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Svolta per il calcio femminile, via libera al professionismo: “L'interesse del pubblico è aumentato”

La Lega, in principio titubante, dà l’ok. Bartoli, capitana della Roma: “Il coraggio ci ha permesso di andare oltre”

TiscaliNews

Le atlete lo chiedevano da tempo e finalmente è arrivato il momento: il consiglio federale ha completato le modifiche normative che renderanno la Serie A femminile interamente professionista a partire dal prossimo primo luglio. "E' un punto di partenza che ci spinge a lavorare con grandissimo impegno per raggiungere e garantire nel tempo la sostenibilità di tutto il nostro sistema", ha commentato Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile, mentre "una giornata importante" l'ha definita Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco.

Il malinteso

Decisione arrivata, però, non senza alcuni momenti di incomprensione perché, durante la votazione, la Serie A si è espressa a sorpresa contraria nonostante nella propria assemblea interna fosse a favore. Una decisione che ha stupito le componenti e sollevato un confronto accesso portando il consiglio a votare nuovamente con tanto di sì finale della Lega di A. "C'è stato solo un malinteso", è stata la spiegazione uscendo da Via Allegri di Claudio Lotito, mentre Gravina spiegava così l'accaduto. "Tutti erano d'accordo, tranne qualche piccola resistenza sempre dalla A che riteneva di proporre un ulteriore rinvio del professionismo, ma su questo poi abbiamo raggiunto l'accordo e non si poteva tornare indietro". "Resistenze" che sorprendono il presidente della Serie A Lorenzo Casini. "Sono molto contento del professionismo femminile. E mi ha sorpreso leggere di nostre resistenze su questo. È l'opposto", ha chiosato Casini il caso.

Crescita del movimento femminile

Dunque archiviati i dissapori, il presidente della Figc ha espresso anche tutta la sua soddisfazione per il risultato raggiunto dopo un percorso nato due anni fa. "Siamo la prima federazione in Italia ad avviare e attuare questo genere di percorso", ha continuato Gravina, sottolineando come negli ultimi tre anni la Figc abbia erogato circa 18 milioni di euro per la crescita del movimento femminile. Un campionato, quello 2022-23, che non porterà solo la novità del professionismo in Serie A, ma anche quella del format perché il consiglio federale di febbraio aveva approvato la proposta della Divisione Calcio Femminile di introdurre una poule scudetto e una retrocessione per assegnare il titolo ed evitare la retrocessione dopo una normale fase di regular season.

Women's Champions League

Le 10 squadre partecipanti alla massima serie, infatti, disputeranno una prima parte della stagione con gare di andata e ritorno per un totale di 18 giornate. Successivamente, nella seconda fase, le prime cinque della graduatoria accederanno a una poule scudetto, con il palio il titolo di Campione d'Italia e l'accesso alla Women's Champions League (prima e seconda classificata); le ultime cinque, invece, si affronteranno in una poule salvezza, nella quale l'ultima retrocede direttamente in Serie B e la penultima dovrà giocarsi la salvezza in una gara di play out contro la seconda del campionato cadetto. Un format che rappresenta una novità assoluta in Italia, ma già adottata con successo in altri paesi come Austria, Belgio, Danimarca e Repubblica Ceca. "Ora tutti insieme al lavoro per trovare le risorse adeguate", il prossimo passo annunciato dalla Sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali.

Bartoli: il professionismo dimostrerà la nostra forza

"Una notizia che coinvolge tutte quelle donne che hanno combattuto e combattono ancora per l'uguaglianza e le pari opportunità", ha dichiarato la capitana della Roma Femminile, Elisa Bartoli all'Ansa. "Posso dire che la nostra forza, la nostra perseveranza, il nostro coraggio e il nostro amore ci hanno permesso di andare oltre - ha proseguito - Oltre i pregiudizi, oltre alle offese che purtroppo abbiamo dovuto spesso subire. La nostra unione è stata la nostra vittoria".

Sollevato il livello del campionato

Insomma, la soddisfazione è tanta per un movimento che negli ultimi anni è cresciuto sempre di più. "La percezione e l'interesse del calcio femminile - ha spiegato la Bartoli - sono cambiati con l'avvento delle squadre professioniste, che hanno contribuito ad alzare il livello del campionato e di conseguenza della Nazionale italiana. E non è un caso se nel Mondiale del 2019 l'Italia sia arrivata tra le prime otto al mondo e di quelle otto eravamo l'unica nazionale dilettantistica".

L'interesse del pubblico cresce

Un qualcosa che non accadrà più, già da quest'estate con l'Europeo inglese grazie al professionismo femminile al via dal prossimo primo luglio. Una decisione che "riuscirà a dimostrare ancora di più il potenziale e la forza del nostro calcio" ha proseguito la calciatrice giallorossa. Un appeal cresciuto dopo il Mondiale, secondo la Bartoli. "L'interesse del pubblico è aumentato tanto, sono aumentati i tifosi sugli spalti per le gare di campionato e mi sento di fare un ringraziamento speciale ai nostri tifosi romanisti che sono davvero magnifici, e stagione dopo stagione hanno aumentato la presenza al Tre Fontane". Ringraziamenti allargati anche alle istituzioni del mondo del calcio dopo la notizia di oggi. "Negli ultimi anni si è parlato sempre di più del professionismo nel calcio femminile, ringrazio quindi le istituzioni e tutte le persone che hanno lavorato affinché potessimo vincere questa battaglia. Nel mio piccolo devo dire che, anche se fino ad oggi il mio status e quello delle mie compagne è sempre stato quello di dilettante, la Roma ci ha permesso di allenarci in un contesto professionistico e altamente qualificato, un ambiente in cui ogni calciatrice meriterebbe di lavorare".