Inquinamento nelle città: come difendersi dall'avvelenamento quotidiano

Inquinamento nelle città: come difendersi dall'avvelenamento quotidiano

Nel Belpaese muoiono ogni anno 8220 persone l’anno per l’aria inquinata, 800 solo nella capitale meneghina. Cosa fare? Il verde pubblico, privato e indoor aiuta ad arginare gli effetti dell’inquinamento sulla salute, ma le azioni sono ancora deboli.
“L’aria inquinata è una delle principali cause di malattie cardiovascolari. Il rischio di malattia o di morte in coloro che sono esposti all’inquinamento da traffico veicolare è doppio rispetto a quello dei cittadini non soggetti agli agenti inquinanti”, spiega Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna e fino al 2015 direttore scientifico del Policlinico di Milano, durante il Forum “Il valore del verde”, promosso da Assofloro Lombardia.
Un cardiopatico è più sensibile di una persona con il cuore sano all’aggravarsi della sua situazione morbosa se esposto all’inquinamento. Lo stesso discorso vale per chi ha avuto un infarto, uno scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, trombosi venosa, embolia polmonare e per i portatori di valvole artificiali”, aggiunge Mannucci.

Cosa fare
Per avere un’aria più pura, al di là delle misure che dovrebbero essere messe in atto a livello istituzionale, ogni singolo cittadino può salvaguardare la propria salute, a partire dai piccoli gesti quotidiani.
Evitare di andare a passeggio vicino le strade ad alta intensità veicolare, così come di portare in giro i bambini nei passeggini, che a quell’altezza respirerebbero i gas di scarico dei tubi di scappamento delle auto; meglio trasportare i più piccini con fasce o marsupi, in tragitti meno trafficati e in ore non di punta.
Aiuta anche consumare cibi antiossidanti come agrumi, mirtilli e lamponi che contrastano la formazione di radicali liberi, produzione collegata all’inquinamento”, osserva Mannucci.
Da non trascurare poi le regole da seguire all’interno delle mura domestiche per avere un ambiente sano.
Non fumare e non permettere ad altri di farlo in casa e in auto è il primo comandamento. Seguono gli acquisti di mobili, apparecchiature e prodotti di consumo contenenti meno sostanze pericolose possibili. Non esiste un sistema di etichettatura specifico per gli inquinanti indoor, ma possiamo evitare tutti quelli sulle cui confezioni compare il simbolo di un quadrato con un teschio e una X di colore nero su sfondo arancione. Allo stesso tempo vanno rispettate le indicazioni riportate sulle etichette dei detergenti per la pulizia della casa, quindi non mischiarli magari pensando di potenziare l’effetto.
“Controllare che l’umidità non superi il 50% ed evitare la comparsa di macchie di muffa, aerare i locali almeno due volte al giorno, aprire le finestre tutte le volte che si cucina, cambiare i filtri dei condizionatori all’inizio della stagione calda e lavarli con acqua e sapone neutro ogni due settimane durante il periodo di utilizzo, sono regole da non dimenticare”, commenta Mannucci.

La forza nascosta del verde
A ciò va unito il potere delle piante. Alcune sono adatte a vivere in appartamento e aiutano a ripulire l’aria. “Il mito che le piante non possano essere posizionate nella stanza da letto è da sfatare, certo vanno scelte quelle adatte. Ad esempio, la Sanseveria di notte produce ossigeno e assorbe l’anidride carbonica”, spiega Rita Baraldi, ricercatrice dell'Istituto di Biometeorologia del Cnr. “Nel resto delle stanze, la Dracena marginata allontana alcune sostanze tossiche come lo xylene, il toulene, la formaldeide e il tricloroetilene, la Chlorophytum elatum elimina l’86% della formaldeide e il 96% di monossido di cabonio, il Philodendron domesticum assorbe fino al 90% di formaldeide”, aggiunge Baraldi.
Il sistema verde può contribuire alla mitigazione ambientale e al benessere dell’uomo. Le piante per formare i carboidrati che costituiscono la biomassa (tronco, foglie, radici e rami) rimuovono la CO2 dall’atmosfera liberando ossigeno e contribuendo al sequestro di carbonio e alla diminuzione dell’effetto serra.
“Si stima che una pianta in media possa sequestrare dai 50 ai 250 gr di PM10 (le cosiddette polveri sottili) l’anno, però le capacità decontaminati sono diverse a seconda della specie, quindi nella pianificazione del verde urbano da esterni va prestata attenzione al tipo di vegetazione da utilizzare per ottimizzare l’azione benefica”, conclude Baraldi.

 

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