Che cosa contengono e come agiscono i 4 vaccini somministrati in Italia. Gli effetti sulle fasce d'età

C’è un’arma che il virus Sars-CoV-2 usa per aprire le cellule bersaglio, infettandole. I vaccini per prevenire la malattia nascono da questa scoperta

A cosa servono i vaccini in epoca di pandemia da Sars-CoV-2, già nCoV-2019 e virus di Wuhan dalla megalopoli cinese dove si sono registrati i primi casi? Servono a preparare il sistema immunitario contro il Covid-19, la malattia provocata dall’infezione da Sars-CoV-2 e così chiamata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ci sono quelli che, dopo aver contratto l’infezione, non presentano sintomi. Gli asintomatici, inoltre, pensando di stare bene, tendono a non utilizzare strumenti di protezione. Viceversa ci sono quelli che sviluppano i sintomi della malattia. Quanto ai sintomi, spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, questi possono essere molto comuni come febbre, tosse secca, affaticamento; meno comuni come perdita di gusto o odore, congestione nasale, congiuntivite, gola infiammata, mal di testa, dolori muscolari o articolari, eruzioni cutanee, nausea o vomito, diarrea, brividi o vertigini; gravi come fiato corto, perdita di appetito, confusione, dolore persistente o pressione al petto, temperatura corporea superiore a 38° C. Altri sintomi meno comuni sono irritabilità, confusione, riduzione della coscienza, talore associata a convulsioni, ansia, depressione, disturbi del sonno, complicazioni neurologiche più gravi e rare come ictus, infiammazione cerebrale, delirio, danni ai nervi.

La maggior parte di quelli che s’ammalano di Covid-19, spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, guarisce senza bisogno di cure ospedaliere; c’è, quindi, chi s’ammala gravemente tanto da necessitare di ossigeno e, nei casi più critici, di cure intensive. Complicanze che portano al decesso sono, invece, insufficienza respiratoria, sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi, shock settico, tromboembolia e/o insufficienza multiorgano, comprese lesioni a cuore, fegato, reni.

Una popolazione vulnerabile è quella, invece, di chi soffre di disturbi mentali: “Fin dai primi mesi della fase pandemica” spiega l’Istituto Superiore di Sanità “è apparso evidente che la scarsa aderenza alle misure di protezione individuale legata a una ridotta consapevolezza del rischio, le frequenti comorbilità cardiovascolari e metaboliche associate, la difficoltà nel riconoscere e riferire i sintomi fisici a causa delle alterazioni cognitive o della mancanza di motivazione, potessero esporre le persone affette dai disturbi mentali più gravi a un maggior rischio di infezione da Sars-CoV 2 e a un decorso più grave di Covid-19”. Questi soggetti, inoltre, pur in assenza di disparità nelle cure ospedaliere, muoiono a un’età più giovane, da qui la necessità, cosa che s’è registrata su scala europea, di includerli tra le categorie prioritarie per la vaccinazione.

PROTEINA SPIKE

Dopo aver isolato, sequenziato, osservato il virus, i ricercatori hanno capito cosa gli consentisse di entrare nelle cellule bersaglio, infettandole, scoprendo che sua alleata era la proteina Spike, una proteina che ricopre di protuberanze la superficie del virus, facendolo somigliare ad una corona, da cui il nome di coronavirus.

Attraverso la componente, flessibile, S1 la proteina si lega ad ACE2, enzima di conversione dell’angiotensina presente sulla membrana della cellula bersaglio e porta d’ingresso del virus. Con la componente S2, che contiene una regione che agisce come un ago, la proteina, dopo aver agganciato ACE2, perfora la membrana della cellula bersaglio, invadendola e rilasciando l’RNA, il materiale genetico racchiuso nel nucleo, con i geni pronti a trasportare le informazioni per creare più copie del virus, sfruttando il ribosoma, complesso macromolecolare, della cellula bersaglio. I ricercatori hanno scoperto che la proteina Spike sfrutta una seconda serratura, NRP1 o neuropilina-1, una proteina sulla superficie della cellula bersaglio.

VACCINAZIONE 

Dopo aver scoperto che la proteina Spike di Sars-CoV-2 utilizza i recettori delle cellule bersaglio per invaderle, è stata studiata la possibilità di creare vaccini per sabotarla, passando le informazioni al sistema immunitario perché s’aggiornasse e aiutandolo, in caso di nuova esposizione al virus, di attivare immediatamente le difese. È importante, tuttavia, non lasciar passare il messaggio secondo cui chi s’è vaccinato non debba continuare a proteggersi. Chi s’è vaccinato dovrà, infatti, continuare ad adottare tutte le misure di contenimento contro il virus – gel, mascherina, guanti, lavaggio delle mani, distanziamento. Dopo la vaccinazione è possibile tornare alla vita di prima? “Ancora” spiega l’Aifa “non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un certificato di libertà ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione”.

Difendersi dal contagio © Pixabay

Come deve comportarsi chi, invece, ha già avuto un’infezione da Sars-CoV-19 confermata da test molecolare o antigenico di terza generazione? Questi soggetti, spiega una circolare del 3 marzo del Ministero della Salute, dovranno vaccinarsi con una sola dose almeno tre mesi dopo aver contratto l’infezione e non oltre sei mesi. I soggetti con immunodeficienza o in terapia immunosoppressiva dovranno, invece, vaccinarsi con un ciclo vaccinale completo entro i primi tre mesi dalla diagnosi di infezione. La vaccinazione completa, spiega la circolare, in questo caso è necessaria poiché in questi soggetti non è “prevedibile la protezione immunologica conferita dall’infezione da SARS-CoV-2 e la durata della stessa”.

MEDICINA DI GENERE

Sui vaccini in tempi di pandemia da Sars-CoV-2 una riflessione s’è aperta sulla medicina di genere, questo perché le donne, ha spiegato l’immunologa Antonella Viola come illustrato su Milleunadonna, sono poco protagoniste anche durante gli studi clinici, con il rischio di arrivare nelle fasi più avanzate della sperimentazione senza “dati solidi” sull’efficacia o gli effetti collaterali di un farmaco tra la popolazione femminile.

Vaccino contro il Covid-19 © Pixabay

TIPOLOGIE DI VACCINI

Con la comparsa di Sars-CoV-2 la comunità scientifica, considerata l’emergenza, s’è messa subito al lavoro per lo sviluppo di vaccini contro il Covid-19: a mRNA, a vettore virale non replicante, a virus inattivato, proteici. Nell’Unione Europea sono stati ad oggi approvati quattro vaccini: due a mRNA e due a vettore virale non replicante, che sono, poi, i vaccini autorizzati in Italia. 

I vaccini a mRNA utilizzano molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) con istruzioni per aiutare le cellule a sintetizzare la proteina Spike e, di conseguenza, il sistema immunitario a produrre anticorpi. Con questi vaccini, in buona sostanza, viene trasmessa alle cellule l’informazione genetica utile a costruire copie della proteina Spike. In questi vaccini, inoltre, le molecole di mRNA sono rinchiuse dentro vescicole lipidiche che ne consentono l’ingresso nelle cellule bersaglio, dove, una volta assorbite dal citoplasma, iniziano a sintetizzare la proteina Spike. Subito dopo l’mRNA si degrada e lascia l’organismo. L’mRNA, inoltre, non modifica il Dna perché non entra nel nucleo della cellula, dove c’è il genoma, e, pertanto, non può alterarlo. Nelle persone vaccinate che dovessero entrare in contatto con il virus, gli anticorpi, grazie alla memoria difensiva contro la proteina Spike, la riconosceranno, attivando la risposta immunitaria e, quindi, bloccandola. I vaccini a mRNA attivano anche le cellule T, che preparano il sistema immunitario a rispondere a successive esposizioni al virus.

I vaccini a vettore virale utilizzano, invece, vettori impossibilitati a replicarsi nell’ospite e che trasportano all’interno della cellula la sequenza del codice genetico per la codifica della proteina Spike. Grazie a questo meccanismo, in caso di contatto con il virus, il sistema immunitario s’attiva contro la proteina Spike, producendo gli anticorpi necessari a contrastarla.

AUTORIZZAZIONI 

I due vaccini a mRNA autorizzati dall’Ema, l’agenzia europea del farmaco, sono il Comirnaty di Pfizer e quello di Moderna, mentre quelli a vettore virale non replicante sono Astrazeneca, poi Vaxzevria, e Jansenn della Johnson & Johnson.

Questi vaccini hanno ricevuto dall’Ema un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata, ch’è cosa ben diversa dall’autorizzazione all’immissione in commercio standard. La base giuridica della prima è l’art. 14 paragrafo 7 del regolamento comunitario 726/2004 sulle procedure per l’autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario. Questa autorizzazione può essere concessa o, a seconda, negata dal Chmp, il comitato dell’Ema per i medicinali per uso umano. Durante un’emergenza di sanitaria, come può essere una pandemia, può accadere, infatti, che dei medicinali possano essere accettati e approvati con riserva anche in presenza di “dati farmaceutici e non clinici incompleti”. Per la concessione dell’autorizzazione il medicinale deve, tuttavia, soddisfare alcuni criteri: un rapporto rischi/benefici positivo; la probabilità che il richiedente sia in grado di fornire dati completi dopo la concessione dell’autorizzazione; il fatto che il medicinale soddisfi un bisogno medico del momento; che il vantaggio della disponibilità immediata del medicinale per i pazienti sia superiore al rischio.

Vaccino contro il Covid-19 © Pixabay

Quanto dura questo tipo di autorizzazione? “Le autorizzazioni all’immissione in commercio condizionate” spiega l’Ema “sono valide per un anno e possono essere rinnovate annualmente. Una volta concessa un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata, il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio deve adempiere agli obblighi specifici entro termini definiti. Questi obblighi potrebbero includere il completamento di studi in corso o nuovi o la raccolta di dati aggiuntivi per confermare che il rapporto rischi/benefici del medicinale rimane positivo”.

Questi vaccini, inoltre, sono contrassegnati da un triangolo nero rovesciato, un simbolo entrato in vigore, nell’Unione Europea nel 2013 per indicare che un medicinale è sottoposto a monitoraggio addizionale, ciò non vuol dire, spiega l’Ema, che non sia sicuro. Questo simbolo compare sul foglietto illustrativo, cioè, il bugiardino, e nelle informazioni con il riassunto delle caratteristiche del medicinale. L’idea del triangolo è quella d’incoraggiare pazienti e operatori sanitari a segnalare eventuali reazioni avverse sospette durane l’uso del farmaco, ciò che consente la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. È il caso, ad esempio, del bugiardino che la multinazionale anglo-svedese AstraZeneca ha dovuto aggiornare dopo i casi di trombosi verificatisi con la somministrazione del vaccino.

SPUTNIK V

A marzo è, invece, arrivata all’Ema la domanda per una rolling review di Sputnik V, il vaccino russo, richiedente, per l’Unione Europea, la R-Pharm Germany GmbH. La rolling review o revisione ciclica è uno strumento regolatorio di cui l’Ema si serve per accelerare, ad esempio durante un’emergenza sanitaria, la valutazione di un medicinale dai risultati promettenti. In questa fase l’Ema esaminerà i dati sul vaccino, stabilirà se i benefici saranno superiori ai rischi, con la rolling review che andrà avanti fino a quando non saranno disponibili prove a sufficienza per una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio. Nei confronti di Sputnik V l’Ema adotterà, infatti, lo stesso approccio normativo e rigore scientifico che riserva a tutti i vaccini sottoposti alla sua valutazione e che, per ricevere il via libera, devono soddisfare i requisiti europei in materia di sicurezza, efficacia, qualità.

ABBIAMO PARLATO DI

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Istituto Superiore di Sanità Website | Twitter | YouTube | LinkedIn

Aifa – Agenzia Italiana del Farmaco Website | Twitter | Facebook | YouTube | LinkedIn

Ministero della Salute Website | Twitter | Facebook | Instagram | YouTube | LinkedIn

Ema – European Medicines Agency Website | Twitter | YouTube | LinkedIn

VACCINI AUTORIZZATI IN ITALIA

COMIRNATY Modulo di consenso per la vaccinazione | Nota informativa allegata al modulo di consenso per la vaccinazione | Caratteristiche del vaccino

MODERNA Modulo di consenso per la vaccinazione | Nota informativa allegata al modulo di consenso per la vaccinazione | Caratteristiche del vaccino

ASTRAZENECA poi VAXZEVRIA Modulo di consenso per la vaccinazione | Nota informativa allegata al modulo di consenso per la vaccinazione | Caratteristiche del vaccino

JANSSEN Modulo di consenso per la vaccinazione | Nota informativa allegata al modulo di consenso per la vaccinazione | Caratteristiche del vaccino