Da escort a sposa di uno jihadista dell’Isis tra Siria e Iraq: “So sparare bene col kalashnikov”

Derya, 24enne tedesca di origine turca, racconta le sue vicissitudini: dalla prostituzione nella Ruhr a jihadista

La giovane Darya in un'immagine tratta da 'Bild'
La giovane Darya in un'immagine tratta da "Bild"
TiscaliNews

Per la prima volta una jihadista tedesca si racconta a viso scoperto a una testata occidentale: si chiama Derya, ha 26 anni e in una video intervista concessa alla Bild ricorda la sua trasformazione da escort nella regione tedesca della Ruhr a jihadista al fianco di un uomo conosciuto su Facebook e sposato in Siria. Derya è una ragazza di origine turca che viene da un piccolo paese della Ruhr dove si prostituisce per pochi soldi e circondata da tanta violenza. Lui è uno dei più noti jihadisti tedeschi convertiti all'islam, ex boxer e rapper, Mario S.

La sua prima richiesta: mettere il velo

E' il 2014 quando i due, dopo essersi conosciuti via social-media, decidono di incontrarsi in Siria, dove lei arriva dopo due mesi di pianificazione del viaggio passando da Kilis, in Turchia. "La prima volta che ho visto Mario con la sua divisa militare, le sue mani e la barba era così bello", ricorda la ragazza con un sospiro. Derya racconta come, appena arrivata, lui le abbia chiesto di vestirsi. "Come?" ha risposto lei "sono già vestita", ha aggiunto guardandosi. Lui le ha chiesto di indossare una gonna, i guanti per le mani, una sorta di mantello e sopra ancora il velo integrale.

Voleva aiutare i bambini

"Non sapevo niente di Sharia o di tutto questo, io sono andata lì perché volevo aiutare i bambini. E invece mi sono ritrovata in una stanza con le catene e un muro sporco di sangue", racconta Derya. Dopo qualche tempo lei e Mario hanno un bambino ma i litigi si moltiplicano e i due si lasciano. Dopo la separazione Derya riceve diverse proposte di matrimonio e si sposa con Abu Salahuaddin al Beljiki, un combattente belga alla ricerca di una seconda moglie. I due si sposano a Mosul ma il matrimonio dura poco.

“Se ti prendono ucciditi”

Dopo due mesi il nuovo marito muore colpito da un drone, e lei scappa in Iraq dove ritrova Mario, che fa l'istruttore in un campo di addestramento dell'Isis. Tra i due risboccia l'amore e si sposano di nuovo. «Abbiamo usato le bombe a mano, i kalashnikov. Io so sparare bene, ho le braccia lunghe», racconta lei. «Della cintura esplosiva invece hai bisogno per difenderti. Soprattutto per ucciderti se ti prendono».
Tempo dopo lei trova il modo di tornare in Germania con il piccolo, mentre di Mario si perderanno le tracce: pare sia stato ucciso in un regolamento di conti fra jihadisti. "Sono semplicemente felice di essere di nuovo qui. Sono stata fortunata", dice, ma "niente è più come prima".