logo tiscali tv

"Non sono carne, per questo ho smesso di tacere": Loredana Bertè racconta lo stupro subito in solidarietà con la ragazza di Palermo

Foto Ansa e Instagram

"Io sono stata vittima di un bastardo che mi ha violentato, massacrata di botte e lasciata su una strada del ca..o a Torino. Ogni sei ore, ogni sei ore un femminicidio. Per non parlare poi di abusi, quali Palermo. Per questo ho smesso di tacere. Io non sono carne. Non sono carne".

Così Loredana Bertè, ha scelto stare accanto anima e corpo alla ragazza vittima dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo. Lo ha fatto dal palco di Palmi in provincia di Reggio Calabria. Il video è stato pubblicato poi sul suo profilo Instagram. Il fatto è avvenuto quando la cantante aveva 16 anni.

Il racconto fatto a Verissimo nel 2022

"A 16 anni sono stata violentata. Facevo serate con le collettine e andavamo in giro per l'Italia, io ero l'unica ragazza vergine del gruppo".

"Una sera sono uscita con un ragazzo che da giorni mi regalava le rose. Lui mi ha portato in un appartamento. Quando ho sentito che chiudeva la porta con il lucchetto ho avuto terrore, mi ha riempita di botte e mi ha violentata e poi lasciata per strada".

Concluse: "Questa cosa non l'ho potuta dire a nessuno e non ho denunciato. Ma per anni non mi sono fatta avvicinare dagli uomini, ero traumatizzata".

Il brano dedicato alla vittima

Loredana Bertè ha poi intonato proprio il brano Ho smesso di tacere, scritto per lei da Luciano Ligabue e ispirato al racconto che l'artista fece durante un'intervista a Verissimo nel 2020 in cui rivelò la violenza subita a 16 anni. Loredana ha voluto manifestare la sua solidarietà alle vittime di violenza sessuale, dopo gli stupri di gruppo di Palermo e di Caivano.

Il video 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Loredana Bertè (@loredanaberteofficial)

 

30/08/2023