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“Dopo il dolore, voglio tutto il resto. The Voice Kids? Cosa ho imparato dai bambini”

Lontana dalle ansie da prestazione, Arisa torna sul palco dell’Ariston con un messaggio di forza, identità e celebrazione della donna.

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Arisa - foto Ansa

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Lontana dalle ansie da prestazione, Arisa torna sul palco dell'Ariston con la serenità di una nuova consapevolezza. Per la sua ottava volta in gara al Festival, presenta "Magica Favola", un brano autobiografico che è un vero e proprio bilancio esistenziale.

Sanremo per te è un po' come tornare a casa. Con quale spirito e con quale consapevolezza affronti questa edizione?

"Sono super tranquilla, super serena. Stiamo lavorando bene. Ho una squadra di persone con cui sto instaurando piano piano un rapporto anche di amicizia molto simpatico. Spero di fare il mio meglio, ma non mi aspetto né poco né tanto, mi aspetto solo di finalmente cantare su questo palco così importante. Sono contenta e curiosa di vedere come va".

Il brano "Magica Favola" è un racconto profondamente personale. Quanto c'è di Rosalba in questa canzone?

"C'è tutto di me. E' una canzone che ho scritto insieme a Galeffi, Giuseppe Anastasi e i Mamakass ed è un resoconto di un'esistenza. Racconto qualcosa che è mio, ma è anche qualcosa che probabilmente rappresenta una generazione: il concentrarsi sulla crescita professionale, perdendo delle cose per strada e vivendo esperienze che, quando sono finite, hanno lasciato anche un grande dolore. Prima la mia massima aspirazione era trovare una persona con cui condividere la vita sentimentale. Adesso ho capito che l'amore si può destinare e trovare in tante cose diverse. Concentrarsi solo su una cosa può essere una perdita di tempo che non ti fa vedere tutto il resto. E invece io, adesso, voglio vedere tutto il resto"

Quando ripercorri gli anni nella canzone, c'è un passaggio che ti commuove o ti colpisce particolarmente? 

"Non lo so, mi commuove tutta. È una canzone veramente molto sincera, rivedo mentre la canto le varie fasi della mia vita e mi faccio molta tenerezza".

Nella serata cover hai scelto "Quello che le donne non dicono" con il coro del Teatro Regio di Parma. Perché hai scelto di trasformare un duetto in un momento corale e così solenne?"

"Perché le donne meritano solennità, meritano celebrazione, meritano rispetto e volevo riportare questa canzone in una dimensione angelica, perché in realtà noi siamo un po' della stessa sostanza degli angeli".

Quindi è anche un'occasione per usare quel palco non solo per cantare, ma anche per trasmettere un messaggio importante?

"Per me la celebrazione della donna è sicuramente sempre una buona occasione, è sicuramente sempre importante. In generale, ricordare che ci siamo, che siamo dalla nostra parte e che non dobbiamo avere paura, assolutamente".

Negli ultimi 11 anni a Sanremo hanno vinto solo due donne, e una sei tu. Secondo te, Sanremo è lo specchio di un problema più grande nella discografia italiana per quanto riguarda le donne, o è una casualità?


"Penso sia sicuramente specchio di una società che comunque privilegia sempre un po' gli uomini. Noi donne ancora dobbiamo fare tanta strada per veramente concretizzare la nostra alleanza, perché a volte non riusciamo ancora ad essere veramente dalla nostra parte. A volte siamo noi le nemiche di noi stesse"

Per un'artista donna è più difficile imporsi, essere prodotta, o forse essere giudicata con lo stesso metro dei colleghi uomini?

"L'artista donna deve sempre avere tutto: deve essere super bella, super vestita bene. Penso a Coez, Calcutta, Brunori, penso a uomini normali che hanno un grandissimo talento eppure nessuno li guarda per come sono vestiti o per come portano la manicure. Invece noi, prima ci guardano e poi ci sentono cantare. Essere donne in generale è molto più difficile, però se io potessi ritornare indietro, potessi rinascere, non cambierei mai la mia condizione per niente al mondo".

Nel tuo percorso recente c'è stato il singolo "Nuvole" sull'amore tossico, "Canta ancora" che è stato premiato con il Nastro d'Argento. Pensi che il pubblico e la critica oggi siano più pronti ad accogliere canzoni che affrontano la fragilità senza paura?

"Penso che queste canzoni non riguardino la fragilità, ma l'identità. L'identità di diverse donne che, pur vivendo condizioni difficili, trovano sempre una via d'uscita, descritte con una tenerezza che possa essere una guida".

Riguardo all'Eurovision, saresti disposta a partecipare in caso di vittoria?

"Certo. E' una vita intera che aspetto che il mio profilo artistico abbia un respiro internazionale. È una vita che collaboro con delle persone che credono in me e quindi io non guido un'auto dove sono sola, ma guido un bel pullman dove ci sono a bordo tante persone, e mi piacerebbe dare a questo progetto più respiro possibile".

E per quanto riguarda la parte politica della questione, legata alle polemiche sulla partecipazione di alcuni paesi?

"Purtroppo, come dice Miuccia Prada, abbiamo le mani legate. L'unica cosa che possiamo fare è cercare di partecipare agli eventi, dare testimonianza di noi stessi attraverso un messaggio e attraverso la lotta. Astenersi non è la soluzione. Bisogna esserci, ed esserci nel modo giusto. La mia posizione è più ampia: la vita di tutti noi è una e unica. L'ideologia e l'ideale ci devono essere, ma anche nelle piccole cose del nostro quotidiano. Io spero di diffondere la mia musica in tutto il mondo e credo nel mio messaggio, credo nel mio lavoro, quindi vado avanti".

Sei coach di The Voice Kids e lavori a stretto contatto con nuovi talenti. Cosa ti insegna questa esperienza e cosa vedi nel futuro della musica italiana guardando questi ragazzi?

"Sto scoprendo una generazione di adulti in corpi piccoli. Ragazzi di grande senso e con grande impegno che si approcciano alla musica, che hanno già gli insegnanti, che sanno di cosa parlano e tutti con dei gusti musicali rivolti a grandi testi, a grandi significati. Quindi io penso che in mezzo a tutto questo casino possa prevalere l'istinto primordiale dell'essere umano di ricercare ordine, chiarezza e significato".

Cosa ti aspetta dopo il festival?

"Dopo il festival mi aspettano altre puntate di The Voice Generation, poi mi aspetteranno gli instore, poi due date a maggio (22 maggio a Roma, Teatro Brancaccio e il 29 maggio a Milano, Teatro Lirico). E finalmente ci sarà anche l'album (si chiamerà 'Foto Mosse', e uscirà nella prossima primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro, ndr)". 

Fonte adnkronos