La prima volta di una donna: Maria Luisa Pellizzari è la neo vicecapo della Polizia

È entrata nell'amministrazione della Polizia di Stato 35 anni fa, quando, dopo la riforma del 1981, era stato consentita la parità di opportunità

Maria Luisa Pellizzari (Ansa)
Maria Luisa Pellizzari (Ansa)
TiscaliNews

Si parla spesso di soffitto di cristallo quando ci si riferisce alle conquiste femminili ma se per la maggior parte delle donne si tratta di accontentarsi di guardare il cielo in trasparenza senza potersi permettere di allungare una mano, alcune riescono a rompere quella fragile volta e prendersi ciò che spetta loro di diritto. Maria Luisa Pellizzari è una loro: ha infranto lo stereotipo che relega il sesso femminile a ruoli di secondo piano ed è diventata la prima donna vicecapo vicario della polizia di Stato, un mondo, almeno nei vertici, da sempre al maschile.

Gli esordi e la gavetta

Ospite di Maria Latella, su Radio24, Pellizzari si è detta convinta che proprio essere donna "abbia dato un contributo nuovo, di sensibilità, di ascolto e forse di intuito che forse ha portato raggiungere esiti positivi". Tono pacato e schivo, ha racconta la sua gavetta senza reticenze: "Sono entrata nell'amministrazione della Polizia di Stato 35 anni fa, quando, dopo la riforma del 1981, era stato consentito, con pari possibilità di assunzione ed incarico e quindi di progressione in carriera, alle donne di accedere a questo percorso professionale parimenti agli uomini, e ho svolto da subito ruoli investigativi".

La violenza sulle donne

Da quel momento ha sperimentato sul campo il valore dell'approccio femminile in Polizia: "Ognuno di noi porta nelle attività professionali il proprio essere, la propria sensibilità, la propria intelligenza. E' inevitabile che ognuna di noi abbia trasferito in questo lavoro, che è più un servizio, la sensibilità". Ma la vicecapo ricorda che "il mondo della violenza di genere, di cui oggi giustamente tanto si parla e in merito al quale è stato fatto tantissimo, quando sono entrata io era un territorio poco esplorato. Le mie prime attività erano rivolte anche a intervenire in questo campo. In questo settore era chiaro che una donna fosse più disponibile a parlare con un'altra donna delle tremende esperienze che aveva vissuto, ritenendo di avere un ascolto e una comprensione più intima". Un valore aggiunto dunque, in nome di una diversa sensibilità.

La carriera

Laureata all'Università degli Studi di Padova nel 1983, Luisa Pellizzari ha iniziato la sua carriera nella Polizia di Stato nel 1985 come vice commissario e, nel 2017, ha raggiunto la massima qualifica di dirigente generale di Pubblica Sicurezza. Ha diretto uffici investigativi alla Direzione centrale anticrimine, sino a diventare il direttore del Servizio centrale operativo (Sco), e alla Direzione investigativa antimafia; ha inoltre coordinato le indagini che hanno portato all'arresto degli esecutori della strage di Capaci, alla cattura di numerosi latitanti mafiosi, tra cui Luca Bagarella. E su come è cambiata la mappa della criminalità ai tempi del covid, la neo vicecapo vicario della Polizia spiega che "durante il primo lockdown i reati contro il patrimonio, i furti e le rapine hanno avuto un decremento significativo, salvo poi ricrescere a maggio e giugno, con le aperture. C'è stato un incremento significativo invece dei reati di natura informatica, come truffe on line e anche purtroppo pedopornografia".