Anna Dedola, l’architetta volontaria che in Tanzania costruisce scuole

Originaria di Telti in Sardegna è la vincitrice del premio per il volontariato Focsiv. I suoi progetti per aiutare i piccoli africani

Anna Dedola
Anna Dedola
Redazione Tiscali

Anna Dedola voleva fare l’architetto, per questo era partita da Telti, il paese in cui viveva vicino a Olbia, e si era trasferita a Torino per studiare e laurearsi al Politecnico. È stata la scelta della tesi sulla «Costruzione degli edifici in terra cruda stabilizzata» a decidere poi il suo destino perché, per fare esperienza, aveva deciso di fare uno stage in Tanzania. Ma, come racconta Il Corriere della Sera, dopo la laurea è tornata nel paese africano per «continuare le ricerche sull’argomento del mio lavoro». Giunta nella regione di Dodoma qualcosa però è cambiato nelle sue intenzioni e motivazioni: «Ho capito che era il mio posto».

Premiata come volontaria

Alla fine il lavoro di architetto è stato messo da parte e nel 2015 la Dedola è diventata project manager di Cope (un centro di accoglienza per orfani e uno per la salute rurale) che si occupa di adozioni e tiene i rapporti con l’Ufficio Salute del distretto. È così che è diventata una delle tre vincitrici del premio Volontariato internazionale di Focsiv (un raggruppamento di 80 organizzazioni che operano in oltre 80 Paesi del mondo). Un premio che viene consegnato ogni anno in occasione della Giornata internazionale del volontariato istituita dall’Onu che ricorre proprio oggi. Un’edizione quest’anno tutta al femminile, visto che insieme a lei sono state premiate Khadija Tihra, italiana marocchina di origine e Alganesc Fessaha, italiana di origine eritrea.

La premiazione di Anna Dedola

Un aiuto concreto

Anna Dedola ha però un’idea precisa della cooperazione, non mero aiuto ma diretto coinvolgimento della popolazione nella costruzione di un’alternativa. E lei, architetto, è andata lì proprio per costruire. «La prima volta che sono arrivata in Tanzania non mi hanno colpito la povertà o i problemi. Ma la semplicità della loro vita: per questo la prima volta ero tornata con i Padri cappuccini toscani che avevo conosciuto durante il mio primo viaggio per insegnare alla popolazione locale la tecnica di costruzione che avevo studiato».

La famiglia

Nel 2010 ha diretto i lavori per costruire la scuola materna nel villaggio di Songambele, poi di un seminario in un distretto lì vicino. Ma Anna Dedola ha anche creato un ponte fra due terre: la Tanzania e quella di origine, Telti. Coinvolto dal suo entusiasmo, il paese si è mobilitato e per aiutarla facendo raccolte di soldi e materiale: «In fondo il villaggio in cui vivo oggi mi ricorda molto il mio. Dove la gente si conosce, si aiuta, è solidale». Anna si è integrata così bene con la popolazione locale ha deciso di metter su famiglia. Qui ha conosciuto Isacka e oggi è mamma di Frida, che ha 2 anni e di Francesco che ne ha 5 e che aveva avuto in affido poco dopo la nascita.