Come ci si sente dopo che si chiude una relazione dipendente?

Tante volte si è parlato di relazioni dipendenti:  come riconoscerle, le cause, come è possibile uscirne. Poco si parla di come ci si sente quando finalmente si riesce a spezzare le catene vincolo di una relazione di falso amore.

Solitamente si arriva alla decisione di lasciare il compagno/a in seguito ad una fase di decisione tormentata e non semplice dove  i contro rispetto alla rottura della relazione sono sembrati di più che i pro. Tante sono state le paure, la convinzione di non essere in grado di riuscire a farcela da soli e le preoccupazioni per il futuro.

Appena si riesce a dire al partner quali sono le reali intenzioni ci si sente addolorati, ma allo stesso tempo liberi. Ci si sente forti e in grado di affrontare tutto ciò che dovrà succedere (altrimenti non si sarebbe riusciti ad affrontare il partner per lasciarlo).

Dopo l’avvenuta rottura, alla voglia di libertà si possono alternare situazioni emotive contrastanti: senso di solitudine e di vuoto. Si entra in una vera e propria fase di astinenza. Come tutte le dipendenze infatti, anche quelle affettive creano uno stato di astinenza in chi ne soffre.

La mancanza dell’altro e di tutte le condizioni accessorie nonostante non portassero felicità, creano un vuoto enorme che fa stare male. Possono iniziare i disturbi del sonno o dell’appetito, le somatizzazioni (eruzioni cutanee, perdita di capelli, disturbi gastrointestinali). Ma tranquilli, sono sintomi temporanei che scompaiono con la crisi di astinenza.

La maggiore difficoltà in questa fase è l’evitare una ricaduta. Ovvero la tentazione di tornare sui propri passi pur di interrompere l’astinenza. Chi riesce ad essere “lucido” si rende conto che cedere alla tentazione significherebbe avere un sollievo momentaneo e il prezzo da pagare sarebbero la libertà e l’autostima la quale cadrebbe a picco.

Una volta superata la fase di astinenza, più o meno lunga, si riesce ad essere obiettivi, ad apprezzare il fatto di essersi liberati di una relazione infelice.

Finalmente si può assaporare la libertà, la consapevolezza di riuscire ad andare avanti da soli. Ci si dedica ad attività piacevoli, si torna talvolta a quelle a cui si aveva rinunciato per stare nella relazione.

Ci si mette insomma al centro del proprio mondo, recuperando ciò che si era perso. Mano a mano che si godono tutti i vantaggi della libertà, l’autostima sale e avvolti in un turbinio di energia positiva ci si prende sempre più cura di se stessi. Si impara insomma a volersi bene per davvero.

E’ questo il traguardo che bisogna raggiungere: imparare ad amarsi e ad apprezzarsi per ciò che si è veramente e non pretendere che lo faccia qualcun altro al proprio posto elemosinando un po’ di apparente amore.

Una volta conquistata questa dimensione ci si rende finalmente conto che non si tornerebbe indietro per nessun motivo e ci si predispone ad intraprendere delle relazioni sane perché si è a conoscenza di cosa fa male e cosa fortifica.