Nathalie Guetta: "Io che mi innamoro di quelli più giovani. Don Matteo? Ho fatto la cornuta"

L'attrice francese amata in Italia per il ruolo in "Don Matteo" ha appena pubblicato il suo primo romanzo, "Dodici in caso di stress": tra gatti che fumano, cani conviventi, il fascino di Saint Germain Des Près ci porta nel favoloso mondo di Nathalie

“La barzelletta è che sto facendo tre interviste contemporaneamente”. Quella sua meravigliosa parlata napoletan-francese, quel suo modo buffo di esprimersi, fatto di andirivieni, ripensamenti, risolini appena accennati e chili di autoironia. E poi il gatto che fuma dalla copertina del libro, il cane che convive con lei e il tocco di grazia che da sempre avvolge Saint Germain Des Près nel cuore di Parigi a fare da sfondo alle sue confidenze. Benvenuti nel favoloso mondo di Nathalie. Sì, proprio Nathalie Guetta, l’adorabile Natalina di “Don Matteo” , ma anche una delle ballerine più improbabili ed amate della storia di “Ballando con le stelle”. Nathalie, che nonostante i suoi tiraemolla con la serie tv di Terence Hill è tutt’ora in onda su Rai1, ha deciso di misurarsi in una nuova sfida e ha appena pubblicato il suo primo romanzo, “Dodici in caso di stress”, dove il numero è riferito alle sigarette che la protagonista del suo libro decide di concedersi quando il “logorio della vita moderna”, per dirla con un vecchio slogan, si fa un po’ troppo pesante.

Nathalie, come ti è venuta l’idea?
“Come direbbe Beppe Barra ho avuto l’ispirazione…”. Ride, si interrompe, riprende e svela nel suo italiano macheronico: “È stato caspitamente faticoso. In realtà questo libro ho iniziato a scriverlo 16 anni fa. Per tre mesi ho scritto tutti i pomeriggi dalle 3 alle 7. Ero molto orgogliosa del risultato ma poi mi sono scontrata con i tentativi di farlo pubblicare. Maronna mia, e che é? Una via crucis e alla fine l’ho messo da parte. Poi, dopo un sacco di tempo, grazie a un amico l’ho ripreso in mano e l’ho finito di scrivere. Questa volta in franccese e poi l’ho fatto tradurre da Matteo Ripaldi in italiano che si è dovuto prendere in faccia tutti i miei “orrori” grammaticali. Ad aiutarmi anche mio padre e una fantastica editor, Veronica Rossi”.

”Dodici in caso di stress” racconta la storia d’amore tra una lei di 46 anni e un lui di 26. C’è dell’autobiografia?
“Sì, è una storia che ho vissuto e poi ci ho ricamato sopra. Anche il nome di lui, Houssine, è quello vero. Gli ho chiesto il permesso di lasciarlo e lui dopo averlo letto mi ha detto di sì. La nostra è stata una storia d’amore corta ma l’amicizia dura ancora”.

Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi di una relazione dove è la donna a essere più grande d’età?
“Beh, nel mio caso non è che ci fossero 30 anni di differenza… Però non so come mai ma nella mia vita da un certo punto in poi ho sempre avuto amori con uomini più giovani di me. Vedo il nostro presidente Macron che a 18 anni si è innamorato di una donna molto più grande di lui. Uno potrebbe pensare che sia folle e incredibile, non so. Io non penso molto all’età a che se ammetto che non mi piace l’idea di invecchiare. Di sicuro oggi non me la sentirei proprio di avere una storia con un uomo di 30 anni. Non per moralismo ma proprio perché mi metterebbe un malessere enorme. Per me gli uomini di quell’età sono come dei pupazzetti”.

E come mai ti innamori sempre di uomini più giovani?
“Forse è infantilismo”, ride. E rilancia: “L’unico più grande di me che mi piace veramente ma veramente è Denzel Washington”.

La tua protagonista fuma al massimo 12 sigarette. E tu?
“Io fumo e le conto. Il mio massimo è otto. Con o senza stress. Di più non posso proprio permettermene”.

Il gatto della copertina è il felino che abita con te?
“Non, ora in realtà ho un cane. Ma ho avuto anche un gatto. Sono ossessionata dagli animali. Li amo”.

Da quale angolo della tua Parigi, dove sei tornata a vivere da qualche anno, mi parli?
“Da Saint Germain Des Près. So che sembra che un po’ me la tiro ma è la verità. E qui si sta molto bene”.

E “Don Matteo”? Dopo aver annunciato il tuo addio alla serie invece sei ritornata e ora ti vediamo in onda. Come mai sei ritornata sulle tue decisioni? E come sei stata accolta?
“Come i cornuti, ci ho ripensato. Non ne potevo più di Natalina, dop 20 anni mi ero stancata. Ma ora sarei pronta a morire pur di girare un’ultimissima serie di “Don Matteo”, sempre che si faccia”. E Terence Hill è stato adorabile. Mi ha detto che la troupe mi vuol bene. E così tutti quanti. E io mi sono sentita una meno di niente perché ero stata pronta ad abbandonarli. Non solo. Ci avevo pure ripensato un’altra volta. E poi me la sono rimangiata pure quella”.

Sei sempre così indecisa o è “Don Matteo” che ti scatena i dubbi?
“Ora sto meglio ma credimi mi sono fatta piantare da un uomo anche soltanto per il dramma di assistere a me che scelgo un paio di scarpe”.