Con la bella stagione prati e giardini sanno di barbecue con il fumo delle grigliate che impregna l’aria (e gli abiti). Braciole, salsicce, carni, pesce, verdure: la cucina alla brace piace, anche perché il barbecue è un modo allegro per stare in compagnia. Non sempre, però, la cucina alla griglia, in particolare quella secondo i metodi tradizionali, sposa la leggerezza, tanto che c’è chi vi preferisce “cotture più sane e delicate” come il cartoccio o metodi più leggeri come l’affumicatura.
Segreto della cucina alla griglia è la temperatura, che dev’essere bassa, con cottura più lenta possibile. Cucinare alla griglia è, infatti, sempre più un’arte: al bando bruciature ed eccesso di fumi perché i cibi siano sempre più “nutrienti e salutari”. L’idea di un grill ecologico è, pertanto, venuta a Luca Civiero. A ispirarlo la nuvola di fumo, che gli invadeva casa e giardino, del barbecue dei vicini. Occorreva una soluzione: un grill senza fumo che cuocesse i cibi velocemente, in particolare in casa.
La storia del grill senza fumo di Pepegrill, l’azienda di Luca Civiero, a San Martino di Lupari, nel padovano, nasce così. “Tutti amano la grigliata” racconta. “È un momento gustoso, divertente e soprattutto conviviale. Ma il barbecue tradizionale spesso produce fumo e odori, così per chi non ha un giardino o un terrazzo (e dei vicini tolleranti) rimane un piacere proibitivo. Spesso anche per chi può, una grigliata richiede tempi lunghi, bel tempo e lascia sporco da pulire oltre a cenere da smaltire. Con Pepegrill No Smoke la nostra sfida è quella di portare la grigliata a chi finora ha dovuto rinunciarci: un barbecue che si può usare dentro casa perché non produce fumo”.
Perché il grill non fa fumo? Semplicemente perché non c’è alcuna combustione: niente gas, niente fumi di carbonella, niente emissioni di anidride carbonica. Il grill funziona, infatti, a elettricità, l’ideale per chi non abbia mai fatto un barbecue: accensione, impostazione della temperatura, cottura. L’elettricità, inoltre, se da un lato riduce i tempi di preparazione, dall’altro non altera “gusti e aromi della classica grigliata”. Se i tempi di cottura sono contenuti, con il grill ecologico è possibile preparare carciofi, pomodori al pangrattato, gamberoni, trote, filetto di branzino, capesante gratinate, polenta, zucchine, salsiccia, grigliate miste, pizza fresca o surgelata e altro ancora.
Il grill non usa “corpi incandescenti” come griglie o piastre che a contatto con il cibo possono bruciarlo o affumicarlo. Il calore per la cottura viene irraggiato dall’alto, riscaldando le pietanze, a differenza delle griglie tradizionali, in maniera uniforme. Con la cottura per irraggiamento la cottura diventa light, con grassi e liquidi che colano verso vaschette piene d’acqua, con il liquido che ne ostacola la bruciatura, con conseguente eliminazione dei fumi di cottura e attenuazione dei cattivi odori. Il segreto di questo sistema di cottura è nelle resistenze elettriche al quarzo, che, ispirandosi ai forni professionali da ristorazione, irradiano un calore intenso come quello del barbecue. “Il problema” spiega Luca Civiero “non è solo il fuoco: i tradizionali grill a gas o elettrici esistono da sempre, ma nessuno risolve il problema del fumo. Il punto è la posizione della fonte di calore: sotto la griglia, proprio dove cadono i liquidi. Così, abbiamo trovato la soluzione: portare il calore sopra la griglia”.
Gli ideatori del grill ecologico consigliano, per un ottimo barbecue, di insaporire le pietanze con marinatura, salamoia, spezie.
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