Costruire in chiave sostenibile: i punti emersi a Klimahouse

Costruire in chiave sostenibile: i punti emersi a Klimahouse

È appena calato il sipario su Klimahouse - fiera sull’edilizia sostenibile e sull’efficienza energetica, andata in scena Bolzano a fine gennaio - e tra convegni, concorsi e nuovi prodotti il futuro del costruire sembra prospettarsi sempre più in chiave ecologica, puntando su basse dispersioni termiche, materiali naturali e tecnologie innovative.

Partiamo dai numeri. Klimahouse 2016 è stata l’11esima edizione della kermesse nazionale dal respiro internazionale, con 465 aziende espositrici; i visitatori hanno raggiunto quota 37.500 e, nei prossimi mesi sbarcherà anche in Asia, infatti, grazie alla collaborazione con Messe Frankfurt Italia, Klimahouse avrà uno spazio durante l’Ish China di Pechino, rassegna dedicata a riscaldamento, condizionamento e tecnica idrosanitaria, in un mercato che vale oltre 220 miliardi fino al 2020.

Archistar. Il programma è stato ricco di convegni con relatori di fama internazionale che hanno illustrato al pubblico il ruolo chiave dell’architettura dall’essenza green. Carlo Ratti, responsabile del Senseable city lab del Mit di Boston - un gruppo di ricerca che esplora come le nuove tecnologie stanno cambiando il mondo - vede nelle scelte tecnologiche smart una via per risparmiare energia e vivere le città in modo più vantaggioso. E proprio nel contesto urbano l’architettura ha un ruolo chiave, gli architetti devono tenere conto dei mutamenti urbani e devono essere capaci non solo di disegnare edifici, ma di nuove esperienze nello spazio. “Forse grazie ai network digitali l’ambiente costruito saprà adattarsi alle nostre abitudini e ai nostri modi, un’architettura viva, capace di modellarsi sulla vita. E – ha sottolineato – non dimentichiamo che il mondo di domani dipende dalle decisioni che prendiamo oggi”.

Kengo Kuma, architetto giapponese, ha posto l’attenzione sui materiali usati a scopi costruttivi, è importante che siano naturali e locali per un’architettura integrata con l’ambiente circostante. “Ogni luogo offre dei materiali – ha spiegato – bisogna capire i più adatti alla nostra costruzione e adoperarli. È uno spreco inutile ricorrere a quelli distanti centinai di chilometri, che di conseguenza devono essere trasportati. E il trasporto inquina”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Thomas Herzog, uno dei massimi esponenti nel campo dell’architettura bioclimatica, che ha posto l’accento sull’importanza della componete passiva degli edifici, che assicura il benessere termico senza o con una minima fonte energetica, e sulle costruzioni progettate per durare a lungo. “Architettura sostenibile in francese si dice architecture durable, affinché una cosa sia sostenibile deve essere durevole, inclusi i materiali utilizzati che devono durare nel tempo e continuare a svolgere la propria funzione anche nel lungo periodo".

Mostre. Due le esposizioni che hanno attirato l’interesse dei visitatori di Klimahouse, ovvero Insight e Utopie dell’abitare. La prima riguardava le tecnologie impiantistiche più all’avanguardia disponibili sul mercato per gli edifici ad alta efficienza energetica; l’installazione, composta da quattro moduli per un totale di 60 metri quadrati,  illustrava al visitatore le potenzialità e le innovazioni tecniche dell’impianto elettrico domotico, degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e controllo della qualità dell’aria di solito installati in un edificio residenziale ad alta efficienza energetica. La mostra Utopie ha preso spunto dal 500º anniversario dalla pubblicazione di Utopia, opera di Thomas More, e ha invitato il mondo dell’architettura a partecipare attraverso lo schizzo di un progetto, a una riflessione collettiva sull’utopia dell’abitare, così sono nate idee di città, edifici e interni di un mondo che forse si concretizzerà in futuro, ispirato alla naturalità.

Abbiamo parlato di:

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Kengo Kuma: website

Thomas Herzog: website