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Arrestata e processata a 15 anni per non aver ceduto il posto sull'autobus a una donna bianca: addio a Claudette che ha cambiato la Storia

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Claudette Colvin

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L’autista le aveva intimato di alzarsi dal posto dell’autobus nel quale era seduta vicino a un’altra donna dal colore delle pelle nera, proprio come lei. Ma lei non si era mossa di un centimetro, mentre la donna bianca che pretendeva il suo sedile continuava a urlare che era un suo diritto di bianca occupare quel posto. Claudette aveva solo 15 anni ma una determinazione fuori dal comune nel far valere i suoi diritti di essere umano che nell’Alabama razzista e segregazionista degli anni Cinquanta venivano sistematicamente negati e calpestati brutalmente. Così anche quando il conducente la minacciò che se non si fosse alzata avrebbe chiamato la polizia e l’avrebbe fatta arrestare, rimase immobile al suo posto. E così avvenne. Claudette fu trascinata fuori dall’autobus e arrestata da due poliziotti. Subì un processo per disturbo della quiete pubblica, violazione della legge di segregazione e aggressione. Fu condannata per tutte e tre le accuse dal tribunale minorile. Quando il caso di Colvin fu presentato in appello al tribunale del circuito di Montgomery il 6 maggio 1955, le accuse di disturbo della quiete pubblica e violazione delle leggi sulla segregazione furono abbandonate, ma la sua condanna per aver aggredito un agente di polizia fu confermata. In realtà, secondo la testimonianza di una compagna di classe di Claudette, "non ci fu nessuna aggressione". Certo, fu condannata ma a quel punto la battaglia per i diritti civili dei neri americani era cominciata. E non si sarebbe più fermata. Dopo nove mesi dal quella mattina del 2 marzo 1955 un episodio analogo con protagonista Rosa parks ebbe grande risalto sulla stampa statunitense. Claudette Colvin, di lì a poco, divenne una delle querelanti nella storica causa che portò all'abolizione della segregazione razziale sugli autobus di Montgomery

Oggi, quella ragazzina, è morta all’età di 86 anni in Texas. Chiunque abbia a cuore i diritti umani oggi dovrebbe ringraziarla perché la Storia è fatta di piccoli grandi gesti coraggiosi come quello di Claudette.