“Gli uomini sono dei pezzi di me…”, la battuta di Finocchiaro scatena l’ira di cattolici e leghisti

Nell’ultima puntata della Tv delle Ragazze, la comica mette in scena un personaggio esilarante ma la sua battuta finale diventa oggetto di una interrogazione alla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai

Che succede alla Tv delle ragazze? Cosa è stato fatto di così terribile, su Rai Tre, per avere suscitato le ire dell'Aiart, associazione di ispirazione cattolica che si occupa di tv, e di Massimiliano Capitanio, segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai alla quale il deputato della Lega ha inviato un'interrogazione? Sotto accusa c’è Angela Finocchiaro rea di avere dichiarato, rivolgendosi a una platea di bambine e con voce flautata da fatina, che "gli uomini sono dei pezzi di merda". E alla domanda da parte di una bambina se lo fosse anche il suo papà, ha risposto: "Soprattutto il tuo papà". "Una 'scenetta' surreale e diseducativa - commenta l'associazione cattolica - trasmessa sulla tv di Stato, da un programma che per quanto sia sbilanciato su ironia e sarcasmo, fatichiamo ad accettare". A fare adirare i cattolici, anche un lieve accostamento al messaggio ricevuto “dai pastorelli di Fatima”.

Interrogazione in Vigilanza Rai e richiesta di scuse

Risultato? Segnalazione agli organismi di vigilanza e richiesta di “spiegazioni ad un Servizio Pubblico che dovrebbe difendere i suoi spettatori da queste derive”. In più il deputato Capitanio si aspetta "che la Signora Finocchiaro chieda innanzitutto scusa fornendo le dovute spiegazioni, cosa che chiediamo in ogni caso alla Società Concessionaria per sapere anche se e quali provvedimenti disciplinari verranno adottati nei suoi confronti". Una reazione esagerata o facilmente prevedibile? Sui social è già battaglia pro o contro la Tv delle ragazze e il suo diritto di satira.

Il limite fra comicità e offesa

La guerra dei sessi è sempre in voga al cinema e in tv, una lotta fatta di battute taglienti con le quali gli uomini prendono di mira quelli che - dal loro punto di vista - sono le peggiori abitudini femminili, e di osservazioni altrettanto salaci con le quali le loro compagne si lamentano dei peggiori vizi maschili. Comici e comiche hanno un repertorio vastissimo di gag esilaranti: dalla domenica all’Ikea vissuta dai maschi come la peggiore tortura possibile, alla risposta femminile sull’incapacità di trovare, fra i cassetti domestici, pure le proprie mutande. Insomma ci si punzecchia pur volendosi bene. O forse no. Perché a volte capita che qualcuno si senta offeso da una battuta fatta da un esponente del sesso opposto e pretenda scuse. A onore del vero siamo soprattutto noi donne a offenderci per battute ritenute sessiste.

Un problema culturale

Viviamo in una difficile fase di passaggio in cui certi uomini non hanno ancora capito la differenza fra corteggiamento e molestie (consiglio all’uopo la visione di un altro esilarante video tratto dalla Tv delle ragazze con Isabella Ragonese), figuriamoci la differenza fra una battuta umoristica e un’offesa sessista. È una questione culturale e molte donne sono impegnate in questa battaglia per la “rieducazione del maschio italico” avvezzo - per troppo tempo - a disporre di una donna oggetto.

Questione di reciprocità

Detto questo, cosa penseremmo noi donne di una battuta del genere: “Le donne sono dei pezzi di merda”. Ci farebbe ridere? Andremmo a valutare il contesto nel quale è stata detta? Pretenderemmo la testa del comico che l’ha pronunciata? O ci faremmo una risata? Me lo chiedo perché penso che in ogni battaglia culturale ci voglia reciprocità e perché questa battuta è stata pronunciata - nella versione maschile - da una donna, Angela Finocchiaro: una delle comiche più brillanti dello spettacolo italiano e spesso impegnata nelle battaglie per la parità di genere e contro la violenza sulla donne.

Lo sketch incriminato

Nell’ultima puntata della Tv delle Ragazze, Finocchiaro ha messo in scena un personaggio esilarante: la donna invisibile. Un’antieroina coi fiocchi, una donna che, al compimento dei 60 anni, diventa invisibile. Il tutto è un’ironica metafora della triste parabola esistenziale di molte donne che invecchiando diventano, appunto, invisibili agli uomini. Parlano ma nessuno le ascolta, si parano davanti agli interlocutori ma non vengono ascoltate. E così, in un crescendo di autoironia, questa donna arriva in un giardinetto dove giocano delle bambine alle quali si palesa, pur invisibile, come una sorta di fatina con un messaggio. Qualcosa che le bimbe devono imparare per crescere più consapevoli di ciò che succederà loro quando non saranno più giovani. Certo il messaggio è un po’ forte ma è la sintesi di un contenuto che più o meno suona così: guarda che disgraziati gli uomini, appena compi 60 anni per loro non esisti più. Solo che questa circonlocuzione non avrebbe fatto ridere nessuno.

Riderci su o no?

Dico la verità, io sono una di quelle che ha guardato lo sketch di Angela Finocchiaro dall’inizio e che ha riso alla battuta finale. Ma devo dire che ha riso pure il mio compagno dimostrando forse più autoironia di quanta ne abbiamo noi donne quando diventiamo oggetto di battute maschili. Resta però il fatto che qualcuno si è sentito offeso e offendersi non è una questione di avere torto o ragione, è una questione di sensibilità. Se chiediamo sensibilità agli altri, la dobbiamo avere anche noi. Prendiamolo come spunto di riflessione. Che poi si chieda la testa di Angela Finocchiaro mi pare davvero un’esagerazione.