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Riva, De André e la coincidenza incredibile della canzone che li ha fatti incontrare e che ora li unirà per sempre

Due orsi "per scelta e per vocazione", un solo incontro e una canzone-capolavoro che celebrava la morte di Tenco ma che finì per celebrare pure quella di Faber e oggi quella di Riva

Riva De André e la coincidenza incredibile della canzone che li ha fatti incontrare e che ora li unirà per sempre

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“Dio di misericordia il tuo Paradiso l’hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso per quelli che han vissuto con la coscienza pura l’inferno esiste solo per chi ne ha paura”. I versi struggenti di “Preghiera in gennaio”, buttati giù da Fabrizio De André per la morte di Luigi Tenco, avvenuta il 27 gennaio del 1967, hanno accompagnato per anni le serate di un giovane Gigi Riva che come tutti i malinconici adorava quella canzone. Un brano davvero speciale, che fece incrociare i loro sguardi schivi e riservati in un unico mitico incontro sul quale tanto si è favoleggiato, proprio perché entrambi, orsi “per scelta e per vocazione”, furono sempre molto parchi di retroscena e indiscrezioni.

Faccia a faccia un giorno a Genova

Fu proprio “Preghiera in gennaio”, fatta ascoltare decine di volte anche ai compagni di squadra, che convinse uno di loro, genovese, a dire a Riva che se avesse voluto gli avrebbe potuto far incontrare De André. E quel giorno a Genova, dopo una partita, il calciatore e il cantautore si ritrovarono faccia a faccia. Riva era già il migliore ma ancora non aveva appuntato lo scudetto sulla maglia rossoblu e non aveva pronunciato quei no coraggiosi e controcorrente alle ricche squadre del nord, arrivando perfino a mettere in conto di smettere di giocare pur di restare coerente al suo cuore che gli sussurrava “Cagliari”. E De André ancora non aveva scelto quell’isola spigolosa e accogliente insieme come luogo dell’anima, l’unico, confessava, dove “si sentiva appagato e le inquietudini non trovavano spazio”. Un’isola per la quale pronunciò quei sì coraggiosi, scegliendo testardamente e contro il sentire di tanti, di continuare a viverci dopo che aveva conosciuto le prigioni dell’”Hotel Supramonte”.

Sigarette, whisky, silenzi e confidenze

E chissà quante sigarette saranno state accese durante quell’incontro. Chissà se saranno stati più i minuti di silenzio o i sorsi di whisky buttati giù per metterla un po’ a tacere quella benedetta timidezza che tormentava entrambi. I resoconti furono sempre scarni ma di certo, come lo stesso Riva raccontò, proprio quella “preghiera in gennaio” fu materia di confidenze perché Riva voleva sapere cosa era successo nel cuore e nella testa di De André quando in una sola notte l’aveva composta. Ed è stata di nuovo quella preghiera in musica a risuonare nella chiesa di Genova e nelle strade d’Italia quando anche il cuore di De André ha smesso di battere, perché la resa, manco a dirlo, arrivò in un gelido gennaio. Il giorno 11 del 1999. E ora che chi ama il calcio ma soprattutto la coerenza, chi non dimentica di essere stato scelto in nome del cuore piuttosto che dei soldi sta piangendo un uomo e un campione d’altri tempi il cui cuore si è fermato proprio ancora nel mese di gennaio. Questa volta il 22.

Di nuovo gennaio

“Fate che giunga a voi con le sue ossa stanche seguito da migliaia di quelle facce bianche fate che a voi ritorni fra i morti per oltraggio che al cielo e alle terra mostrarono coraggio”. Immaginarli insieme, così diversi nelle origini e così simili nell’indole, è una consolazione che oggi in tanti in Sardegna vogliono regalarsi. Chissà tra ballate e gol quante chiacchierate silenziose si concederanno questi due padri nobili di un’isola che a nessuno dei due ha dato i natali ma che a entrambi ha rubato l’anima: spigolosa, refrattaria a qualsiasi potere e libera. E preghiera in gennaio si chiude proprio così, quasi a descrivere questa scena: “Dio di misericordia, vedrai sarai contento”.

23/01/2024