Dai capezzoli in vista al corpo dipinto: a Sanremo Ferragni parla con gli abiti


Da “Pensati libera” scritto sulla stola, agli insulti collezionati sui suoi profili social e stampati su un abito bianco come un foglio di carta. Chiara Ferragni ha parlato al pubblico anche con i suoi look e il messaggio finale lo affida proprio ai social il giorno dopo la serata finale del Festival di Sanremo. L'ultimo outfit di Chiara è stato dedicato alla femminilità maschile e se qualcuno non ne ha capito il motivo, l’influencer lo spiega così: "In molti credono che una donna per essere presa sul serio in certi ambiti debba assumere comportamenti maschili o debba vestirsi da uomo per dimostrare capacità di leadership. L'abito pantalone in velluto nero, interrotto da un corsetto con ricamati di perle a forma di addominali - spiega sul profilo Instagram - vuole essere una caricatura a questo stereotipo sessista. Un messaggio agli uomini ancora convinti nella narrazione del "mostrare i muscoli" per essere definite donne degne di rispetto. Non rinunciate alla vostra femminilità perché da qualcuno è considerata un punto di debolezza perché è proprio lì che si trova la forza delle donne".

L'empowerment femminile e la libertà delle scelte

Ieri non aveva un monologo Chiara Ferragni, ma per lei hanno parlato ancora una volta gli abiti, i look manifesto che l'imprenditrice digitale ha scelto per lasciare il segno all'Ariston e ispirare tutte le donne a non sentirsi incasellate in stereotipi né ruoli, a non vergognarsi del proprio successo né del corpo. Il primo è stato un abito scultura firmato Schaparelli, metà armatura d'oro, a rappresentare la forza delle donne che non deve per forza imitare quella maschile, metà sottoveste blu di satin. Una mise dedicata alle donne che si sentono sbagliate, ingabbiate nei pregiudizi. 

L’armatura e la collana a forma di utero

Non sentitevi in colpa e liberate il vostro corpo, suggerisce ancora Chiara, che alla seconda uscita indossa l'impronta oro di un corpo di donna impresso sul blu di un abito a colonna, ispirato a un'opera dell'artista Yves Klein. Poi un long dress nero, decorato da una collana a forma di utero, che vuole essere "il simbolo dell'attivismo per i diritti riproduttivi": aborto sicuro e procreazione assistita sono "diritti umani a cui non dobbiamo rinunciare". 'Essere donna non è un limite', aveva scritto nella sua lettera a Chiara bambina letta sul palco nella prima serata, con il naked dress da Eva. E dei suoi abiti oggi parlano tutti, anche quelli che il festival non lo hanno visto.

 

12/02/2023
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