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Arriva la nuova pillola dimagrante GLP-1: niente iniezioni e perdita di peso fino all'8%. Cosa c’è da sapere

La novità è l’orfoglipron che, a differenza della semaglutide orale, non prevede assunzione a stomaco vuoto. Risultati numeri alla mano

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di Redazione Milleunadonna

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Nonostante il parere contrastante di medici e nutrizionisti e le testimonianze anche di star famose che parlano degli effetti collaterali, continua il successo dei farmaci dimagranti per diabetici che, in realtà, vengono usati da chi vuole perdere peso. L’ultimo arrivato è una nuova pillola a base di GLP-1 da assumere quotidianamente al posto delle iniezioni settimanali: si chiama orfoglipron ed è stata sviluppata da Eli Lilly proprio per offrire un’alternativa orale più efficace alla semaglutide in compresse. 

Il confronto con gli altri dimagranti

Come scrive Il Messaggero, il medicinale è destinato al trattamento del diabete di tipo 2, ma agisce sugli stessi recettori del GLP-1 del semaglutide, aiutando a ridurre la glicemia, rallentare la digestione e sopprimere l’appetito. A differenza della semaglutide orale, l’orfoglipron non richiede l’assunzione a stomaco vuoto e risulta quindi più gestibile con quotidiano.
Negli Stati Uniti, l’unico GLP-1 disponibile in compresse è la semaglutide (commercializzata come Rybelsus), mentre le versioni iniettabili, come Ozempic, Wegovy e la tirzepatide nota come Mounjaro, hanno finora dimostrato risultati più incisivi nella perdita di peso.

I risultati degli studi

I dati preliminari dello studio di fase 3 Achieve-3, condotto su oltre 1.500 adulti con diabete di tipo 2 in Argentina, Cina, Giappone, Messico e Stati Uniti, hanno mostrato che i pazienti trattati con orfoglipron hanno perso mediamente tra il 6% e l’8% del peso corporeo in un anno, contro il 4%-5% di chi ha assunto semaglutide in compresse. Il farmaco provoca anche un calo maggiore della glicemia media. Ma il trattamento ha registrato un numero maggiore di sospensioni: circa il 9-10% dei partecipanti ha interrotto la terapia per effetti collaterali, prevalentemente gastrointestinali, rispetto al 4-5% dei pazienti con semaglutide orale. Gli specialisti sottolineano che le versioni orali dei GLP-1 potrebbero semplificare l’assunzione e ridurre i costi rispetto alle iniezioni, ma restano dubbi sulla sicurezza a lungo termine, sugli effetti cardiovascolari e sulla durata dell’efficacia. Nel complesso, farmaci orali più potenti potrebbero favorire un approccio integrato al diabete di tipo 2, migliorando il controllo del peso e della glicemia e, in prospettiva, aumentando le possibilità di remissione della malattia in alcuni pazienti.