A vent’anni scorrazzavano insieme per Roma in cerca di fortuna sulla Cinquecento di lei. Un mese fa l’ultimo commovente abbraccio pubblico, quando lui è sceso dal palco e l’ha stretta al cuore. Quella tra Enrica Bonaccorti e Renato Zero è una di quelle lunghe storie d’amore capace di cristallizzarsi nel tempo, di evolvere in un legame indissolubile e di trasformarsi in mille sfumature di complicità.
Renato Zero vicino fino all'ultimo
In queste ore in cui la notizia della morte di Enrica Bonaccorti ha travolto tutta l’Italia (leggi qui) in un’ondata travolgente di affetto, Renato Zero non ha ancora espresso pubblicamente il suo dolore ma è stata la stessa Enrica a raccontare qualche settimana fa che negli ultimi tempi la loro frequentazione era tornata assidua e che Renato aveva scelto di starle vicino nei mesi in cui ha affrontato le cure per un tumore che poi non le ha lasciato scampo. “Io non sto vivendo una cosa bella, ma Renato mi ha fatto una grande sorpresa. Io sono sempre rimasta sua amica, ma non ci vedevamo spesso. Ora viene a casa e passa del tempo con me. Mi ha fatto sentire una rockstar. È veramente un grande, mi ha fatto sentire tutto l'affetto. È una persona speciale”, aveva raccontato a “La vita in diretta” pochi giorni dopo quell’abbraccio nel palazzo dello sport di Roma, il 25 gennaio scorso quando con la voce rotta al pianto Enrica aveva detto: “Quest’uomo mi ha rubato il cuore per sempre”.
Ci siamo conosciuti a Piazza Navona: avevamo 20 anni
Si erano conosciuti poco più che ventenni a Roma, in piazza Navona, “il nostro ufficio a cielo aperto. Passavamo così le giornate, aspettando il miracolo. Con Renato mi si era sciolto il cuore, sentivo che dentro aveva una forza esplosiva. Facevamo spettacolini di cabaret. Lo accompagnavo con la 500 beige di mia madre, per non farlo andare in giro da solo, già con piume, trucco e tutine aderenti. A volte mettevo il tailleur e la borsa di mamma e fingevo di essere la sua manager. ‘Salve, vorrei proporvi lo show di Renato Fiacchini’”: così aveva dichiarato in una recente intervista al Corriere della Sera Enrica, raccontando di quella storia d’amore giovanile che le era rimasta sempre nel cuore.
Tra noi baci e molti abbracci
Enrica se ne innamorò, “mi affascinava. E Renato mi voleva bene. Baci ce ne sono stati. E molti abbracci. “Sei tanta”, mi diceva, ridendo delle mie forme prorompenti. Un’amicizia cosparsa di tenerezza e tanti sogni. Parlavamo per ore chiusi nella 500, targata Roma 20947. Negli anni Settanta non ci si fidanzava, si stava insieme e basta. Tempo fa gli ho chiesto. ‘Renà, ti ricordi che mi volevi sposare?”. “Enrì, sarò stato ubriaco’”, aveva risposto lui con la solita ironia.