Storie di psicologia quotidiana

Lavorare sul comportamento dei figli tramite i genitori è una cosa possibile, anzi, parecchio più facile di quanto sembri.

Tempo fa venne da me in studio una madre che aveva difficoltà a gestire i suoi due figli di 4 e 8 anni e aveva la forte paura che anche il terzogenito di 10 mesi crescesse con lo stesso spirito “anarchico” dei fratelli.

In un iniziale colloquio conoscitivo chiesi alla signora quali fossero le sue maggiori difficoltà e gli aspetti della quotidianità della famiglia che andavano ad investire.

Emerse da un attento esame che la signora dettava le sue regole in modo generico e che spesso queste non fossero compatibili con le effettive possibilità dei figli di poterle svolgere. Oltre tutto si capì che i genitori non seguivano una linea comune nel dare le regole. Infine, quando i bambini le rispettavano, i genitori non davano mai dei rinforzi positivi (premi o riconoscimenti).

In generale gli esperti concordano sul principio secondo cui i bambini devono capire che le regole sono utili per vivere meglio e devono trovarsi in un clima sereno per poterle rispettare meglio e con più felicità. Parallelamente i genitori devono formulare le regole sulla base delle loro aspettative sulla vita e in modo semplice.

Dire al proprio figlio di apparecchiare la tavola e lamentarsi perché lui non ha messo le posate è un modo scorretto per cercare di far rispettare la regola. L’ideale formulazione è quella di dire al bambino di apparecchiare la tavola e spiegargli che questo significa metter sulla tovaglia i piatti, bicchieri, posate, acqua, pane e tutto ciò che serve per il pasto.
In questo modo il bambino non avrà scuse per non apparecchiare bene e i genitori potranno congratularsi con lui una volta effettuato il suo compito.

Rinforzare in modo positivo il bambino subito dopo che ha rispettato una regola significa gratificarlo e fargli capire che il suo comportamento è stato corretto, che mamma e papà sono contenti e orgogliosi di lui e che non è così faticoso vivere in modo sereno.

Alla signora rimandai che era molto importante insegnare al figlio minore ad ascoltare tutto ciò che gli stava attorno, facendogli notare i rumori che lo circondavano e parlandogli in modo pacato e tranquillo in continuazione. In questo modo il bambino si sarebbe abituato ad ascoltare e a considerare ciò che lo circondava.

I bambini nascono senza regole, sta agli adulti dediti alla loro crescita educarli a rispettarle. Un clima autoritario e senza emozioni crea infelicità e inibizioni del proprio stato d’animo, così non possono sviluppare la capacità di capire a cosa servano esattamente le emozioni.

La signora inoltre cercò di condividere con il marito ciò che apprendeva durante le sedute e pianificò insieme a lui un modo per essere coerenti e d’accordo sull’educazione dei figli.

E’ stato un percorso impegnativo, ma in dieci sedute siamo riuscite a far sì che i genitori imparassero ad essere più uniti nell’educare i figli, a formulare in modo positivo e corretto le regole da rispettare e a rinforzare in modo sereno i bambini. Ciò portò in famiglia un clima più rilassato e sereno e un’organizzazione più efficace della quotidianità famigliare.