Sanremo 2024, le canzoni in anteprima. Ma sulle pagelle dei giornalisti scoppia la polemica

I tormentoni annunciati? Annalisa, The Colors, Angelina Mango. E a sorpresa spuntano i Ricchi e Poveri che già dividono

di Cinzia Marongiu

Trenta canzoni, record assoluto, per 15 debuttanti anche se alcuni sono già famosissimi. Il quinto Sanremo di Amadeus riparte dal mantra che lo ha guidato, con successo, nei primi 4 Festival: “I brani devono essere belli, devono funzionare in radio. Non mi pongo mai la questione se ci siano più ballad o più “uptempo”. Non ragiono per quote ma cerco di portare la contemporaneità discografica”. Sta di fatto che al primo ascolto in anteprima per la stampa, frastornata da due ore e mezza di cassa dritta e dance, la sensazione è che anche stavolta Amadeus abbia fatto centro perché ci sono tante canzoni che già al primo ascolto ti si inchiodano nelle orecchie e che facilmente diventeranno dei tormentoni nei prossimi mesi, come nel caso dei The Colors, Angelina Mango, Annalisa ma anche dei redivivi Ricchi e Poveri che con un brano elettropop mirano a ripetere gli exploit di Orietta Berti. Tanto amore, quasi sempre sfortunato, tormentato e difficile. Ma ci sono anche accenni di attualità, rivalsa al femminile e qualche brano destinato a rimanere negli anni, al di là delle mode del momento. Due soli artisti strappano l’applauso della stampa: Loredana Berté e i Ricchi e Poveri.

Ma andiamo con ordine

RICCHI E POVERI – “Ma non tutta la vita”
Divertono, sorprendono e chissà che non si piazzino. I due Angeli superstiti dello storico quartetto ritornano a Sanremo con un brano elettropop che si candida a tormentone. La loro è la quota Orietta Berti. “Dammi retta scendi adesso in pista stanno già ballando e battendo le mani”. E in effetti i giornalisti le battono anche a loro.

Eppure è proprio sui Ricchi e Poveri e sul gradimento espresso dai giornalisti nelle pagelle che scoppia l’ennesima polemica. A darne notizia con la solita ironia è Fiorello che su Viva Rai2 si chiede: “Come è possibile che il Corriere della Sera dia loro un 4 e mezzo, mentre la Repubblica un bel 7?”. Ragazzi ci vuole rispetto. Ricordiamoci che i Ricchi e Poveri hanno fatto la storia della musica italiana. Anzi, sai che c’è? Noi da oggi sosterremo proprio loro e tutti i giorni io dirò ‘votate per i Ricchi e i Poveri’”. Tanto più che il titolo del Corriere on line cambia l’aggettivo accanto al nome dei Ricchi e Poveri che da “patetici” diventano “fuori tempo”. Ed è anche per non cadere in giudizi affrettati che in questo primo ascolto abbiamo preferito evitare i voti.

CLARA – “Diamanti grezzi”
Introdotta dai violini e intervallata da frasi rappate, la vincitrice di “Sanremo Giovani” sfoggia un perfetto stile urban che oggi funziona molto. E canta così: “L’amore è una slot mi gioco tutto da quando non ricordi più. Cosa siamo noi? Solo diamanti grezzi cadono in mille pezzi di una storia sola”.

DIODATO – “Ti muovi”
Elegante e raffinatissima ballad per il trionfatore del Festival del 2020 con “Fai rumore”. Parte piano con la voce sussurrata e il testo come sempre è il pezzo forte: “Cosa ci fai qui non vorrai mica deludermi Hai sciolto le catene che abbiamo stretto insieme per tenerci lontani”. Una storia impossibile da mandare avanti e Diodato nel raccontarlo è un maestro: “Un sorso di veleno e poi un altro gioco di parole, un’altra dose di dolore ma ormai sei già nella tempesta non puoi pensare a ciò che resta  e vuoi toccare il fondo, andare a fondo, fino in fondo”. La voce sale anche se lui non forza ma dal vivo potrebbe ripensarci.

MAHMOOD – “Tuta gold”
Torna a Sanremo con un ingombrante passato visto che qui ha già vinto due volte, nel 2019 con “Soldi” e nel 2022 con “Brividi” in coppia con Blanco. E la sensazione è che la sua “Tuta Gold” che contiene “5 cellulari” sia un ritorno all’insegna della libertà di essere ciò che vuole, al di là di ogni aspettativa. L’ambientazione è quella della periferia, dove ci sono i “fra”, dove subisce il bullismo e dove c’è un padre che gli chiede di cambiare cognome; lo stile è il suo, più urban che mai. “Baby non richiamerò. E non cambierò…  Fottendomi la testa in un night soffrire può sembrare un po’ fake se curi le tue lacrime ad un rave”.

SAN GIOVANNI – “Finiscimi”
La sua è una delle metamorfosi più interessanti. Lo avevamo lasciato con i vestiti fluo e le unghie smaltate intento a cantare tormentoni riempipista come “Malibu” e “Farfalle” e lo ritroviamo serio e sofferente. La fine della storia con Giulia Stabile, ballerina conosciuta ad “Amici” di certo ha avuto il suo peso in questa trasformazione e lui a questo Festival punta a spiazzare, un po’ come è successo l’anno scorso con Tananai. “Finiscimi” è fare i conti con la fine di un amore, senza cercare alibi ma ammettendo colpe e debolezze. E non è un mistero che l’amore di cui si parla è quello con Giulia: “Non so come si controllano le emozioni perciò delle volte ho fatto un po’ il coglione.  Non abituarti sono soltanto un bugiardo… Con gli errori commessi ci farò la collezione… Tu che non mi ami e io ancora che ti chiamo per dirti finiscimi fammi sentire quanto sono pessimo quanto ti ho mancato di rispetto”. Finalmente un po’ di  autocritica al maschile.

LOREDANA BERTÉ – “Pazza”
Chitarre elettriche e voce roca, è sempre lei. L’unica che in questo Sanremo porta finalmente un po’ di sano rock.  Messi da parte gli anni dei sensi di colpa e dei pregiudizi contro di lei, rinvigorita dai talent e dai successi, la Berté mette a segno un pezzo perfetto. Autobiografico e sincero, funzionerà e chissà che per lei non ci scappi un meritato podio. “Sono sempre la ragazza che per poco già si incazza… Adesso vado dritta a ogni bivio.  Va bene sono pazza che c’è. Io sono pazza di me e voglio gridarlo ancora. Non ho bisogno di chi mi perdona io faccio da sola”. Ed è davvero così. Speriamo soltanto che dal vivo la voce tenga.

BNKR44 – “Governo punk”
Il collettivo partito da Empoli e rimbalzato da Sanremo Giovani all’Ariston racconta la società competitiva e decadente nella quale viviamo. “Questa città sembra una competizione restiamo qua fermi a guardare la nostra generazione ho finito le chance per chiederti se mi porti via da me dai miei incubi e dai miei vizi”.

ALESSANDRA AMOROSO – “Fino a qui”
Pianoforte, voce inconfondibile anche se meno in spolvero del solito, Alessandra Amoroso debutta in gara con una ballad che svela con sincerità uno dei momenti più difficili della sua vita, quando da star di prima grandezza per qualche inciampo social è stata messa alla gogna. Credibile nel raccontare la solitudine di chi si trova in vetta e all’improvviso precipita giù. “Roma dorme per miracolo le sue piazze i suoi caffe caramelle antipanico alle 2:43. Non sanno che sto male forse nemmeno gli importa...E anche se lentamente cado giù da un grattacielo durante il volo piano dopo piano mi ripeto fino a qui tutto bene”. Possibile podio.

FRED DE PALMA – “Il cielo non ci vuole”
Cassa dritta, sintetizzatori e metafore francamente evitabili. Ma di certo la sentiremo ovunque e si ballerà. “Una storia finisce se non c’è nessuno che la racconta…Questo amore è una sparatoria con le tue armi puntate verso di me sparami adesso sparami ora”. Un altro maschio che chiede scusa.

FIORELLA MANNOIA – “Mariposa”
“Sono la strega in cima al rogo Una farfalla che imbraccia il fucile una regina senza trono una corona di arancio e di spine sono una sposa sopra l’altare… Sono sincera sono bugiarda sono volubile sono testarda. L’illusione che ti incanta la risposta e la domanda sono la moda l’amore e il vanto sono una madonna e il pianto sono stupore e meraviglia sono negazione e orgasmo”. Un testo che riassume le contraddizioni delle donne, di come vengono percepite e di come invece si sentono. La signora della musica italiana porta voce e classe a un brano un po’ gipsy e spagnoleggiante in cui cita la sua associazione in difesa delle donne che subiscono violenza, “una nessuna centomila”. Una garanzia.

THE KOLORS – “Un ragazzo una ragazza”
Già si balla al primo ascolto. Stash e compagni, dopo “Italodisco”, mettono a segno un altro tormentone che furoreggerà in radio ma magari anche in classifica. Occhio al televoto. “Un ragazzo incontra una ragazza la notte poi non passa la notte se ne va.  Un ragazzo incontra una ragazza le labbra sulle labbra poi che succederà”.

EMMA – “Apnea”
Emma cambia ancora pelle ed è una piacevole sorpresa. La sua “Apnea” si muove negli anni Ottanta con inserti techno. Gli amori finiscono e qualche volta si ritrovano, anche se per lo spazio di un respiro trattenuto. “Da quando sei andato perché non ho capito un cazzo di te scusami non parliamone più c’hai ragione tu dimmi che rimani tutto quanto il weekend senza fare niente di che toglimi il respiro, apnea”.

SANTI FRANCESI – “L’amore in bocca”
Da “X Factor” prima e da Sanremo Giovani poi arrivano i Santi Francesi. Il brano ha un bell’incedere ma il testo scivola via: “Mi hai lasciato con l’amore in bocca senza farlo apposta sono le ultime gocce di pioggia scivoliamo sopra i tetti prima di cadere a pezzi”. Da rivedere live.

ROSE VILLAIN – “Click boom”
Il brano funzionerà soprattutto nelle radio tra “boom booom” del cuore e “vroom vroom” della macchina. Anche lei non scappa alla metafora pistolera in una storia in cui ci si lascia e ci si ripiglia: “Per me l’amore è come un proiettile ricordo ancora il suono click boom”.

NEGRAMARO  - “Ricominciamo tutto”
Sono tra i più attesi e le aspettative sono altissime, forse troppo. Ma la canzone c’è, il resto lo farà l’esibizione live. Giuliano Sangiorgi dosa bene la voce e la ballad sale in un crescendo epico. Il tema è l’amore, quello maturo in cui si cerca di andare avanti nonostante tutto. “Quando tempo ti manca per essere pronta io sono sotto che ti aspetto così ti porto al mare Che ti manca il sale che brucia le ferite… Dici che poi ti trovo in un cassetto intatto come quel sogno mai fatto. Ricominciamo tutto”.

BIG MAMA  - “La rabbia non ti basta”
“È facile affondare i più fragili colpire e poi affondare chi è solo”: la canzone più attuale in questi tempi bui di cyberbullisti autonominatesi a paladini della “verità”, Big Mama ha il merito di parlare con il tono della sorella maggiore che ci è passata e che cerca di illuminare la via d’uscita alle vittime. Si balla ma con rabbia e amarezza. “Copri le lacrime segreti da tenere non farti scoprire lo sai che a casa non devono sapere… Guarda me adesso sono un’altra, la rabbia non ti basta”.

RENGA NEK - “Pazzo di te”
Due grandi voci per un brano pop classico sull’impossibilità di vivere senza amore. Avrebbero potuto osare qualcosa. “L’amore è stupido ma ti fa piangere prima sorride e poi ti vuole uccidere… È un giudice è un miserabile non sai come vorrei farne a meno”.

GHALI – “Casa mia”
Pezzo urban per un debutto in gara in grande stile. Ghali è anche uno dei pochi che evade dal pianeta amore per atterrare sulla Terra. Perfetta la descrizione social: “Siamo tutti zombie col telefono in mano Sogni che si perdono in mare Figli di un deserto lontano zitti non ne posso parlare ai miei figli cosa dirò benvenuti nel Truman show”.

IRAMA - “Tu no”
Inizia urlando quattro volte il titolo del brano, quasi come un omaggio tardivo a Pappalardo. Ma funziona, Irama canta con trasporto autentico e piacerà. Il tema, ca va sans dire, è l’amore disperato. “Quando non c’eri e non stavo in piedi avrei voluto aggrapparmi al ricordo soltanto per vivere”.

ANGELINA MANGO – “La noia”
Lei va di fretta e lo dice anche nel testo di questa cumbia scatenata scritta con Madame e arrangiata con Durdust. Ipnotica, ballabilissima, sarà un tormentone. Potrebbe puntare al podio, d’altra parte fin dalla scorsa edizione di “Amici” si era capito che di Angelina Mango sentiremo parlare a lungo. “Mi hanno detto che la vita è preziosa io la indosso a testa alta sul collo la mia collane non ha perle di saggezza …quanta gente nelle cose vede il male viene voglia di scappare come iniziano a parlare”.

GEOLIER – “I p’ me, tu p’ te”
Brano urban completamente in napoletano, ma il ritmo ti cattura e nel ritornello spinge sull’acceleratore. “ A felicità quanto cost si e sord na ponn accatta agg sprecat tiemp a parlà”.

MANINNI  - “Spettacolare”
Ballata romanticona per un brano “sanremese” che va in crescendo. “Tutto il mondo è una gabbia di specchi una partita a scacchi con la verità Ma tu abbracciami che è uno spettacolo Come l’amore il primo giorno d’estate Abbracciami”. Maninni, vero nome Alessio Mininni, è uno dei più cercati su Google all’indomani dell’annuncio del cast. L’anno scorso pasando per Sanremo Giovani non ce l’ha fatto e stavolta Amadeus l’ha voluto direttamente all’Ariston da big.

LA SAD – “Autodistruttivo”
C’è la mano di Riccardo Zanotti dei Pinguini tattici nucleari in questo brano pop punk genuino che racconta la vita di chi si trascina ai margini. “L’amore spacca il cuore a metà ti lascia in coma dentro il solito bar. Nessuno resta per sempre tranne i tatoo sulla pelle prendo qualcosa se qualcosa non va e vomito anche l’anima per sentirmi vivo”.

GAZZELLE – “Tutto qui”
Pianoforte e malinconia romantica, adeguata alla stagione invernale: “Vorrei guardare il soffitto con te, stesi sul letto col raffreddore chiudere gli occhi e vedere com’è”. Flavio Bruno Pardini, questo il suo vero nome, sogna di scappare da Roma Nord e mette a segno un ritornello che ti resta in testa.

ANNALISA – “Sinceramente”
Annalisa sinceramente sforna l’ennesima hit. Facile accusarla di furbizia, ma la voce c’è e la capacità di andare incontro al suo momento d’oro pure. Brano dance pop che sulla ripetizione di “quando”, per cinque volte, ci farà cantare e ballare.  “Sto facendo un passo avanti e uno indietro di nuovo sotto un treno e mi piace quando  avolte piango e anche se poi cadesse il mondo non mi sogno di morire”. Ma lei fa solo passi avanti, magari verso il podio.  

ALFA – “Vai”
Parte col fischio, questo brano un po’ country scanzonato e orecchiabile. Alfa, che si chiama Andrea De Filippi ed è genovese, debutta all’Ariston dopo che l’anno scorso dovette abbandonare la selezione di “Sanremo Giovani” per un problema di salute. “Non guardare indietro e vai uh uh”. E lui ci prova.

IL VOLO – “Capolavoro”
La notizia è che i tre tenori non fanno Il Volo e per una volta anziché cantare in modo lirico adagiano le loro tre voci in modo decisamente più moderno. Cantano la felicità di un amore. “Cadi dal cielo come un capolavoro prima di te non c’era niente di buono come se tu fossi l’unica luce a dare un senso e questa vita con te è un capolavoro”.

DARGEN D’AMICO – “Onda Alta”
Anche stavolta fa centro e c’è da scommettere che con la sua “Onda alta” navigherà alla grande. Anticonformista, divertente, sfrontato, premette: “C’è chi mi chiama figlio di puttana che c’è di male l’importante è avere la mamma che non lavori troppo che la vita è breve”. Siamo in zona “Dove si balla” e funzionerà.

IL TRE – “Fragili”
Guido Luigi Senia, il rapper “bravo ragazzo” si affida a un brano orecchiabile e anche lui fa i conti con i sensi di colpa: “Odio convivere con i demoni fissi nella mia testa il senso di colpa mi fa sentire una bestia vorrei dirti resta ti prego resta ma grido vattene”.

MR RAIN – “Due altalene”
Bissare un exploit come quello di “Supereroi” non è facile ma Mr Rain, ovvero Mattia Balardi, ce la mette tutta con questa “Due altalene”: voce in primo piano per un brano pop romantico. “Tu mi hai insegnato a ridere tu mi hai insegnato a piangere. Io e te fermiamo il mondo quando siamo insieme”.