Sharon Stone, i nove aborti e il vero motivo per cui non ha potuto avere figli: “Non è un fallimento”
Di Sharon Stone era nota la scelta che l’ha portata ad adottare tre bambini, Roan, Laird e Quinn, ma oggi l’attrice confessa al magazine francese Paris Match i motivi per cui non ha potuto avere figli biologici, arrivando alla scelta dell’adozione. «Il fattore Rh è una caratteristica genetica che hanno anche tutti i miei fratelli e le mie sorelle», ha rivelato confermando la difficoltosa e lunga ricerca della maternità naturale seguita poi dalla decisione di arrendersi all'evidenza dei fatti. «Ho avuto nove aborti spontanei. E cinque di questi sono avvenuti al quinto mese e mezzo di gravidanza», superati i primi tre quindi, considerati i più rischiosi per la maggior parte delle donne incinte.
La forza e la debolezza di Sharon
Sharon Stone ha poi voluto condividere come ancora troppo spesso a chi affronta temi tanto dolorosi, sia limitata la possibilità di parlarne apertamente: «Ci viene fatto capire che è qualcosa che dobbiamo vivere da sole e in segreto, come fosse un fallimento». In una precedente intervista all'AARP, Stone aveva dichiarato: «Sono sopravvissuta a tutto: molestie sessuali, aborti spontanei, un'emorragia cerebrale, un divorzio, un fulmine. Non ho tempo da perdere. Sono qui per essere una madre sana e presente, una brava figlia e una cittadina impegnata. Tutto il resto è solo una distrazione».
Cos’è il fattore Rh
Ma cosa comporta esattamente la caratteristica genetica di Sharon Stone? Come riporta il portale di ASST Sette Laghi, «le donne che hanno un gruppo Rh negativo, in gravidanza possono sviluppare una risposta immunitaria (cioè produrre anticorpi, chiamati anti-D) contro i globuli rossi del feto. Questo può accadere solo nel caso in cui il padre del bambino sia Rh positivo e il feto sia Rh positivo. Gli anticorpi materni attaccano e distruggono i globuli rossi del feto: la possibile conseguenza è l’anemia, nota come malattia emolitica del feto, che nei casi più gravi può arrivare a causare morte endouterina”.
La terapia preventiva
C’è però una soluzione: “La terapia preventiva prevede l’immunoprofilassi anti-D, che consiste nella somministrazione di immunoglobuline umane anti-D alle donne Rh negative, al fine di impedire la formazione di anticorpi materni contro i globuli rossi del feto».