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Serena Williams nella bufera per lo spot del farmaco dimagrante, la bocciatura dei medici

Serena Williams nello spot del Super Bowl per un farmaco GLP-1 scatena polemiche su uso improprio e messaggi fuorvianti sulla salute.

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Serena Williams al centro delle polemiche dopo la sua apparizione al Super Bowl come testimonial di un farmaco dimagrante. L'ex campionessa di tennis, splendida e in perfetta forma, ha prestato il volto a uno spot trasmesso durante la finale NFL, evento che catalizza l'attenzione di milioni di americani. Nel controverso spot, la leggenda del tennis si mostra mentre utilizza un farmaco GLP-1 – una classe di medicinali prescritti per il trattamento dell'obesità e del diabete – illustrandone i benefici. Non solo: nello stesso spot ordina anche le pillole prodotte dall'azienda farmaceutica.

La reazione sui social non si è fatta attendere. Tra i commenti sulla pagina dell'ex atleta, c'è chi si interroga: "Mi chiedo quali possano essere gli effetti a lungo termine di questi farmaci". Molti sottolineano il paradosso di vedere una sportiva dall'invidiabile forma fisica promuovere un prodotto destinato a una condizione clinica che richiede stretto controllo medico. .

Il messaggio inquietante

"In Italia fortunatamente non sarebbe possibile perché la pubblicità dei farmaci è vietata. Ma di sicuro si tratta di un messaggio inquietante e dannoso perché vedere una sportiva, normopeso nel video (e comunque non di certo obesa anche in passato), iniettarsi il medicinale rischia di creare un pericoloso equivoco. Come se per essere in forma e avere le prestazioni che lei ha sempre avuto nel tennis serva somministrarsi questo farmaco: uno spot assolutamente da non condividere", dice all'Adnkronos Salute Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid).

Infatti, continua l'esperta, "dai dati noti dell'atleta l'indice di massa corporea non è stato mai esageratamente elevato". E bisogna anche considerare "che questo valore non può dirci tutto nel caso di una persona, come la Williams, con uno sviluppo di massa muscolare importante: il Bmi (Body mass index) non distingue tra massa grassa e massa muscolare", evidenzia Buzzetti che, per queste ragioni, ribadisce di non condividere "uno spot di questo tipo che va alla popolazione generale e che si può facilmente fraintendere".

Farmaci efficaci con chi ha il diabete

"Questi farmaci - chiarisce la presidente Sid - sono utilissimi ed efficacissimi in chi ha il diabete di tipo 2 e in chi è obeso o molto sovrappeso e con una patologia. Non dovrebbero essere prescritti a persone che hanno qualche chilo in più, figuriamoci in chi è normopeso e magari, attraverso questo tipo di comunicazione, si convince di poter 'funzionare' meglio usando questo farmaco di cui, invece, non ha alcun bisogno".

Anche nel nostro Paese, ricorda la specialista, "c'è stata un'eccessiva prescrizione di questi medicinali. Abbiamo avuto dei momenti in cui scarseggiavano nelle farmacie, in particolare semaglutide. Non riuscivamo più a trovarne per i pazienti con diabete di tipo 2 che ne avevano realmente bisogno. C'è stata già, nel recente passato, una leggerezza nelle prescrizioni.

Ma le indicazioni sono ben chiare: dovrebbe essere prescritto a chi ha un Bmi superiore a 27 insieme ad altre patologie, oppure un Bmi sopra 30. Per cui, al di là del diabete, anche nell'uso per il controllo del sovrappeso e dell'obesità ci sono indicazioni specifiche da seguire. Non attenersi a tale prescrizione è assolutamente sbagliato. E fare una pubblicità a livello di popolazione generale - passando il messaggio che somministrando questo farmaco si sta bene in salute, si è atletici e fa bene anche a chi fa sport - è veramente grave e non condivisibile al 100%".