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Nuove accuse al mondo della ritmica, ex atleta maltrattata: “Pesavo 30 kg, mi mettevano sulla bilancia due volte al dì”

Alice Aiello: “Le torture psicologiche erano tante: riguardavano il mio peso, ma non solo”. Replica della società: "Sorpresi da accuse, tuteliamo le atlete”

Alice Aiello (foto tratta dal suo profilo Facebook)
Alice Aiello (foto tratta dal suo profilo Facebook)
TiscaliNews

Dopo le prime accuse di Nina Corradini e Anna Basta, la testimonianza di Ilaria Bersacchi e tante altre, ora parla un’altra ex atleta. "Le torture psicologiche erano tante: riguardavano il mio peso, ma non solo. Anche la scuola per le mie allenatrici doveva essere vietata. Pensavo che sarei riuscita a superare tutto, ma mi sbagliavo". Il racconto tormentato è di Alice Aiello, ex ginnasta 21enne originaria di Catania, che dal 2013 al 2016 ha gareggiato con l'Armonia d'Abruzzo di Chieti.

La paura di parlare

Aiello, che ha vinto il titolo italiano a squadre con Fabriano nel 2017, ha puntato il dito contro la sua esperienza teatina, dopo essere stata contattata da Nina Corradini, una delle due ex ginnaste della ritmica che hanno dato il via alle denunce sugli abusi psicologici subiti. "All'inizio quando Nina mi ha contattata avevo deciso di non parlare per paura di riaprire ferite troppo grandi - spiega Aiello sul suo profilo Facebook - finalmente chiuse dopo tanti anni, poi ho pensato che quello che ho passato io l'avrebbero potuto passare altre bambine o in un futuro i miei figli e ho trovato la forza per raccontare anche la mia storia. Avevo 11 anni quando decisi di trasferirmi a Chieti all'inizio tutto rose e fiori, poi iniziarono i problemi. Pesavo si e no 30 chili quando mi trasferii lì, ma già dal primo momento, come per prassi, mi fecero salire sulla bilancia. Venivo pesata anche due volte al giorno".

La risposta della società accusata

La risposta dell'Armonia d'Abruzzo non si è fatta attendere. "La società è fortemente dispiaciuta e sorpresa dalle generiche affermazioni riportate. Si riserva comunque di agire eventualmente nelle sedi opportune per difendere la sua onorabilità e confutare eventuali affermazioni diffamatorie". L'Armonia d'Abruzzo, guidata dalla presidente Anna Mazziotti, ha fatto sapere di confidare nelle strategie disposte dagli organi federali e di essere eventualmente pronta a coinvolgere anche i propri avvocati per difendersi dalle accuse che gli sono state mosse. L'Armonia ha specificato che le sue atlete "sono tutelate e altamente seguite, come accade in tutte le squadre sportive di alto livello, da mental coach, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti preparati. Per quanto riguarda l'alimentazione - spiegano dalla società, che è tra le eccellenze della ritmica nazionale - le atlete sono libere di recarsi dai nutrizionisti suggeriti dalla squadra o da quelli che preferiscono. Anche sul fronte scolastico è garantita la massima libertà nella scelta dell'istituto".

La salute del corpo al primo posto

In un lungo post su Facebook, dopo aver raccontato l'esperienza vissuta in Abruzzo, Alice Aiello ricorda invece con gratitudine l'accoglienza ricevuta alla scuola di Fabriano (Ancona) dove si trasferì quando aveva 15 anni e tornò in palestra e a scuola, proseguendo con successo l'attività agonistica di ginnastica ritmica: "Passai gli ultimi anni della mia carriera dentro quella palestra, i problemi c'erano ovviamente, come in tutti gli sport ad alto livello, - racconta Alice - ma finalmente avevo trovato un posto dove la salute del mio corpo veniva al primo posto, per me ma anche per July la mia allenatrice, che appena mi vide disse 'devi arrivare almeno a 45 kg prima di iniziare ad allenarti di nuovo' e questa frase non me lo scorderò mai, per me era incredibile che qualcuno mi dicesse di ingrassare perché ero troppo magra".

Chiedete aiuto

"Ero finalmente serena. - prosegue Alice - Io ero forte, lo sono sempre stata, ma è solo grazie alla mia famiglia se sono riuscita ad uscirne sana". "Non finirò mai di ringraziarvi per avermi protetto ed accudito senza però tarparmi le ali, i traguardi che ho raggiunto nello sport che amavo e che continuo ad amare, sono solo grazie a voi. Tutto questo per dire alle bimbe e alle ragazze che amano questo sport - conclude - che i problemi ci saranno sempre, non è uno sport facile, ma non siete sole, chiedete aiuto, io quando finalmente ho deciso di farlo ho ritrovato la mia felicità".

Presidente Fig Abruzzo: mi dovrò informare

"Del caso specifico fra l'Armonia d'Abruzzo e Alice Aiello so poco: l'ho appreso dalla stampa. Mi dovrò sincerare di quello di cui si parla. In Abruzzo posso dire però che non ho mai riscontrato problemi di scorrettezza nei comportamenti di società o tecnici". A parlare è il presidente della Fig Abruzzo, Centi Pizzutilli, interpellato sulle accuse dell'ex ginnasta Alice Aiello nei confronti della società di Chieti, di "maltrattamenti e torture psicologiche". "In questo sport - aggiunge il presidente regionale Fig - ci sono grandi aspirazioni. Per arrivare ad alti livello si devono fare nello sport, in tutti gli sport, dei sacrifici anche a livello scolastico. L'Abruzzo in passato ha portato più di un'atleta alle Olimpiadi". Su quello che sta accadendo al mondo della ginnastica in questi giorni dopo le denunce di abusi psicologici da parte di due ex ginnaste, Centi Pizzutilli ricorda che "c'è una posizione ufficiale della Federazione che ha commissariato l'accademia dove si allenano le ragazze della categoria Farfalle. Di quello di cui si parla oggi la federazione se ne sta occupando con grande attenzione. Vorrei solo ricordare che la nostra federazione ha coinvolto la Procura Federale per l'accertamento dei fatti. Io non penso che non sia accaduto nulla. Qualcosa potrà anche essere successo e su questo dovrà far luce la Procura Federale".

La risposta alle critiche

Anche Alice Aiello, come tutte le altre giovani che hanno deciso di testimoniare, è stata criticata sui social e non solo, da chi ha qualcosa da perdere dalla fine di questa omertà. Fra questi ci sono pure i genitori di tante atlete che, forse per disattenzione o per ambizioni personali, non vogliono sentire parlare di abusi. Ecco cosa scrive Alice: “Vorrei chiedere al quel padre che ha scritto che nessuno ci puntava una pistola alla testa per restare in palestra, a tutte quelle allenatrici che hanno condiviso questo pensiero e quelle altre che stanno scrivendo che non ci sono più ginnaste di una volta che noi siamo troppo fragili… avete mai visto gli occhi di una bambina che ama veramente questo sport?”

L’amore per lo sport della vita

“Non avrei smesso per nessun motivo al mondo – continua Aiello - per questo ho sopportato tutto quello che mi è successo e quello che succedeva alle mie compagne. Il mio sogno era fare ginnastica ritmica, non vincere. E vorrei dire a tutte quelle altre persone che dicono che ‘per fare questo sport ci vuole sacrificio e non lamentele’ che noi il sacrificio l’abbiamo conosciuto bene”. E poi l’ex atleta snocciola quali sono stati i suoi sacrifici: “… avevo un edema spongioso osseo al limite con la frattura da stress al quarto metatarso, andavo a scuola con le stampelle, entravo in palestra le appoggiavo al muro, mi allenavo e poi ritornavo a casa con le stampelle, ogni sera con il piede sempre più gonfio, ma non mi potevo fermare”. E poi “… nessuno lo sa ma avevo una lesione al cercine dell’anca destra,a l secondo giorno di gara dopo le finali con la squadra non riuscivo più neanche a camminare, ero stesa nel corridoio dietro gli spalti, non volevo piangere ma mi uscivano le lacrime in silenzio da sole dal dolore, ricordo ancora che per non fare preoccupare mia mamma chiamai mio papà per dirgli che non riuscivo più a muovermi, lui venne lì da me, mi asciugò le lacrime e mi disse solo questo ‘forza amore mio’. Ho trovato la forza di fare la mia finale al cerchio solo perché era il sogno di tutta una vita quella gara”.

Sacrificio sì, umiliazione e violenza no

E infine “…sapevo già di avere 3 protusioni vertebrali che mi paralizzavano totalmente un pezzo della schiena, per non parlare del dolore. Sapete anche li perché ho continuato anche se nessuno mi puntava una pistola alla testa? Perché era la cosa che più amavo al mondo. Il sacrificio è questo e si sopporta per ciò che si ama, la violenza e l’umiliazione no”.