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Ridare vita a abiti e oggetti del passato trasformandoli in qualcosa di unico: a Roma apre Seconde Vue

Questa pratica non solo riduce gli sprechi e l'impatto ambientale, ma contribuisce anche a valorizzare il patrimonio storico e culturale dei vestiti e degli accessori

di Redazione

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"Seconde Vue è più di un semplice spazio. È un luogo dove la creatività, la consapevolezza e l'innovazione si incontrano per sognare insieme un mondo migliore." Lo descrive così questo nuovo spazio romano, Federica Dollfus di Volckersberg figlia della costumista Marina Coffa che insieme a lei e alle sorelle Valentina e Olivia hanno dato vita a questo progetto. “La chiave di volta di TAD è stata puntare sul lifestyle, proponendo un lusso accessibile nell’arredare, nel vestirsi, nel mangiare: potevi entrare e uscire con un look nuovo, con una nuova visione; non potevamo parlare a tutti, ma sollecitare chi era sensibile a un certo tipo di estetica”. A Roma ha aperto infatti una nuova versione moderna di TAD, chiuso ormai da diversi anni, primo concept store della capitale. Immerso nel cuore del centro storico, in Via di Monserrato nel rione Regola, a pochi passi da Campo de’ Fiori, questo spazio accoglie i visitatori in un’atmosfera creativa ed informale. La strada stessa è un’opera d’arte, con botteghe artigiane e boutique esclusive che offrono una pausa dalla normalità delle grandi catene della moda veloce. Ogni passo lungo la via è un viaggio nel passato, un’immersione nell’arte e nella storia che permeano l’essenza di questa location.

Non solo rispetto ambientale ma anche storico

In un'epoca usa e getta come la nostra in cui i capi che compriamo ci durano una stagione, forse capire l'importanza storica di un abito può risultare complicato. Ma Federica è proprio questo che cerca di fare: portare avanti una lunga tradizione di cultura, arte e moda. Seconde Vue propone una selezione accurata di capi pre-loved, provenienti dagli archivi di moda, dopo anni di esperienza nel settore. Attraverso Seconde Vue, Il concetto di upcycling si inserisce come un processo creativo e artistico che va al di là del semplice riciclo. Si tratta di trasformare abiti e oggetti del passato in qualcosa di nuovo e unico, che possieda un valore e una qualità superiori sia in termini reali che percettivi. Questa pratica non solo riduce gli sprechi e l'impatto ambientale, ma contribuisce anche a valorizzare il patrimonio storico e culturale dei vestiti e degli accessori.

Il locale

Il locale è stata realizzato da Monica Brachetti, restauratrice e pittrice. Lavorando sulle pareti, Monica ha miscelato cemento e calce, utilizzando diverse tipologie di spatola per creare segni e linee che spezzano la monotonia delle ampie superfici. Applicando la tecnica delle "distressed walls" con calce e cemento, ha conferito alle pareti un aspetto unico e suggestivo. Questo effetto, oltre a integrarsi perfettamente con l'ambiente, ha portato a una vera metamorfosi dello spazio, rendendolo accogliente e pronto ad accogliere e integrare nuove esperienze.

Ben oltre la moda

Il punto forte di questo spazio è che non è uguale a nessun altro. L'obiettivo non è solo ridare vita ad abiti dismessi ma anche attraverso questi preservare il passato e quello che la moda ha raccontato. Gli oggetti e gli arredi presenti nello spazio sono creati appositamente da artigiani, artisti e sognatori, e danno vita a un ambiente unico e multisensoriale dove non si perde mai di vista il concetto del made in Italy. Lo spazio sottostante sarà dedicato ad attività culturali e artistiche e Seconde Vue si impegna a preservare e rivitalizzare i vecchi mestieri dimenticati attraverso corsi dedicati, per dare nuova vita agli oggetti e agli abiti con l'obiettivo di connettere le persone attraverso l'amore per l'arte, la moda e la sostenibilità.

L'abito più celebre

Inoltre, Seconde Vue è fiero di annunciare l'arricchimento del suo ambiente con un tocco di storia e di glamour attraverso abiti che parlano come il celebre abito Chanel bianco della scrittrice e sceneggiatrice Francesca Marciano, protagonista di un racconto coinvolgente e emozionante, sarà esposto all'interno dello spazio, simbolo di creatività, fortuna e storia nel mondo della moda. L'autrice ha deciso di regalare il racconto a chiunque adotti l'abito, come omaggio alla sua nuova vita. Inoltre, sarà presente la gonna che fa parte di una collezione creata nel 2020 appositamente per una mostra personale al museo Hendrik Christian Andersen durante Altaroma. Realizzata in taffetà di seta con stampa serigrafica di un'opera di Cristallo Odescalchi, è un'eccelsa fusione di arte e moda. Il body, invece, è il frutto di una riflessione recente sull'importanza della riduzione dello spreco. È stato creato utilizzando gli avanzi di tessuto rimasti dalla realizzazione di un altro vestito, incarnando così l'impegno di Seconde Vue per la sostenibilità e l'innovazione nel settore della moda.

22/05/2024