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Chi è la moglie di Sal da Vinci, “Per sempre sì” dedicata a lei: “Cosa gli metto in tasca prima di salire sul palco”

Il cantante rivela: “Mia moglie mi ha aiutato a sopravvivere nella tana dei lupi”. Il portafortuna prima di entrare in scena

di Redazione Milleunadonna

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È una vittoria da dividere in due quella di Sal da Vinci, primo classificato a Sanremo 2026 con una canzone dedicata a sua moglie. "Paola è stata una compagna di vita importante. Grazie a lei sono riuscito a sopravvivere nella tana dei lupi, ci conosciamo dall'84 e il primo bacio è stato Posillipo e siamo arrivati fino a qui. Non ci siamo parlati tanto ma ci siamo guardati, ormai andiamo in simbiosi, non servono parole". Sal da Vinci risponde così a una domanda sulla moglie Paola Pugliese alla conferenza stampa dopo la serata finale del festival.

Per sempre sì

La canzone parla di una promessa d'amore che dura tutta la vita ma con sincerità: "Perché un amore, non è amore per la vita / Se non ha affrontato la più ripida salita". Perché "in amore come nella musica, non si scappa al primo temporale" - dice - ma si apre un ombrello e se si rompe se ne apre un altro". Lui spiega che non è strettamente autobiografica ma la dedica è tutta per l’amore della sua vita, la donna che lo sostiene da quando aveva 15 anni.

Chi è Paola Pugliese

Intervistata da La Repubblica, Paola Pugliese ha raccontato momenti luminosi e bui di 40 anni di vita insieme: “Quando Roberto De Simone chiese a Sal di fare a teatro L’opera buffa del giovedì santo lui tentennò, non accettò subito, perché voleva continuare a fare il cantante. Fui io a chiedergli di dire di sì al maestro. Lo misi davanti alla realtà: ‘Abbiamo due bambini piccoli, cosa gli diamo da mangiare?’. Era il periodo in cui le case discografiche storcevano il naso, non volevano produrlo, gli dicevano: ‘Vieni dalla sceneggiata’”.
Cinquantotto anni e una rara determinazione, Paola Pugliese non è solo la moglie di Sal Da Vinci, 56, è l’ispiratrice della canzone vincitrice del Festival e ora si gode i risultati di tanti anni di sacrifici. Lei che da ragazzina faceva la figurante in tv e l'estetista, è stata la prima fidanzata di Sal – avevano 15 e 16 anni - e poi compagna di una vita, madre dei suoi due figli e consigliera più fidata.

Un inno alla promessa d’amore

Una canzone, “Per sempre sì”, che tutti cantano e pare diventata un inno all’amore coniugale. "È incredibile, è un'ondata di energia positiva che ci emoziona tantissimo, è un concentrato di sensazione belle. È una follia collettiva, la gente ci ferma per strada, è impazzita per questa canzone, la ballano e la cantano. E non è una canzone dedicata solo a me… Nasce dal nostro amore, dalla promessa che ci siamo fatti oltre 30 anni fa, ma vale per qualsiasi promessa, in un matrimonio, per tutti i tipi di amore, di qualsiasi genere, è un inno all'amore".

La carriera di Sal da Vinci

Per Paola “la vittoria è il giusto traguardo dopo tanti anni di gavetta”. E la gavetta di Sal da Vinci è stata lunga: "Prima di accettare, nel 1999, la proposta del maestro Roberto De Simone. Volevamo farcela da soli, non chiedevamo aiuto a nessuno ma non avevamo nemmeno i soldi per comprare il latte per i figli”. Poi la svolta: "Il grande discografico Mario Ragni della Ricordi l'ha aiutato, lo ha consigliato, è stato come un secondo papà. Dopo la collaborazione con il maestro De Simone è arrivato il musical C'era una volta… Scugnizzi di Claudio Mattone e Sal ne è stato protagonista".

Cadute e risalite

Poi c’è stato un alternarsi di ali e bassi fino al successo di “Rossetto e caffè”. "Il giorno dopo la pubblicazione di Rossetto e caffè abbiamo aperto i social: tutti la cantavano e ballavano, sono bastate 24 ore. Per me è stato un miracolo, così lo definisco. Sal veniva da un periodo di crisi dopo l'avvento della trap e del rap, diceva: ‘Dove vado io con la mia musica?’. Io cercavo di dargli forza: ‘Amore, tu hai il teatro, è la tua casa’. Cadute e risalite, certo, ma sottolineo che siamo sempre stati uniti, nei momenti bui e in quelli bellissimi, come questo. Sal è un uomo meraviglioso, d'altri tempi”.

Sal da Vinci marito

Ed ecco perché Sal dice che non ce l’avrebbe fatta senza di lei: “È stato sempre un ‘vecchio bambino’. Ha debuttato presto e ha voluto bruciare le tappe: a 21 anni già mi ha detto sposiamoci e facciamo dei figli. È sempre stato un padre amorevole, affettuoso e presente, nonostante la carriera. La nostra famiglia è fondata sull'amore e sul rispetto di tutti. A Sal piace andare a fare la spesa personalmente, andare dal fruttivendolo e dal salumiere. Napoli è sempre stata la nostra forza, siamo rimasti a vivere nella nostra città".

Tra figli e nipoti

Sposati nel 1992, dopo le nozze Paola ha smesso di lavorare seguendo il marito ovunque fino a oggi che sono nonni. "I nostri figli Francesco e Annachiara sono cresciuti sempre accanto al papà, siamo stati nel dietro le quinte a teatro con lui, viaggiato anche di notte in auto, da Nord a Sud. Oggi ci hanno dato dei bei nipotini: Salvatore, che ha 7 anni, Nina, di 2 anni e mezzo proprio come Antonio, che è figlio di Annachiara".

Il portafortuna

Paola rivela, infine, il gesto scaramantico che Sal fa prima di cantare: “Prima che Sal vada sul palco, da sempre gli metto in tasca tre foto di tre persone a noi care che non ci sono più: il suo papà Mario, il mio papà Carmine e il nostro caro amico Luciano, che è stato un po' un padre spirituale. Poi si fa il segno della croce e va a cantare".