La sindaca Raggi sfratta la Casa delle Donne: "Pagate il debito entro un mese o andate via"

Simbolo del femminismo non solo romano, la sede ha più di 800mila euro di debiti. L’appello: “Non si possono sfrattare 30 anni di storia”

La sindaca Raggi sfratta la Casa delle Donne: 'Pagate il debito entro un mese o andate via'
Redazione Tiscali

Avviso di sfratto per la Casa Internazionale delle Donne di Roma, storica istituzione del movimento femminile che è stata per tante rifugio morale e culturale oltre che materiale. Troppi i debiti maturati sui quali l’amministrazione di Virginia Raggi non intende transigere. E in tanti fanno notare come, dopo 30 anni di attività, proprio una sindaca sia arrivata a minacciare lo sfratto, cosa che nessuno aveva mai fatto prima. “Vi concediamo un mese di tempo per gli arretrati”, intima il comunicato dell’Ufficio del Patrimonio del Comune di Roma giunto nel palazzo monumentale del Buon Pastore a Trastevere: centro di elaborazione politica e culturale del femminismo e cuore dell’associazionismo al femminile. Un progetto unico, fanno notare le donne che lo hanno animato negli ultimi anni con laboratori d’arte, l’assistenza legale, psicologica e antiviolenza a tutela di altre donne.

L’enorme debito

I debiti accumulati ammontano a 833mila euro, i conti li ha fatto il Campidoglio ma “è un sollecito, sono pronta a un incontro”, dice l’assessora Rosalba Castiglione dalle pagine della Repubblica. Intanto la raccomandata è arrivata, come a un qualsiasi inquilino moroso. "Non si può con un avviso di sfratto mettere in discussione una delle esperienze sociali e culturali più importanti della città e del paese”, dice Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. “La sindaca Raggi e la sua maggioranza non pensino di trattare un'esperienza storica e viva del movimento delle donne come un mero fatto burocratico, da affidare per ora solo alle buone intenzioni, ma con un atteggiamento di sostanziale inazione" denuncia Mancuso. "Negli scorsi anni la questione del debito accumulato e allo stesso tempo del ruolo svolto a Roma, era stata affrontata con serietà e la nuova amministrazione avrebbe dovuto proseguire l'iter avviato. Ora si viene a sapere che tutto è fermo e che appunto si è inviato l'avviso di sfratto. Equality Italia, nell'esprimere sostegno e solidarietà alla Casa Internazionale delle Donne, si mette a disposizione al fine di tutelare con tutti i mezzi una realtà che in alcun modo può essere messa in discussione" conclude l'attivista per i diritti civili.

“È uno scherzo?”

"Sfrattata la Casa internazionale delle Donne? No, ditemi che è uno scherzo!". Fabrizia Giuliani, deputata del Pd, è "incredula" di fronte alla notizia che Il Comune di Roma lunedì ha inviato l'avviso alla struttura di via della Lungara. "E' una realtà che opera da trent'anni a Roma, coinvolgendo la città in tante iniziative importanti. Non è possibile che la sindaca non torni sui suoi passi. Difendere luoghi cruciali per le donne dovrebbe essere un valore non negoziabile per tutti", sostiene Giuliani. "La prima sindaca donna della città non può permettere lo sfratto della Casa Internazionale della Donna, una delle poche realtà che da oltre 30 anni è punto di riferimento per la politica di genere a Roma. Un centro cittadino, nazionale e internazionale di accoglienza, d'incontro, di promozione dei diritti, della cultura e delle esperienze prodotte dalle e per le donne. Un ruolo questo, riconosciuto da Roma Capitale e che per nessuna ragione può essere cancellato da mere questioni burocratiche peraltro già in via di soluzione". Così in una nota Laura Lauri, Presidente di Sinistra Italiana.

Stop allo sfratto

"Invece di dare il preavviso di sfratto ad una struttura di riferimento insostituibile per il movimento delle donne romane, la sindaca e l'assessora al Patrimonio si leggano le nuove disposizioni del Codice del Terzo settore, entrate in vigore lo scorso luglio, che prevedono l'assegnazione di locali in comodato gratuito alle Associazioni che svolgono attività di interesse pubblico sul territorio". Loredana De Petris, senatrice di Sinistra Italiana e capogruppo del Misto a Palazzo Madama, commenta così i fatti e aggiunge: "E' francamente assurdo continuare a perseguitare l'associazionismo che svolge attività culturali e di rilievo sociale nella città per poi lasciare i locali di proprietà comunale chiusi e in abbandono. Raggi e Castiglione dovrebbero comprendere che la rete di organismi che opera, con fini di interesse pubblico, nei quartieri è una ricchezza e non un costo per la città". "Invitiamo pertanto la sindaca - conclude l'esponente di SI - ad adoperarsi per trovare quanto prima una soluzione consona che consenta la piena operatività della Casa Internazionale delle donne. Allo sfratto ci opporremo con la massima decisione, se necessario sostenendo le Associazioni con un presidio permanente".