Doveva essere una serata di risate sul palco più importante della tv italiana, invece si è trasformata in un caso che ha travolto Andrea Pucci fino a spingerlo a dire no. Il comico milanese, scelto da Carlo Conti per co-condurre la terza serata di Sanremo 2026 insieme a Laura Pausini, ha alzato bandiera bianca dopo giorni di fuoco social. "Gli insulti, le minacce, gli epiteti ricevuti da me e dalla mia famiglia sono incomprensibili e inaccettabili", ha dichiarato Pucci, parlando di un'"onda mediatica negativa" che ha distrutto quel "patto fondamentale" con il pubblico. Una decisione che ha colto di sorpresa persino Conti e la Rai, venuti a sapere del dietrofront dai media.
Lo stile che divide: tra sold out e polemiche
Pucci non è mai stato un comico per tutti. Il suo pubblico è spaccato a metà: da una parte chi riempie i teatri ad ogni spettacolo, dall'altra chi lo vorrebbe lontano dal servizio pubblico. Il motivo? Uno stile - secondo i detrattori - da "maschio alfa" che oggi stride con una sensibilità collettiva profondamente cambiata. L'ultima prova? L'incipit del suo monologo a Zelig pochi giorni fa: "Le donne nascono stitiche, ma quando devono cagare il ca**o sono bravissime". Battute che per alcuni sono comicità senza filtri, per altri oltrepassano il limite.
Le battute finite nell'occhio del ciclone
Ma a innescare la miccia non sono stati solo i monologhi recenti. A pesare sono stati i trascorsi: le ironie su Elly Schlein derisa per l'aspetto fisico ("Già che ci sei, dentista e orecchie no? Ridicola"), attacco di cui si è pentito solo parzialmente ammettendo "La rifarei". E poi la battuta su Tommaso Zorzi e i tamponi Covid, etichettata dalla Commissione di Vigilanza Rai del PD come "tripudio di volgarità e razzismo". Pucci, che si definisce "l'unico comico di destra" e non nasconde simpatie politiche celebrando con "Spiace zecche" le vittorie di Fratelli d'Italia, ha provato a difendersi: "Omofobia e razzismo sono odio, e io non ho mai odiato nessuno".
Da Meloni alla Rai: il caso diventa politico
Il dietrofront ha scatenato reazioni ai massimi livelli. Prima fra tutti la premier Giorgia Meloni: "Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia". Anche la Rai ha manifestato "grande rammarico", definendo la situazione "un clima di intolleranza e censura" nei confronti di chi fa "satira e comicità non conformiste". L'azienda ha concluso esprimendo "preoccupazione per questa forma di censura attraverso la diffusione di odio e pregiudizio".