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Selena Gomez e Zoe Saldana nel film più bello (finora) di Cannes: storia di un narcotrafficante che vuole diventare donna

"Emilia Perez" è il film- rivelazione del Festival: talmente folle da essere vero. Con un monito: "Le persone trans sono normali"

Foto Ansa

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A ritmo di canzoni originali, recitate per la maggior parte in spagnolo (e inglese), il tutto ambientato a Città del Messico, tra narcotrafficanti, pallottole, e il desiderio di un boss del cartello messicano di fare però una scelta: diventare donna. Ecco il primo vero colpo di fulmine del Festival di Cannes, Emilia Pérez, diretto dal regista francese Jacques Audiard.

Prodotto da Saint Laurent e da Anthony Vaccarello (attuale direttore creativo della Maison di moda), il film altro non è che un musical originalissimo, intriso oltremodo di coreografie, colpi di scena, e una protagonista assoluta Partiamo da lui/lei, il personaggio principale: si chiama Juan “Manitas” Del Monte, è un uomo ruvido, prepotente, in grado di incutere paura grazie al potere acquisito, ha due figli, e una moglie, Jessi (qui interpretata da un ottima Selena Gomez).

Il sequestro dell'avvocato e la decisione di diventare donna

Un giorno rimane colpito nel vedere all’opera un avvocato, Rita (Zoe Saldaña) durante un processo di omicidio apparentemente segnato, in cui però riesce clamorosamente a far assolvere il suo assistito. Arriva l’intuizione, necessaria (lo capiremo più avanti) quella di rapirla, facendole una proposta incredibile, quanto assurda, trovare un chirurgo disposto a operarlo (non importano i soldi) per completare la sua transizione di genere, e trasformarsi. Una volta ottenuto quello che vuole, si finge morto, e diventa la Emilia Pérez del titolo, lontano dal proprio passato, da chi lo ha amato (la moglie), impegnata ora a gestire una ONG, occupata a dare degna sepoltura a quei corpi (scomparsi), uomini, donne, uccisi, fatti sparire proprio dai gangster del narcotraffico. Il passato, però, non è alle spalle, anche perché la casualità, il destino, è dietro l’angolo, innescando il rimorso, il suo voler essere ancora padre, ritrovando chi ama. E quello che sentiamo e vediamo è davvero sorprendente.

Talmente folle da essere vero

Uno spettacolo folle, ma a tal punto intenso da renderlo vero. Storia travolgente e idea creativa imperdibile (speriamo che in Italia venga presto in Italia), come le interpreti, i volti dominanti di una storia mai vista al cinema, dove spiccano il volto commovente dell’attrice spagnola transgender Karla Sofia Gascon (la vera anima di questa pellicola), e di una Zoe Saldaña, l’interprete-icona di box office come Avatar, Avengers e Guardiani della Galassia, così come non l’abbiamo mai vista.

Le persone trans sono normali

Inedite nel muoversi a passo di danza, nel cantare, diventano allora complici, parlandoci di trasformazione, cambiamento, amore, dolore, speranza. È il viaggio introspettivo di un personaggio meravigliosamente tormentato, in cerca della sua identità e accettazione. Fino alla fine. “Mi hanno augurato la morte solo perché esisto”, ha raccontato Karla Sofia Gascon. “Uno dei messaggi del film è che le persone trans sono normali, quello che facciamo del corpo è una nostra decisione, conseguiamo quello che  desideriamo, e basta. Non vogliamo essere etichettati, ma avere rispetto come esseri umani”. 

19/05/2024