"Preferisco vivere": addio alla carriera per la famiglia. I casi più eclatanti. E voi ci avete mai pensato?

Dopo la premier neozelandese, Jacinda Ardern, e quella scozzese, Nicola Sturgeon, lascia anche la Ceo di YouTube Susan Wojcicki. E voi avete mai desiderato mollare tutto per tornare a ritmi di vita più “umani”? Raccontateci la vostra esperienza

Foto Instagram e Ansa

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Nove anni possono bastare, deve avere pensato l'amministratrice delegata di YouTube, Susan Wojcicki. Anche perché quella quasi decade passata alla guida della più grande piattaforma di video online del mondo, è arrivata dopo 25 di lavoro nella ditta. Lo ha annunciato lei stessa in un post sul suo blog: "Oggi, dopo quasi 25 anni qui, ho deciso di fare un passo indietro dal mio ruolo di capo di YouTube e iniziare un nuovo capitolo incentrato sulla mia famiglia, sulla salute e sui progetti personali che mi appassionano", ha dichiarato Wojcicki. Sebbene sia diventata una delle donne dirigenti più rispettate nel settore tech, dominato dagli uomini, lascia a “soli” 54 anni con una scelta di vita che somiglia tanto a quella già fatta di recente da due donne di peso nel campo della politica internazionale: la leader scozzese Nicola Sturgeon e la premier neozelandese Jacinda Ardern, entrambe intenzionate a riprendersi la proprio vita dopo avere dato tutto al proprio paese.

I precedenti

“Sono umana, i politici sono esseri umani”, aveva detto Ardern confessando di non avere più abbastanza energie per il gravoso compito. Qualcuno sospetta che abbiano pesato anche le minacce di morte ricevute e il crescente clima di odio aggiunto "alla costante denigrazione", gli abusi e gli attacchi personali. Messaggio simile quello di Nicola Sturgeon che lascia l’incarico di primo ministro: "Il tempo di lasciare è ora, anche se molti nel Paese e nel partito pensano sia troppo presto". Sturgeon ha ricordato "con orgoglio" di essere stata la prima donna a rivestire l'incarico, oltre che la più longeva leader della Scozia. In carica dal 2014, secondo la Bbc, Sturgeon è semplicemente stanca e "non ne può più" delle responsabilità politiche che ricopre da tempo. Ma in tanti affermano che a pesare sia stato il fallimento della strategia della stessa Sturgeon di ottenere per via legale e costituzionale un voto popolare bis sull'indipendenza - che il governo centrale di Londra, ultima istanza in materia, si rifiuta di concedere - nonostante le divisioni sulla Brexit.

Le motivazioni

Stanchezza, senso di inadeguatezza, la voglia di tornare in famiglia? Sulle motivazioni che hanno portato alla scelta di queste donne che abbandonano il potere in un’età in cui in tanti ci si affacciano, si sono sprecati fiumi di inchiostro e si sono scomodati pure sociologi e sociologhe. Le donne tengono di più alla famiglia, tengono meno alla gestione del potere, hanno un maggiore senso della misura e pensano che dopo un certo numero di anni o di mandati sia il caso di passare la mano. Queste alcune motivazioni date dall’analisi dei tre addii alla poltrona più alta dimenticando l’esempio di un pezzo da 90 come Angela Merkel che ha guidato la Germania, e l’Europa, per 15 anni.

L’esempio di un uomo

A sparigliare la carte arriva pure l’esempio del ministro della Difesa finlandese che è andato in congedo di paternità: «Cari amici, abbiamo due bambini piccoli, uno di due anni e uno di sei mesi. E anche se il mio ruolo è importante, a un certo punto bisogna riuscire a mettere la famiglia in testa» ha scritto in un post su Facebook Antti Kaikkonen il 26 dicembre scorso. Parole considerato rivoluzionarie perché a pronunciarle è un uomo e non era mai successo prima. Il congedo di paternità, che sta diventando per i padri comuni una richiesta abbastanza naturale, in politica è molto più raro, e in Finlandia è comunque il primo in un Governo dove i quattro ministri finora rimasti a casa in maternità erano tutte donne. Kaikkonen ha invece affermato di avere preso la decisione migliore per lui e la sua famiglia. «Nessuno è insostituibile per il suo lavoro, nemmeno un ministro. I bambini invece sono piccoli per un attimo e voglio ricordarli in più di semplici foto». E ancora «sarei molto contento se questo mio gesto potesse incoraggiare qualche altro papà a fare lo stesso».

Desiderio comune

Insomma, tre casi di donne potenti che lasciano per tornare in famiglia non fanno statistica anche se fanno discutere. Del resto, tornando a Susan Wojcicki, la ceo di di YouTube, lascia con un patrimonio netto di 765 milioni di dollari (valore stimato al 2022). Wojcicki è oggi al 23esimo posto delle donne più potenti al mondo secondo l’annuale classifica della rivista Forbes, che la colloca alla 32esima posizione nella lista delle imprenditrici autodidatte, o “self-made women”, più ricche d’America. Certo cedere lo scettro del comando ad altri con un patrimonio milionario è un conto, ma la scelta di mollare un impiego stressante e gravoso per dedicarsi a se stessi e ai propri affetti è una scelta che tanti vorrebbero fare e magari non se lo possono permettere. E a voi è capitato di voler mollare tutto per tornare in famiglia o semplicemente per recuperare ritmi più umani? Raccontateci la vostra esperienza scrivendo alla mail redazionemilleunadonna@tiscali.com

20/02/2023
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