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Cibi ultraprocessati sempre più dannosi e diffusi: come riconoscerli e scoprire dove si nascondono

L'esperto inglese van Tulleken spiega quali sono i trucchi del marketing per non farceli riconoscere e acquistare inconsapevolmente

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Foto Ansa
di Redazione Milleunadonna

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Li trovi già pronti, solo da scaldare e ricchi di gusto ma ogni loro lato positivo, lo paghi poi e il conto, salato, arriva alla tua salute. Perché il problema non è concedersi ogni tanto uno sfizio, il fatto è che i cibi ultra processati, cioè trasformati secondo processi industriali, sono ormai ovunque e non soltanto nei piatti pronti. C’è da riflettere se pure il semplice pane confezionato, addizionato con emulsionanti o stabilizzanti chimici per farlo durare di più o renderlo più morbido, risulta fra gli ultraprocessati. E persino un prodotto fresco come lo yogurt, se fatto con additivi e aromi, è fra i colpevoli .

Il caso della pizza 

Prendete la pasta per la pizza come esempio: quali pizzerie usano ancora la farina e il lievito madre? Pochissime e se lo fanno si danno arie da grandi gourmet perché la grande massa delle pizzerie commerciali, invece, usa miscele di farine fatte per rendere il lavoro del pizzaiolo più semplice. Peccato che quella massa, una volta nel nostro stomaco si trasformi in un attentato alla salute che inizierà a fermentare nel nostro apparato digerente visto che non ha avuto il tempo di farlo fuori. Il fatto è che si deroga su ciò che fa bene alla salute per dare spazio a ciò che è più comodo da preparare e commercializzare, e questo principio sta lentamente diventando la base della nostra dieta quotidiana attirando l'attenzione di medici e governi.

Un esercito di obesi

Per contrastare la diffusione dell'obesità infantile in Inghilterra, lo scorso 5 gennaio il governo di Londra ha imposto una stretta sulle pubblicità dei cosiddetti cibi spazzatura, vietandole su internet e autorizzandone il passaggio in televisione prima delle 21. I divieti riguardano 13 categorie di prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale come bibite, snack, surgelati e dolciumi, catalogati sulla base di un sistema di punteggio nutrizionale. Poco dopo, anche il governo Usa, nelle nuove linee guida alimentari indirizzate ai cittadini americani, ha consigliato di limitare il consumo di cibi ultra processati, specialmente per i bambini sotto i 10 anni.

Ultra processati tra le maggiori cause di morte

Ma il problema non è solo l’obesità: consumare regolarmente questi alimenti può essere un rischio per la salute umana. Chris van Tulleken, medico e divulgatore inglese noto per la sua collaborazione con la BBC, ha trattato l'argomento anche nel suo recente libro «Cibi Ultra processati - Come riconoscere ed evitare gli insospettabili nemici della nostra salute», edito in Italia da Vallardi. Tulleken si occupa attivamente del tema per sensibilizzare e informare il pubblico: «Non ho la presunzione di dire alle persone cosa mangiare né intendo creare il panico. Ma vorrei che ci fossero più consapevolezza e una giusta preoccupazione. Il problema non è la merendina che ci concediamo una volta ogni tanto, ma il consumo regolare di cibi ultra processati. Sappiamo che questo tipo di regimi alimentari, molto diffusi nel Regno Unito e che stanno prendendo il sopravvento anche in Italia, sono connessi all’aumento di varie patologie tra cui obesità, malattie cardiovascolari, diabete, cancro, demenza, ansia, depressione, declino cognitivo. Questo perché il largo impiego di emulsionanti utilizzati finisce per permealizzare l’intestino, indebolendolo ed esponendolo a infiammazioni, mentre l’uso smodato di additivi può alterare gli equilibri del microbiota. Faccio un esempio pratico: il pane confezionato sulla cover del libro può nuocere in dieci modi diversi, senza contare che è molto povero di nutrienti. Il che costituisce un problema in più nel momento in cui lo mangiamo al posto di alimenti “veri”, con nutrienti che fanno realmente bene. Insomma, dobbiamo stare molto attenti perché se mangiamo sistematicamente questi cibi, pensando oltretutto che facciano bene, potremmo ammalarci. Pensi che i prodotti ultra processati sono tra le maggiori cause di morte prematura nel mondo a tal punto che stanno insidiando persino il tabacco».

Gli additivi nascosti

Ma cos’è che rende questi cibi tanto nocivi? Tulleken lo ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera: «Come anticipato brevemente, agli additivi: addensanti, emulsionanti, coloranti, insaporitori. E le microplastiche che possono finire nel cibo quando, ad esempio, buchiamo la pellicola di una lasagna pronta e la mettiamo a scaldare nel microonde. Ecco, tutto questo nuoce alla salute».

Il junk food travestito

Come si fa a riconoscere ciò che è nocivo? «Può essere complicato perché le sostanze nocive si possono nascondere ovunque, anche nei prodotti di cui non sospetteremmo. Degli alimenti più dannosi come patatine, dolciumi e merendine, infatti, sappiamo che fanno male. Li conosciamo bene, non a caso li chiamiamo “junk food”, cioè cibo spazzatura. Quello da cui bisogna guardarsi sono i prodotti più ambigui, che fingono di essere sani, ma che in realtà contengono molto sale, zucchero e grassi saturi. Si tratta, in genere, di cibi soffici, palatabili e calorici, che si mangiano piacevolmente e appagano: gli yogurt al sapore di frutta, soprattutto per i bambini, i cereali per la colazione, il pane integrale confezionato, i cibi pronti. Prodotti, questi, che magari sono anche biologici e venduti come poveri di grassi e sale. Negli alimenti per bambini, ad esempio, raramente si aggiunge zucchero. Spesso viene sostituito con “purea di mela”, sciroppo d'acero, miele biologico. Sostanze che sono molecolarmente la stessa cosa, ma che possono evitare ai produttori di dover aggiungere la parola “zucchero” alla lista degli ingredienti. Questi prodotti sono secondo me anche più pericolosi perché ne mangiamo di più, inconsapevolmente».

Solo marketing

Insomma, grazie alle strategie di marketing i produttori cercano di convincere il pubblico a comprare: «La produzione di cibo ultra processato non ha nulla a che vedere con il benessere del corpo. Bisogna rendersene conto: mettiamoci nei panni di un’azienda, come puoi battere la concorrenza? Devi creare prodotti con un brand unico, sponsorizzare una tua formula inimitabile e, al contempo, usare le materie prime più convenienti economicamente perché è quello che faranno gli altri. Poi devi vendere al pubblico che, però, tiene alla propria salute».

Imporre nuove regole

Per questo «L'industria alimentare va regolamentata. In Cile, Messico e Argentina, ad esempio, sulle confezioni di cibi ultra processati ci sono etichette che segnalano la presenza di sostanze dannose. Un po’ come avviene con i pacchetti di sigarette. Ci sono prodotti che hanno una sola etichetta, altri che ne hanno addirittura quattro o cinque, a seconda del numero di ingredienti da segnalare. Questi prodotti andrebbero tassati di conseguenza, e a nessuna azienda che li produce andrebbe concesso di usare mascotte che si rivolgono ai bambini o di sponsorizzare eventi sportivi».