Quella statuetta era sua di diritto, doveva essere sua. E non soltanto perché aveva già vinto tutti i maggiori premi della stagione, Golden Globe, BAFTA, Critics Choice e Actor Awards, ma soprattutto perché la sua Agnes Hathaway, la moglie di William Shakespeare, in “Hamnet” di Chloé Zhao è uno di quei personaggi viscerali, emozionanti e dolenti che ti si incollano addosso e ti attraversano. Fin dalle prime immagini del film quando la si vede nuda e selvaggia contorcersi di dolore per mettere al mondo il primo figlio in mezzo a un bosco, si intuisce che quello di Agnes non è solo un personaggio storico ma quasi un archetipo di sentimenti primitivi che culmineranno con il dolore lacerante per la morte del figlio e con l’unico modo per sopravviverne, sublimandolo attraverso l’arte con la creazione dell’Amleto”.
Jessie Buckley è la prima irlandese a vincere un Oscar
E Jessie Buckley, prima irlandese della storia ad aggiudicarsi un Oscar, non poteva essere da meno nel suo discorso di ringraziamento, che si staglia rispetto a tutti gli altri, per sincerità e capacità di coinvolgimento. Così ecco le sue bellissima parole: “Dedico questo premio allo splendido caos del cuore delle mamme”. Un caos che lei dopo aver esplorato Agnes ha voluto percorrere in prima persona, visto che su quel set, come ha confessato, “era nato in me il desiderio profondo di diventare mamma”. Così ha spiegato: “È un dono poter esplorare la maternità attraverso questa incredibile madre che Agnes è stata. E poi diventarlo anche io e ricevere questo premio per il ruolo che le madri svolgono nel mondo è qualcosa che non scorderò mai”.
Su quel set la voglia di diventare madre
Tra l’altro, c’è anche un’incredibile coincidenza che la stessa Jessie Buckley ha sottolineato e cioè che proprio in quel giorno nel Regno Unito si celebra la Festa della Mamma. “Veniamo tutte da una discendenza di donne che continuano a dare la vita contro ogni previsione”. Così come contro ogni previsione questa attrice che non incarna minimamente lo stereotipo della star hollywoodiana, divenuta grande di film in film senza quasi che nessuno se ne accorgesse, ora si trova in vetta al cinema mondiale.
Ora sarà a Stromboli con Alice Rohrwacher
Classe 1989, Jessie Buckley è anche una talentuosa cantante, tanto che si è fatta conoscere a 18 anni partecipando al talent show “I'd Do Anything”, che doveva selezionare alcuni giovani interpreti per un nuovo allestimento del musical “Oliver!” nel West End. Arrivò seconda. Ma la sua carriera da lì ha preso il volo tra tv, cinema e palcoscenico, in miniserie come “Guerra pace”, “Chernobyl” e “Fargo” o film come “Beast” di Michael Pearce e “La figlia oscura” di Maggie Gyllenhaal, tratto dal romanzo omonimo di Elena Ferrante, a fianco di Olivia Colman per il quale ha conquistato la prima nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2022. Ora l'attende, ad aprile, il set a Stromboli del nuovo film di Alice Rohrwacher, “Three Incestuous Sisters”. Al suo fianco, come co-protagonisti, Dakota Johnson, Saoirse Ronan e Josh O'Connor.
Non farsi definire dalle aspettative altrui
Il suo ringraziamento dopo aver incluso la figlia e il marito si è soffermato sui genitori "che mi hanno insegnato a sognare e a non farci mai definire dalle aspettative degli altri ma a prenderci cura delle cise seguendo la nostra passione"