Prepariamoci a cambiare

Roberta Giommi
di Roberta Giommi  - Sessuologa

La fine di un anno ci spinge a fare un bilancio degli obiettivi realizzat , dei desideri che sono rimasti sospesi, delle  delusioni che abbiamo subito. Qualunque sia il risultato non perdiamo la nostra serenità, il presente è il tempo che abbiamo a disposizione e il futuro può essere incontrato(fatalismo) e costruito.

Facciamoci alcune domande: abbiamo avuto aspettative esagerate rispetto al principio realistico; abbiamo dedicato poche energie a cercare gli strumenti per ottenere i nostri risultati; siamo stati distratti da difficoltà relative a problemi familiari e amorosi? Dobbiamo sempre considerare alcune aree della nostra vita: lo studio, il lavoro, l’amicizia e l’amore. Facciamo un piccolo resoconto di cosa è realmente accaduto e cosa è rimasto sospeso o non realizzato. A questo punto dedichiamo un po’ di tempo ai progetti di cambiamento, se il cambiamento è nelle nostre corde, se vogliamo sfidare qualche credenza o resistenza che viene dai nostri percorsi educativi o dalle nostre paure.

Scriviamo un elenco dei desideri, inizialmente senza preoccuparci se sono realizzabili o irrealizzabili. Leggiamoli con calma e mettiamo una sigla alla fattibilità: possibili, difficili, possibili a lungo termine, impossibili. Non ci preoccupiamo se molti sono difficili o impossibili perché a fine e inizio di un nuovo anno dobbiamo avere coraggio anche di illuderci e di non avere paura. Amori, successi, amicizie, soldi, curiosità, sfide, viaggi, avventure. Il nostro elenco dovrà superare il pensiero stretto e allargarsi verso mete che possono raccontare la nostra ambizione e i nostri sogni.  I cambiamenti ci danno sempre l’idea che possiamo sfidare il destino, anche con una piccola cosa, dal caffè sostituito con il tè, dall’alzarsi un ora prima ad andare a letto almeno una volta la settimana senza computer e televisore,  dal camminare almeno dieci minuti, salutare una persona che ci rimane simpatica, ecc.. La nostra competenza a sfidare le abitudini può darci la sensazione forte di non essere immobilizzati. I desideri importanti hanno bisogno di emozioni e di riflessioni. Scegliamo tra i desideri difficili quello che sentiamo più vicino e verso il quale abbiamo più risorse: fare un viaggio, studiare una lingua, preparare piatti speciali, fare il/la cuoca per una famiglia amica, contattare un vecchio amico, farsi venire una idea commerciabile. Questa piccola sfida  ci impedisce di diventare così abitudinari da avere paura di ogni abitudine o  cambiamento.  Forse bisogna anche riscrivere il nostro curriculum, facendo emergere altre caratteristiche: se siete chiacchieroni imparate a stare zitti, se siete quello/ a che racconta le barzellette leggete una poesia, se siete senza trucco  scegliete uno smalto e un rossetto speciale, tagliatevi i capelli in modo diverso, se vestite sempre nello stesso stile, mettete una giacca speciale, una gonna particolare. Perché questo porterà qualcuno distratto a vedervi in un modo diverso o potreste scoprire che il/la partner ha dimenticato come si osserva o corteggia l’atro/a.  

Nella sessualità possiamo dirci alcuni desideri nella forma di gioco o di curiosità, mai di rimprovero e di critica perché in genere questo stile comunicativo reca danni sia perché determina l’ansia da prestazione sia perché produce ostilità ed allontanamento emotivo. Possiamo sposare una astinenza momentanea per accrescere il desiderio orimettere in gioco i sensi e la fantasia, l’importante è anche in questo territorio cercare di interrompere il silenzio o l’indifferenza.

Facciamo le sfide che ci possiamo permettere, ma non restiamo immobili. Ogni anno che inizia deve sempre avere qualcosa di nuovo nella nostra fantasia, aiutarci a superare l’immobilismo e le resistenze, le paure e i disagi.  Un libro bello sostiene che usiamo solo il 20% della nostra intelligenza, accresciamo questo indice almeno di 10 punti.

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