigo internazionale. 

"Credo che lo spettacolo sia molto adatto a un pubblico sia adulto, sia giovane.
Si parla di Nicola Calipari, della situazione dell’Iraq, della drammaticità dei rapimenti: penso sia un
argomento di storia contemporanea che si presti molto a essere rappresentato nelle scuole,
soprattutto medie superiori.
Sono convinto infine che poter parlare ai giovani sotto forma di spettacolo, con una narrazione non retorica e noiosa, possa interessarli e catturarli anche su tematiche importanti e allo stesso tempo difficili come quelle riguardanti la guerra e la nostra storia contemporanea".

Parla il regista Fabrizio Coniglio che in scena con l'attrice Valentina BeottiDue ripercorrono il viaggio tragico che ha portato all’uccisione di Nicola Calipari.

"Partiamo dal racconto del rapimento e poi della prigionia di Giuliana Sgrena, quindi il rapporto con i rapitori, gli aneddoti, la paura, ma anche la speranza, fino ad arrivare alla liberazione di Giuliana, la gioia, l’incontro con Nicola Calipari e il viaggio verso l’aeroporto che si tramuta in un altro incubo. Gli spari, quel “fuoco amico” che arriva all’improvviso, nel buio; la gioia, l’euforia
che diventa tragedia, incredulità, senso di impotenza".

Ancora oggi resta uno dei più drammatici gialli internazionali, ancora irrisolti, in cui interessi politici e segreti militari si intrecciano al terrorismo e allo spionaggio. Questo spettacolo mette l'accento sulle contraddizioni, le falsità e le incongruenze delle varie dichiarazioni ufficiali.
 
Si dà risalto ovviamente all'impegno professionale di Giuliana Sgrena, ma anche alla figura di Nicola Calipari. Un servitore dello Stato esperto e preparato, che ha sacrificato la sua vita nel tentativo, riuscito, di proteggere la persona a lui affidata. 

La storia giudiziaria di quell'errore imperdonabile

"Il nostro viaggio si chiude con un’ipotesi di tribunale tratta dai documenti ufficiali della delegazione italiana in Iraq,ovvero la versione americana e quella italiana sui fatti del 4 marzo 2005.
Metteremo così a confronto le dichiarazioni di Giuliana Sgrena con quelle del mitragliere
americano Mario Lozano; Evidenzieremo le omissioni e le contraddizioni della ricostruzione fornita dall’esercito americano, cercando di essere il più neutrali possibili, con la volontà di condurre lo spettatore a una riflessione e a un desiderio di giustizia e di verità più che a facili e a non obiettivi sentimenti antiamericani", conclude Coniglio.

Il contenuto dello spettacolo è tratto da documenti autentici, racconta il regista e protagonista: "In primis il diario della prigionia di Giuliana Sgrena, frasi e commenti originali di Nicola Calipari. Ancora il rapporto sulle dinamiche dell’incidente del 4 marzo tratto dal documento ufficiale della
delegazione Italiana in Iraq composta dal generale Capregher e dall’ambasciatore Ragaglini".

Assolutamente da vedere. Una pièce emozionante, piena di suspense, che tenta artisticamente di fare luce sull'enigma e individuare i possibili moventi e i veri responsabili di un'azione di guerra contro viaggiatori inermi in una delle zone più "calde" del pianeta.

Finalmente uno spettacolo di teatro civile alla ricerca della verità.