Il matrimonio ai tempi del Covid 19: cerimonia in mascherina e pochi invitati. Tutte le regole del protocollo

Si celebrano le prime nozze in Puglia e Campania: l’emozione dei primi sposi

Primi sposi ai tempi del Covid (Ansa)
Primi sposi ai tempi del Covid (Ansa)
TiscaliNews

Parafrasando il vecchio detto e rinunciando alla rima, in tempi di pandemia non si sposa né si parte. Per mesi, a causa dell'emergenza sanitaria, gli sposi hanno dovuto rinunciare a condividere questo momento con le persone più care, costretti ad un rigorosissimo distanziamento sociale. Sabato scorso però a Bari ci sono state le prime nozze: Michele e Rossella si sono giurati amore eterno circondati dal "calore degli amici e della famiglia", come ha detto il sindaco.

"Adesso che appartenete allo stesso nucleo familiare, mantenendo le distanze dagli altri, nel rispetto delle linee guida, lo sposo può baciare la sposa", sono state le parole del sindaco, Antonio Decaro, che hanno suggellato il primo "sì" pronunciato in una chiesetta sconsacrata nel quartiere Libertà. Nel pomeriggio è toccato poi a Silvia e Cosimo, carabinieri 26enni, nel Fortino Sant'Antonio.

Le linee guida per le nozze

Il Comune di Bari è tra i primi in Italia ad aver emanato linee guide che consentono di celebrare matrimoni e unioni civili, con un numero limitato di invitati, tutti con mascherine, sottoposti a igienizzazione delle mani all'ingresso, e con sedie distanziate tra loro di almeno un metro e mezzo. "Non ci possono essere ancora tutti, dobbiamo rispettare molte regole, ma piano piano stiamo tornando a vivere la bellezza di momenti come questo", ha commentato il sindaco Decaro.

Festa rimandata

Per Michele e Rossella la cerimonia in chiesa e la festa con quasi 200 invitati è rimandata di un anno, al 22 maggio 2021, ma non hanno voluto rinunciare a scambiarsi gli anelli nella data che avevano scelto tanto tempo fa. Per chi non ha potuto partecipare, gli sposi hanno organizzato un evento privato in diretta Facebook; all'esterno della sala comunale alcuni amici hanno compiuto il tradizionale lancio di riso e coriandoli. Le mascherine nascondevano i sorrisi, ma gli occhi pieni di commozione erano ben visibili.

La macchina degli sposalizi riparte lentamente

Insomma, il fatidico "sì" frenato dal covid19 ora riparte. In prima linea sui matrimoni ci sono Campania e Puglia, le due Regioni in cui la tradizione della celebrazione e della festa continua in maniera più forte e in cui c'è un indotto economico enorme. In Campania, ad esempio, Assocastelli stima un movimento di denaro di due miliardi l'anno tra location, catering, fotografi, regali, bomboniere, estetiste, parrucchieri e stilisti. Un comparto in cui lavorano migliaia di persone rimaste a lungo ferme. Da qualche giorno sono ripartiti i riti civili a Napoli, nelle sale delle Municipalità, mentre a Bari riprendono rispettando le linee guida per la celebrazione emesse dal Comune.

Le regole per la festa

Le regole pugliesi prevedono ospiti, testimoni e fotografi con la mascherina, mentre gli sposi possono farne a meno durante la cerimonia, tenendosi a due metri di stanza dal celebrante e dopo essere stati tutti sottoposti a misurazione della temperatura e igienizzazione delle mani. Dovranno essere inoltre riorganizzati gli spazi per assicurare il mantenimento della distanza tra i partecipanti garantendo nella disposizione dei posti a sedere, il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro e mezzo e se la distanza dal celebrante non potrà essere assicurata, la postazione dedicata al rito potrà essere dotata di divisori in plexiglass. L'amore al tempo del covid19 funziona così, ma la ripartenza è giudicata lenta e gli operatori fanno pressione sulle istituzioni. Il governatore campano Vincenzo De Luca ha tenuto una riunione con i rappresentanti del settore wedding assicurando che lavorerà per arrivare a una ripresa, con le necessarie prescrizioni, nella prossima metà del mese di giugno.

Preoccupazione degli operatori del settore

"Serve subito un protocollo - avverte però Stefano Sgueglia, leader di Assocastelli, l'associazione delle dimore storiche ma anche alberghi dediti alle nozze - il 15 giugno è tardi, per organizzare un matrimonio ci vuole almeno un mese. Noi siamo già pronti con il distanziamento dei tavoli e possiamo dividere in due giorni i matrimoni affollati: se hai 200 ospiti farai un giorno la cerimonia con 100 parenti e il giorno dopo con 100 amici".
Gli organizzatori di matrimoni chiedono anche alle autorità religiose di autorizzare le nozze in chiesa di domenica, per smaltire l'arretrato. La Conferenza episcopale campana, intanto, ha dato il via libera a matrimoni e battesimi in chiesa, con un numero limitato di partecipanti, ma ancora nessuno ha detto "sì" davanti al sacerdote dopo il covid19.