Guerra e amore, possono stare vicini in una relazione?

Guerra e amore, possono stare vicini in una relazione?

Guerra e amore, due concetti che potrebbe non aver senso affiancare, considerato che lottare per amore nella maggior parte dei casi sia un paradosso. Forse vale la pena lottare quando due persone si amano e il mondo esterno va contro quest’unione, pensiamo ad esempio alla distanza fisica, a due che lavorano in posti lontani. Allora in questo senso si può combattere per congiungersi e poter godere appieno della relazione.

 

Ma quando l’ostacolo è uno dei due, allora che senso ha? Parlo ad esempio di casi in cui la persona che vorremmo pone troppi ostacoli alla relazione e la sua conquista diventa una vera e propria missione di vita ossessiva.

Mi chiedo dove possa collocarsi il confine tra  la lotta e la conquista per soddisfare il proprio senso del possesso, quello di sfida, quello che insegue un sogno idealizzato e non la realtà e l'amore che non persegue alcuno scopo se non essere felice con la persona amata?

Non vale la pena lottare quando a farlo è solo uno. Sono queste relazioni tormentate, quindi anche malate. In cui ci si logora e ci si spegne reciprocamente. Relazioni in cui molto difficilmente possiamo parlare di vero amore.

Un tempo, soprattutto le donne, in nome del loro amore erano convinte di dover sopportare di tutto. Ora pare che le cose stiano un po’ cambiando, ma non è ancora sufficiente. Ci sono quelle situazioni infatti in cui si soffre per anni e ci si accontenta delle briciole, tipiche delle dipendenze affettive, per paura di stare soli, per la speranza che prima o poi l’altro si accorga dei vari sforzi fatti e si sciolga di fronte a tutto l’impegno e le attenzioni ricevute dal partner, che lotta e si dimena facendo di tutto pur di farsi notare seriamente.

Ma questo non è amore. Per fortuna ci sono quei casi in cui ci si rende conto che oltre ad una certa soglia ci si può solo annullare e perdersi e quindi non si è disposti ad oltrepassarla. Anche se a volte prima di prenderne veramente coscienza possono passare gli anni.

Non ha senso quindi sottoporsi a cose che quotidianamente ci fanno male. L’amore non è guerra, ne fatica. E’ spontaneità e serenità. Non dover sudare e sputare sangue per avere l’altro con sé. E’ volersi e prendersi spontaneamente senza troppe rincorse. L’amore è riuscire a giocare con l’altro, fare del divertimento un’abitudine, non un’eccezione. Perché quando arrivano i momenti in cui davvero bisogna sacrificarsi allora bisogna riuscire ad unire le proprie forze, non a metterle in contrasto tra loro.

Forse si può lottare per ciò che vale la pena avere. E a volte il sentimento d’amore (se di questo davvero si tratta), può non essere sufficiente. Ha bisogno di essere accompagnato e coltivato da entrambe le parti e reciprocamente.