“Partorirai con dolore”, c’è scritto nella Genesi della Bibbia a proposito della punizione inflitta a Eva per avere disobbedito alla divinità mangiando la mela. E pare che, nel 2026, ci sia chi ritiene che le donne debbano mettere al mondo i figli ancora “con dolore” come testimonia quanto successo a Federica Pellegrini, criticata perché per il suo secondo parto sa già di dovere affrontare un cesareo. Che poi è tutt’altro che una passeggiata, visto che si tratta comunque di un intervento chirurgico addominale che, pur essendo sicuro, comporta conseguenze maggiori rispetto al parto naturale, tra cui un recupero più lento (circa 6 settimane), dolore post-operatorio, rischio di infezioni della ferita, emorragie e possibili aderenze pelviche. Per non parlare del rischio di lesioni ad altri organi e, in future gravidanze, rischi aumentati di rottura uterina o anomalie placentari.
Le accuse
Ma ecco cosa è successo: l’ex campionessa ha condiviso uno scatto nel suo profilo Instagram in cui appare al fianco del marito Matteo Giunta accompagnando l'immagine con un commento ironico: "Scrivere l'ultima cena fa brutto ma noi sappiamo che per qualche mese sarà esattamente così". Un riferimento alla nuova organizzazione familiare necessaria dopo l'arrivo della seconda bambina. Apriti cielo: il post è stato inondato di numerosi commenti da parte degli utenti che evidenziavano il poco sforzo dell’imminente parto: "Che patetica, con il cesareo non te ne accorgerai nemmeno, oltretutto con la nonna a casa", si legge.
La replica di Federica
Immediata la replica della Divina: "Patetica, se vabbe... faccio il cesareo per un ottimo motivo ed è quello di non mettere in pericolo mia figlia, cosa che è capitata con Matilde e per quanto riguarda la nonna... santa subito", ha scritto.
Pellegrini aveva infatti spiegato a Verissimo che il parto è già programma per l'inizio di aprile: "L'altra volta è stato tosto anche per la bambina. Ho fatto un parto cesareo d'urgenza. Questa volta sappiamo già come andrà", aveva detto chiarendo le ragioni della sua scelta condivisa con i medici.
Resta il fatto che in tanti persiste il pregiudizio che affrontare un parto naturale, magari senza anestesia (epidurale), sia un merito che non spetta alle madri che, invece, affrontano un cesareo.