Rischio chimico in casa: come usare i prodotti per la pulizia e l’igiene

Un uso improprio dei prodotti per la casa può causare incidenti e danneggiare persone, animali, ambiente. Perché è importante leggere sempre l’etichetta

Molti degli incidenti domestici avvengono a causa del rischio chimico per il cattivo utilizzo dei prodotti usati per la pulizia degli ambienti, igiene personale, hobby, cura del verde. Lungo è l’elenco: profumatori e deodoranti per ambiente, spray contro la polvere, detersivi per bucato a mano e in lavatrice, ammorbidenti, additivi contro le macchie, detersivi per lavastoviglie, brillantanti, detersivi per piatti, prodotti per il bagno e la cucina, candeggianti, anticalcare, prodotti per la pulizia dell’ottone, argento, rame, cuoio, pellame, scarpe, tappeti, moquette, tappezzerie, pavimenti, superfici, forno, barbecue, sgrassatori, disinfettanti, disgorganti, vernici, smalti, smacchiatori, lucidanti, sverniciatori, insetticidi, rodenticidi, tarmicidi, anticrittogamici, nematocidi, acaricidi, diserbanti, erbicidi, prodotti antiruggine, colle, tinture per capelli, smalto per unghie, acetone, shampoo, detergenti per l’igiene personale, cosmetici.

PREVENIRE I PERICOLI

Se non usati correttamente, i prodotti per la pulizia e l’igiene possono causare problemi a persone, animali e ambiente. La prevenzione passa allora dal rispetto di alcune semplici regole come leggere e seguire sempre le istruzioni riportate sull’etichetta; conservare in luoghi sicuri; non togliere l’etichetta; non travasare da un contenitore all’altro; non rimuovere i tappi; tenere fuori dalla portata dei bambini; prestare attenzione agli animali domestici, allontanandoli, ad esempio, durante le pulizie; non mescolare prodotti diversi tra loro; non utilizzare bicchieri da cui solitamente si beve per dosare i detergenti; non travasare in bottiglie o altri contenitori destinati a bevande e alimenti; non utilizzare il sottolavello, in particolare se in casa ci sono bambini, per riporvi detersivi per piatti a mano e in lavastoviglie, pulitori per metalli, detergenti per superfici dure, disincrostanti, pulitori per forno; arieggiare l’ambiente dopo l’utilizzo di prodotti in spray; proteggere le mani con guanti, in particolare se si soffre di patologie dermatologiche; indossare mascherine protettive; applicare, dopo l’uso, una crema idratante sulle mani, in particolare se si ha la pelle secca.

MISCUGLI PERICOLOSI

Un esempio pratico di quel che può accadere se non si rispettano le avvertenze sull’uso dei prodotti per la casa: mescolare la varechina o candeggina con acido muriatico o anticalcare o disincrostante è pericoloso, spiega un manuale sugli infortuni nelle abitazioni del Ministero della Salute e del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, dal momento che può causare la liberazione di cloro, un gas “estremamente tossico” e letale ad alta concentrazioni, nonché la produzione di calore. Un altro errore, spiega, invece, l’Istituto Superiore di Sanità, è quello di mescolare la candeggina con l’ammoniaca, con il rischio di scatenare una “reazione tossica molto pericolosa”. Reagendo con l’ammoniaca, la candeggina forma, infatti, le clorammine, composti irritanti dall’odore pungente che possono causare “tosse, respiro affannato, nausea, dolore al petto ed irritazione agli occhi ed alla gola”, mentre un’esposizione prolungata può causare polmonite e gravi intossicazioni alle vie respiratorie: “Se hai pulito lo specchio con l’ammoniaca pura” spiega l’Istituto Superiore di Sanità “e qualche goccia cade sul lavandino – e subito dopo passi la candeggina – ecco che s’innesca la reazione chimica. Il gas tossico che si viene a creare entra subito nella pelle e possono comparire vesciche o infiammazioni molto serie”. 

Tanti altri possono essere i pericoli, ecco perché è fondamentale seguire sempre le istruzioni e non commettere leggerezze come utilizzare lo spray per pulire il forno e fornelli, ch’è altamente infiammabile, con il gas acceso o, ancora, sovradosare il detersivo per il bucato con il rischio di irritare la pelle o liberare il lavandino con il disgorgante, ch’è un prodotto altamente corrosivo, senza indossare i guanti. 

ICONE DI SICUREZZA

Per un corretto uso dei prodotti per l’igiene e la pulizia fondamentale è la lettura dell’etichetta che, oltre a elencare gli ingredienti, illustra modalità d’impiego e cosa fare in caso di ingestione, inalazione, contatto cutaneo. Un classico è: evitare il contatto con gli occhi e, in caso, lavare abbondantemente con acqua corrente. Molte di queste raccomandazioni possono essere indicate anche da icone di sicurezza e che volta per volta possono voler dire: tenere lontano dalla portata dei bambini; sciacquare le mani dopo l’uso; non ingerire e, in caso, consultare immediatamente un medico; non mescolare con altri prodotti; evitare il contatto con gli occhi e, in caso, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua; evitare il contatto prolungato con la pelle lesa o sensibile; non travasare in altri recipienti; aerare il locale dopo l’uso; usare con le mani asciutte; chiudere correttamente il sacchetto; chiudere correttamente la confezione; non bucare, rompere o tagliare. Sullo sfondo una raccomandazione con l’invitp a travasare il contenuto del refill sempre nel suo contenitore originale. 

Icone di sicurezza © Cleanright/AISE

PITTOGRAMMI DI PERICOLO

Sull’etichetta compaiono anche dei simboli di rischio chimico chiamati pittogrammi di pericolo con informazioni sui pericoli connessi al loro uso, manipolazione, trasporto, conservazione. Questi simboli, che in base alla direttiva comunitaria 67/548/CEE erano di colore nero in quadrato arancione con la cornice nera, sono stati sostituiti, ai sensi del regolamento comunitario 1272/2008, da nuovi pittogrammi inseriti in una cornice romboidale di colore rosso. Questi pittogrammi raffigurano una sfera che esplode, una fiamma semplice, una sfera infuocata, una bombola, delle provette, un teschio con tibie, una sagoma, un punto esclamativo, un pesce morto. La sfera che esplode indica un prodotto esplosivo; la fiamma semplice un prodotto infiammabile; la sfera infuocata un prodotto che può provocare un incendio o un’esplosione; la bombola che il prodotto contiene gas sotto pressione; le provette che il prodotto è corrosivo; il teschio con le tibie che il prodotto è tossico o letale; la sagoma che il prodotto è nocivo per la salute; il punto esclamativo che il prodotto è irritante o nocivo, nonché pericoloso per lo strato dell’ozono; il pesce morto, infine, che il prodotto è tossico e pericoloso per l’ambiente.

Abbiamo parlato di:

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Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie Website

Istituto Superiore di Sanità Website | Twitter | YouTube | LinkedIn