La fine di un amore e la possibilità di iniziarne un altro: cosa c’è di più normale? Tutti i giorni le nostre vite sono testimoni dirette o indirette di come le relazioni possano nascere, evolversi, cambiare e finire. Eppure quando a essere coinvolta è una persona famosa, soprattutto se donna, soprattutto se madre, dal 2026 sembra immediatamente di precipitare in un medioevo di accuse assurde, offese gratuite, insulti pieni di odio, se non fosse che il trattamento avviene tramite i 'modernissimi' social.
Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner
È successo a Beatrice Arnera, attrice, 30 anni, che da quando si è separata da Andrea Pisani, dal quale ha avuto una figlia, e si è legata sentimentalmente a Raoul Bova, è stata presa di mira ripetutamente. La prima a denunciare ciò che stava accadendo è stata lei stessa che a genniao ha festeggiato ironicamente l’arrivo del 2026, postando alcuni messaggi minacciosi e particolarmente violenti ricevuti sui social e accompagnandoli con una riflessione che dovrebbe essere scontata ma che purtroppo non lo è. “Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio. Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner”, aveva scritto. “Nessun essere umano dovrebbe provare vergogna o timore di subire ripercussioni se decide di lasciare il proprio partner. Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene, è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all'Italia intera. Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene. E dovrebbe essere un diritto, che non dovrebbe subire conseguenze violente, insulti, minacce di morte o gravi ripercussioni sul lavoro”.
Ho ricevuto insulti, mi scrivevano che non ero una buona madre
Uno sfogo al quale ora Beatrice Arnera, tra la versione dell’ex, che non le risparmia battutine velenose e il tribunale sempre attivo dei social, dà un seguito in un’intervista rilasciata al settimanale Donna Moderna. “L’amore non è un algoritmo, non è ingegneria. Eppure è faticoso scardinare la favola che ci è stata somministrata per anni: l’idea che debba esistere un binario identico per tutti, su cui far correre seduzione, innamoramento, matrimonio e famiglia. Siamo intrappolati in canoni che spacciamo per destino. E il risultato è feroce: chiunque decida di non seguire quel binario viene bollato come strano, sospetto”. E lei, Beatrice, non c’è dubbio che sia stata bollata. “I social sono un luogo fertile per l’odio. Ho ricevuto insulti, minacce, mi scrivevano che non ero una buona madre o mi invitavano al suicidio”.
Per secoli alle donne è stato chiesto di sacrificarsi per la famiglia
Un vero incubo piastrellato da vetuste idee patriarcali come sostiene la stessa Beatrice Arnera. “Per secoli alle donne è stato chiesto di sacrificarsi per l’idea di famiglia, anche se si trattava di famiglie infelici. Mia nonna nel 1960 non si separò perché al mercato, dove lavorava, le avrebbero dato della poco di buono. Oggi il meccanismo è lo stesso: non è più il mercato del paese, sono i social. Non è che una mattina ti svegli e dici: piove, mi separo. È una decisione ponderata, un travaglio lungo che non ha senso mettere in piazza solo per dare alle persone la cronistoria dei propri sentimenti”. Ma, e sta qui la sua grandezza, l’attrice non ha nessuna intenzione di ricoprire il ruolo della vittima. Meglio quelli comici e surreali nei quali la vedremo in “Scuola di seduzione” con Carlo Verdone su Paramount + o in “Cena di classe” al cinema. Per il resto, nella sua vita ha scelto la libertà dal giudizio altrui, la stessa che vuole insegnare alla sua bambina.