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Salute

Cistite da freddo? Forse No, la colpa potrebbe essere dell’intestino!

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Cistite da freddo? Forse No, la colpa potrebbe essere dell’intestino!
di VediamociChiara

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Il legame tra microbiota intestinale e salute delle vie urinarie

Quando arriva il freddo e insieme al freddo la cistite, diamo la colpa alla "corrente d'aria", alla panchina fredda o a quel cambio di stagione un po' troppo brusco. La scena è un classico: quel fastidio lì sotto che inizia a farsi sentire, la corsa in bagno ogni dieci minuti e quel bruciore che conosciamo fin troppo bene. "Ho preso freddo", diciamo subito. Ma se vi dicessi che il freddo è solo la miccia, mentre la vera polveriera si trova... nella nostra pancia?

Ebbene sì, la scienza parla chiaro: la cistite non è (quasi mai) un problema che nasce e finisce nelle vie urinarie. Il vero regista dietro le quinte è il nostro intestino.

Il viaggio dei batteri: dall’intestino alla vescica

Per capire questo legame, dobbiamo immaginare il nostro corpo come un ecosistema interconnesso. La maggior parte delle cistiti (circa l'80%) è causata dall'Escherichia coli, un batterio che vive normalmente nel nostro intestino. Finché l'intestino è in equilibrio, tutto va bene. Ma cosa succede quando la nostra flora batterica — il famoso microbiota — va in tilt?

In caso di stitichezza, colite o semplicemente di un'alimentazione troppo ricca di zuccheri e lieviti, l'intestino diventa più "permeabile". I batteri cattivi prendono il sopravvento, attraversano le pareti intestinali e, data la vicinanza anatomica, migrano verso le vie urinarie. È qui che il freddo gioca il suo ruolo: agisce come uno stress ambientale che abbassa le difese immunitarie locali, permettendo ai batteri "migratori" di colonizzare la vescica.

La disbiosi: quando il microbiota "alza bandiera bianca"

Il segreto della salute urinaria risiede nell'equilibrio della nostra flora intestinale e vaginale. Quando questo equilibrio si rompe (si parla di disbiosi), le nostre barriere difensive si indeboliscono.

In menopausa, questo equilibrio è ancora più delicato. Il calo degli estrogeni modifica il pH vaginale e altera il microbiota, rendendo le vie urinarie più esposte. Ecco perché non basta curare il sintomo con il solito antibiotico "fai da te" (che spesso peggiora la situazione distruggendo anche i batteri buoni), ma bisogna agire alla radice: nell'intestino.

3 passi per proteggersi (partendo dalla tavola)

Se vogliamo dire addio alle cistiti ricorrenti, dobbiamo fare pace con la nostra pancia. Ecco come:

  1. Nutri i batteri buoni: Largo ai probiotici e ai cibi fermentati come lo yogurt o il kefir. Ma non dimenticare le fibre (prebiotici) che sono il cibo preferito dei nostri difensori intestinali.
  2. Idratazione strategica: Bere molta acqua aiuta a "lavare" via i batteri dalla vescica prima che abbiano il tempo di attaccarsi alle pareti. L'acqua è il miglior alleato per diluire le tossine.
  3. Attenzione agli zuccheri: I batteri cattivi amano i dolci. Ridurre zuccheri raffinati e farine bianche significa togliere il "carburante" ai nemici della tua vescica.

Il nostro consiglio

La prossima volta che senti i sintomi della cistite, non limitarti a coprirti bene o a bere una tisana calda. Chiediti: "Come sta il mio intestino?". Spesso, un ciclo di fermenti lattici specifici o una dieta più equilibrata valgono più di mille sciarpe.

Ricorda: la vescica è solo lo specchio di ciò che accade più in alto. Prendersi cura del microbiota significa regalarsi una libertà che nessuna "corrente d'aria" potrà più minacciare.

Redazione VediamociChiara per Milleundonna © riproduzione riservata

>>> Per un ulteriore approfondimento puoi consultare la sezione di VediamociChiara dedicata al microbiota