Accompagnare psicologicamente e sessualmente le coppie che ricorrono all’eterologa

Accompagnare psicologicamente e sessualmente le coppie che ricorrono all’eterologa

Nel procedimento dell’eterologa la donazione di sperma è più facile perché richiede un autoerotismo che permette di donare spermatozoi che saranno controllati e resi pronti per la fecondazione medicalmente assistita. L’ovodonazione è un percorso complesso che richiede una medicalizzazione, con la stimolazione ormonale e poi il prelievo degli ovuli della donatrice. 

Abbiamo nell’accompagnamento psicologico coniato un termine, “ipotesi di una adozione silenziosa”. Ci troviamo infatti di fronte alla scelta tra il segreto e la rivelazione perché possono esistere diverse strade da percorrere: tenere il segreto in famiglia e nell’ambiente sociale di riferimento e dirlo ai medici che si occuperanno dei bambini per la scheda sanitaria;  raccontare a qualcuno di cui ci si fida della famiglia o amicale che mantenga il segreto, dirlo solo ai bambini, raccontando una storia, che possa spiegare il motivo e il significato.  La storia per i bambini diventa importante quando l’eterologa fatta all’estero, si configura in relazioni gay e lesbiche per cui si rende necessario spiegare l’assenza concreta di una delle due figure parentali biologiche. 

Per il maschio infertile il trauma iniziale é legato alla confusione che spesso i maschi fanno tra potenza sessuale e impotenza riproduttiva. Questo è un tema importante che richiede un accompagnamento psicologico dato che questo pensiero configura gravi problemi nel proseguimento della sessualità. Può facilitare l’essere protagonista in un modo culturalmente diverso per il fatto che oggi l’assunzione della paternità è molto precoce per cui il padre è chiamato a svolgere accompagnamento rispetto alle ecografie e al parto. In passato nella casa degli uomini i bambini entravano dopo un tempo che permetteva l’accudimento dei figli maschi da parte della madre e delle donne solo da molto piccoli, le bambine restavano appartenenti alla dimensione femminile per il tempo della loro crescita. Oggi i padri sono chiamati a configurarsi come cooprotagonisti dei percorsi con una struttura recente di tipo psicologico, che sta via via prendendo forma.

Nel caso del  maschio infertile funziona tutto il processo di accompagnamento e e in ambedue le occasioni di fecondazione medicalmente assistita,  è importante dare al maschio un ruolo dato che deve combattere due e le fantasie pesanti sulla mancanza di  somiglianza dei tratti e del carattere.  Mantenere l’idea di un rinforzo del segreto di coppia e della complicità ha spesso permesso una unicità della coppia rispetto a questa esperienza. Il partner può costruire una forte complicità, occupandosi di tutto o in altri casi può esprimere una gelosia rispetto al ruolo preponderante della madre nel percorso della gravidanza, durante il parto e nell’accudimento post partum.  Nell’omologa il proseguimento felice rappresentato dalla gravidanza, produce un minore malessere nella storia sessuale ed emotiva della coppia, i problemi sono indotti dalla ripetizione delle procedure e dal fallimento del risultato.

Nell’eterologa la coppia va seguita con la consulenza sessuale e psicologica in modo continuo, anche se con sedute progressive. Se la donazione è dell’ovulo/i, la madre  può cercare di avere più protagonismo e più peso nella gestione dei figli, come se cercasse di affermare una forte dimensione materna, contro la disparità biologica. Nell’esperienza delle consultazioni, si presentano gelosie nella gestione delle regole, nelle scelte educative, nelle relazioni con le famiglie di origine, che si presentano complesse e di cui è bene prendersi cura. L’ovodonazione coinvolge la donna rispetto alla somiglianza e al  carattere, alle evoluzioni educative. La donna da ragazzina a grande, fino e dopo la menopausa, ha una memoria continua del ciclo riproduttivo e potrebbe avere scelto a lungo di controllare la fertilità per vivere una vita sessuale più libera e serena o per aver valutato quando procedere al progetto di avere un figlio. La scoperta dell’infertilità e le prove per avere un figlio possono avere prodotto un senso di colpa e di ineluttabile, di destino cattivo. La fase della ricerca del figlio si pone in modo tecnico e contro sessuale fino dalla ricerca dei giorni propizi a cui seguono le mestruazioni come dolore e sconfitta. La risposta psicologica spesso è depressiva o densa di rabbia perché si scopre di essere prigionieri di una impotenza fisica rispetto al determinare il tempo della fertilità.

Il corpo della madre accoglierà il bambino, la bambina, i gemelli dopo alcuni anni in cui è stato fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita con fallimenti. Per la  coppia che incontra il fallimento spesso arriva un momento in cui i centri stessi consigliano il ricorso all’ovodonazione, per garantire un successo più sicuro. Spesso sono pratiche che si compiono all’estero, con un investimento economico importante, come è importante il prezzo che si paga per la PMA in strutture private. Esiste oggi la tendenza a dire che la donna non resta incinta perché il suo cervello è prigioniero, regalando in fondo una colpa alla donna che cerca una risposta e non la trova, senza mettere in gioco il caso e il destino che accompagnano gli esseri umani con molta presenza.  L’accompagnamento psicologico e sessuale che risulta più complesso nell’eterologa perché anima più fantasmi e tende a creare una disparità, deve avere un accompagnamento che aiuta a capire cosa si vuole veramente e come si affrontano le difficoltà. Sessualità e relazione hanno bisogno di un percorso che lavori sulla complicità