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Violenza del web, solidarietà alla Boldrini. Selvaggia : "Brava, ma finora ero sola"

Violenza del web, solidarietà alla Boldrini. Selvaggia : 'Brava, ma finora ero sola'

Settantasei mila like, oltre 22 mila condivisioni e migliaia di commenti positivi. Laura Boldrini, dopo il suo post del 14 agosto in cui denunciava per l’ennesima volta la campagna di odio,  di violenza e di insulti sessisti di cui è oggetto nel web da quando, nel 2013, è stata eletta presidente della Camera e annunciava per la prima volta di voler perseguire legalmente gli “haters”, letteralmente “gli odiatori”, ha incassato grande solidarietà. Al punto che la stessa Boldrini è ritornata  sull’argomento in un commento al suo stesso post per ringraziare quanti la stanno sostenendo. Ecco cosa scrive: “Dopo decine di migliaia di commenti di apprezzamento e manifestazioni di sostegno sento il bisogno di rispondere”, scrive in un commento su Facebook al suo stesso post Boldrini. “Mi piacerebbe conoscervi, parlare con ciascuno di voi e ringraziarvi personalmente per il calore che mi avete espresso e per il convincimento con il quale state sostenendo il diritto di tutti a non essere offesi e minacciati in rete. Siamo davvero tanti a ribellarci alla violenza e alla prevaricazione. A dire: #AdessoBasta”. E ancora: “I vostri commenti sono indispensabili ad arginare quell’odio che una piccola minoranza rumorosa sta spargendo sul web, come gocce di veleno”, aggiunge Boldrini, ringraziando i tanti che l’hanno supportata sui social. E sono anche necessari ad affermare una realtà poco nota: la stragrande maggioranza di chi frequenta la rete è fatta di persone che vuole confrontarsi senza ricorrere alle sconcezze e alle minacce. Una maggioranza silenziosa che però all’occorrenza sa farsi sentire (civilmente), rifiutandosi di diventare ostaggio dei violenti”. Infine la Boldrini denuncia ancora una volta la macchina del fango sul suo conto: “Ci sono giornali on line e cartacei specializzati in bufale. Su di me stanno facendo circolare da tempo notizie completamente prive di fondamento, per suscitare odio e delegittimarmi. Invito pertanto tutti quelli che vogliono spiegazioni o che intendono conoscere la mia reale attività politica e istituzionale a consultare fonti attendibili o dirette”.

Naturalmente non mancano anche i commenti negativi e nuovi “hater” che incuranti perfino dei possibili guai giudiziari continuano a spargere veleno e offese sulla presidente della Camera.

L'intervento di Selvaggia Lucarelli

Tra chi invece si schiera decisamente al suo fianco c’è la giornalista, nonché volto televisivo, Selvaggia Lucarelli. Che oltre a commentare positivamente il post della Boldrini, ha anche scritto un lunghissimo e toccante post sul suo account Facebook. “Non un post qualunque, ma un post importante”, come lei stessa ha premesso. “Sono contenta che la Boldrini inizi a denunciare gli haters. Sono contenta che Mentana si domandi dove sia Zuckerberg in tutto questo. Entrambi (la necessità di denunciare e il ruolo di fb) sono argomenti su cui ho sputato sangue nell'ultimo anno. Sola. Passando quindi per la bigotta, la rompicazzo, l'amante della censura, la maestrina, quella che non è abbastanza ironica. E per questo sono stata e sono in balia della peggiore feccia del web. In un modo che voi non sospettate neppure”.

Un anno passato a denunciare l’odio della rete, a scoperchiare i peggiori gruppi di “odiatori di professione”, ad aiutare chi non riesce a reagire e si fa schiacciare dalla violenza virtuale che però ha effetti molti reali. Continua Selvaggia Lucarelli: “Ho parlato, in questi mesi, con gli admin dei gruppi peggiori, qualcuno l'ho fatto ragionare, qualcuno ha cambiato i toni dei gruppi, ho visto qualcosa migliorare, in silenzio, senza più festeggiare qualche vittoria perché se festeggi ti odiano ancora di più. Ho chiamato scuole e famiglie dei ragazzi che mi scrivevano le cose più violente. Ho sentito genitori piangere, genitori increduli, genitori incazzati, ho sentito presidi ringraziarmi. È stato tempo tolto alla mia vita e a mio figlio. È stata serenità persa. Del resto, me l'hanno scritto tante volte: "Ti insulteremo così tanto che andrai da un analista brutta troia". Ecco, dall'analista non ci sono andata, ma forse qualche giorno mi avrebbe dato conforto. Ho litigato con persone che amo perché "fatti i fatti tuoi". Perché "non puoi fare questa battaglia da sola, prima o poi ti succede qualcosa". Ho dovuto spiegare a mio figlio di 12 anni cosa stava succedendo, perché a un certo punto voleva che mollassi, ha pianto. Ho spiegato a suo padre che doveva stare tranquillo. Che ero nel giusto e che non si può sempre mollare perché loro sono più forti. Sono stata da avvocati, ho fatto qualche denuncia e ne ho già predisposto una nuova da fare appena tornata dall'India perché l'odio mi ha raggiunta anche qui.

A dire il vero non ricordo un luogo in cui non mi abbia raggiunta. Un viaggio in cui una sera, aprendo fb, non abbia scoperto che ero bersaglio di qualche nuova ondata di insulti mentre ero al mare o a visitare un tempio. (…) Ma io sono una donna, e in più ho anche altri due grossi difetti: ho personalità e conto qualcosa. Cose imperdonabili in questo mondo in cui una donna deve essere sempre e costantemente rimessa al suo posto, che è decorativo, coreografico. E se è un ruolo che conta, invece, ok, però devi essere low profile e defilata, non devi dare troppo nell'occhio, sennò sei stronza, acida, presuntuosa, non scopi abbastanza, parla di quello che sai, che lavoro fai, occupati di gossip o di cucina. Col cazzo che mi rimettete a posto”.

Segue una lunga lista degli orrori del web e una precisazione importante: “Non ho lottato (e lotto) solo per me. Quello che ho fatto per difendere me è solo una microscopica parte della storia. Per questo alcune cose mi hanno ferita. Per esempio. Ho subito le lezioncine di chi mi diceva (e dice) che ero una bulla perché queste cose non si risolvono mostrando nomi o denunciando. "Bisogna parlare ai giovani". Bisogna informare, bisogna spiegare, bisogna comunicare, dicevano. Molti non dicevano manco nulla, perché tu sbagli, loro che invece non fanno un cazzo, sono dalla parte giusta. (…) E io me la ridevo. Parlate, comunicate, fate convegni. Salite in cattedra. È solo questione di tempo.

Tanto arriverete alle mie conclusioni. Che non si insegna nulla a questa gente. Che l'unica cosa da MOSTRARE (non da raccontare) è che se sbagli, ti assumi le tue responsabilità e ti prendi le conseguenze della tua arroganza, della tua ignoranza, della tua violenza. A qualsiasi età. A 18 anni guidi una macchina, voti, puoi anche imparare a usare un social network. Figuriamoci a 50.

Sapevo che la Boldrini sarebbe passata alle vie legali

Sapevo che la Boldrini sarebbe passata alle vie legali. Lo sapevo perché mi ha silenziosamente appoggiata in questo anno (mi sarebbe piaciuto che non lo facesse solo silenziosamente, perché avrebbe legittimato la mia battaglia, ma va bene lo stesso, le sono grata), perché quello che si leggeva su di lei era arrivato al limite del sopportabile, perché sapevo che i non risultati dei convegni l'avrebbero frustrata ulteriormente. Perché se ti svegli la mattina e leggi puttana devi morire, se vai a fare colazione e leggi brutta zoccola che ti stupri un negro, se vai a dormire e l'ultimo messaggio che leggi prima di addormentarti è "magari non ti svegli più puttana", beh, arriva il momento in cui le parole non ti bastano più. Vuoi vedere questa gente pagare il conto. È un argomento sottovalutato questo. Lo è sempre stato e ci ho sofferto come un cane. Sapevo che prima o poi sarebbe diventata una battaglia più estesa. Che il tempo mi avrebbe dato ragione. Mi spiace solo che a parte qualcuno (Franco Di Mare, Eleonora Daniele, Zucconi e Gianluca Nicoletti per esempio) nessuno si sia mai esposto sul tema.

Non c'è un uomo noto che mi abbia difesa o sostenuta. Che abbia detto "io non sono questi uomini". Che mi abbia dato una mano. Anche solo "grazie Selvaggia". Giuro che certi giorni sarebbe bastato. Mentana compreso.

E ne avrei avuto bisogno. In fondo, voi che mi leggete, me lo avete scritto tante volte. "Ma come fai a sopportare tutto questo?". Ecco, non era poi così difficile da capire che non era facile. Che non esiste super donna impermeabile a tutto questo.

Non c'è una donna nota (Boldrini esclusa) che si sia battuta per questa causa. Molte non note, ma nessuna con una visibilità che sarebbe stata utile a questa battaglia. Come mai? Ve lo siete chiesti? Eppure mica sono la sola a essere insultata. Anzi. Come mai la Conduttrice denuncia i giornalisti e non gli haters? Come mai, tu showgirl che hai subito gogne e la violenza della rete, se non vuoi denunciare, non spendi almeno una parola sul tema?

Come ho detto a molte presentazioni del mio libro, quello che mi turba è la vigliaccheria e il cinismo di chi gli haters se li tiene perché in fondo sono pubblico anche loro. Perché fanno engagement. Perché sono quelli che guardano la TV anche loro.  (…). Infine Selvaggia sottolinea alcuni risultati che ha ottenuto: “ Ho pagato, ma ho ottenuto qualche piccola, grande vittoria. Mi prendo dei meriti. Li voglio. Me li sono sudati. Starò sul cazzo, ma nessuno può negare che sia l'unica ad avere messo cuore e unghie in questa causa. Non voglio riconoscimenti, ma che qualcosa mi sia riconosciuto sì.  (…) Solo una cosa mi dispiace: la solitudine di questa battaglia. Perchè è una battaglia di tutti, non dei "vip". Riguarda noi, voi, i nostri figli, il mondo che abitiamo. Perché ahimè, in tanti dovevano scegliere tra me (confondendomi con la battaglia che faccio) e i "puttana!" e alla fine si sono detti "meglio i "puttana", la lucarelli mi sta sulle palle. "E poi mica le faccio pubblicità, io".

Ecco, a tutti quelli che l'hanno pensato, dico solo questo: non ho guadagnato e non guadagno nulla da questa storia. Da un punto di vista personale ho solo perso. Tempo, energie, soldi, serenità, fiducia nell'umanità. Ho subito minacce. Le ha subite chi vive con me.

Per il resto, sarà il tempo a dire chi aveva ragione, magari con la colpa di averlo capito un po' prima degli altri. O con quella di aver avuto un po' più di coraggio”. Anche in questo caso i like e le condivisioni sono stati migliaia. Segno che qualcosa si sta davvero muovendo, segno che quel #adessobasta ha colpito riguarda tutti noi..