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Il calendario di Survival International per aiutare i popoli indigeni del mondo

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La più bella: acqua verde e cristallina del mare malesiano, con i bambini della tribù Bajau che giocano fra le barche. È la fotografia vincitrice, scatto di Soh Yew Kiat, del concorso fotografico di Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni. Prestigiosa, la giuria: Stephen Coryn, direttore generale del movimento, Francesca Casella, direttrice di Survival Italia, Ghislain Pascal co-fondatore della londinese The Little Black Gallery, Max Houghton, docente di fotografia al London College of Communication. Un concorso, aperto a fotografi professionisti e amatoriali, pensato per sensibilizzare l’opinione pubblica, nonché per la raccolta fondi a sostegno delle campagne a difesa dei popoli più minacciati del mondo. Nata nel 1969 dopo la pubblicazione di Norman Lewis, con fotografie di Don McCullin, sul Sunday Times britannico di un articolo sul genocidio degli indiani brasiliani, sin dalla sua fondazione Survival International, gelosa della sua indipendenza, rifiuta, infatti, finanziamenti dai governi, sostenendosi con donazioni private e speciali iniziative di raccolta fondi. 

La foto vincitrice del concorso è la copertina di We, the people, il calendario 2016 di Survival International, che è possibile acquistare online sul sito del movimento. Il calendario, oltre a far conoscere gli stili di vita di alcuni popoli indigeni, vuole essere un appello contro le tante minacce che li affliggono. Sono loro i popoli più vulnerabili del pianeta, spesso vittime di governi, multinazionali, organizzazioni. La fotografia vincitrice, ad esempio: i Bajau, famosi come “zingari del mare” e maestri dell’apnea – s’immergono, a caccia di pesci, fino a venti metri di profondità – sono a rischio, perché c’è chi vorrebbe “sedentarizzarli a terra”. 

Chi sono, pertanto, i protagonisti di questo calendario così originale?

Apre l’anno il bambino tibetano di Ambre Murard che gioca fra le tradizionali bandiere di preghiera offerte al vento perché diffonda le loro suppliche alla “velocità di un cavallo al galoppo”. Dalle cime del Tibet al Mali, in Africa, con le donne Peul di Pere Ribas, simbolo del mese di febbraio, che camminano, sorridenti, sulla terra rossa con recipienti grandi e piccoli pieni di latte e vestiti. Gli occhi di marzo, scatto di Arturo López, sono di un ragazzo etiope – con ornamenti di piume e dischetti di metallo – dei Daasanach, popolo di pastori della bassa Valle dell’Omo che vive di bestiame, latte e pelli e che oggi, denuncia Survival International, è minacciato da una diga idroelettrica per l’irrigazione di alcune piantagioni, senza che il governo abbia mai informato le tribù della valle, con molte di loro “costrette a trasferirsi nei campi di reinsediamento governativi”. 

Scatto d’aprile, con pesce: è una giornata piovosa, con Mario Murcia che ritrae, mentre torna da una battuta di pesca, un ragazzo Huitoto dell’Amazzonia colombiana. Maglietta gialla, pantaloni verdi, stivali da pescatore, canna da pesca rudimentale, il giovane Huitoto, come tanti educato alla pesca sin da bambino, cammina sotto la pioggia battente, orgoglioso della sua preda: un grande pesce infilzato in un ramo. 

Simbolo di maggio, scatto di Luís Melo, è una ragazza Bijagó della Guinea Bissau, ritratta in un campo di riso, avvolta in un scialle tradizionale. I Bijagó, che hanno un “rapporto spirituale” con l’ambiente – sono gli anziani a decidere, con particolari cerimonie, l’utilizzo della terra e delle sue risorse – da tempo, denuncia Survival International, sono vittime di “esterni” che, sovvertendo tale tradizione, “sfruttano”, indifferenti alle “regole locali”, le “abbondanti risorse”. 

Giugno, con i colori che si fanno più caldi. Siamo in Etiopia, nella Valle dell’Omo, dove Trevor Cole ha catturato il “blu acceso”, delle tonache di due giovani Suri, che “risalta” contro un muro di terracotta di un villaggio. Anche i Suri, come altre tribù della valle, denuncia Survival International, rischiano di “perdere le loro terre e i loro mezzi di sostentamento” a causa di “progetti di sviluppo agroindustriale” avviati senza il loro “consenso”. 

Non poteva che essere dedicata a luglio, la fotografia vincitrice, con i bambini Bajau della Malesia che giocano fra barche e spruzzi d’acqua. Il foglio di agosto è, invece, scatto di Simon Buxton, per lei: una donna Hamar, siamo in Etiopia, moglie di un capo villaggio mentre prepara la colazione e una tazza di caffè, con il caffè raccolto nel campo. Contro gli Hamar, denuncia Survival International, c’è il governo, artefice di una politica governativa detta villaggizzazione, con gli Hamar “sfrattati e trasferiti in villaggi senza il loro consenso” e le loro “terre da pascolo ancestrali svendute agli investitori per farne piantagioni commerciali”.

Settembre, Brasile, dove, nell’intimità della propria casa, scatto di Serge Guiraud/Jabiru Prod, un uomo Yawalapiti si decora il volto con tintura vegetale. Anche il foglio di ottobre è dedicato al Brasile, con alcune bambine Marubo, scatto di George Magaraia, che giocano nel loro villaggio, decorando il corpo con tinture, perline e tessuti colorati. 

Dall’allegria del Brasile al silenzio del Messico, dove in un cimitero fra le montagne, scatto di Eric Mindling, una donna del villaggio di Santiago Tilapa, vestita con gli abiti tradizionali della sua tribù, prega davanti ad alcune antiche tombe in pietra. È il ritratto del foglio di novembre, mese dei defunti. Dicembre, ancora Messico, con ragazze e ragazzi Huichol, scatto di Annick Donkers, che si colorano i piedi con gesso e colori in polvere. Anche gli Huicol sono minacciati, con Wirikuta, loro terra sacra, denuncia Survival International, nel mirino di una compagnia mineraria canadese.

 

Abbiamo parlato di:

Survival International Website Twitter Facebook Instagram

Survival Italia Website Twitter Facebook

The Little Black Gallery Website Twitter Facebook Instagram

London College of Communication Website Twitter Facebook Google+ Instagram

Calendario 2016 Survival International Informazioni

Trevor Cole Website

Simon Buxton Website

Serge Guiraud/Jabiru Prod Website

Eric Mindling Website

 

Ringraziamenti

Le immagini a corredo del presente contributo sono state gentilmente offerte da Survival Italia