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La vendetta di Ambra Angiolini: posta video e articoli di quando a 17 anni i media la chiamavano "grassa"

Siamo negli anni 90, quando tutto questo accadeva senza che nessuno si indignasse, anzi ci si rideva su, mentre chi quella battuta la subiva poteva solo piangere e pure da sola

 

Foto Ansa e Instagram @ambraofficial e @7corriere

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Immaginate di avere 17 anni, di diventare famose, molto famose e di essere etichettata come grassa. Ma badate bene, non nei giorni nostri, in cui bene o male abbiamo in tanti maturato una sensibilità sull'argomento del corpo, sul rispetto delle nostre forme, interiorizzato una certa educazione al punto che chi insulta una ragazzina ovviamente viene isolato. In Tv e nei giornali esiste una deontologia con delle conseguenti sanzioni.

Siamo invece negli anni 90, quando tutto questo accadeva senza che nessuno si indignasse, anzi ci si rideva su, mentre chi quella battuta la subiva poteva solo piangere e pure da sola. La solidarietà ti arrivava dalla  famiglia. Siamo negli anni delle modelle pelle e ossa. Di Lady Diana che non aveva ancora parlato al mondo dei disturbi alimentari (lo farà nel 1996). Quando anoressia e bulimia erano parole poco conosciute stigmatizzanti. 

Il racconto di Ambra

Ecco, quel "grassa" va contestualizzato per capirne la portata violenta che ha travolto la Ambra Angiolini adolescente che oggi ha condiviso un post su Instagram in cui ha voluto ricordare il bodyshaming di cui è stata vittima quando era una ragazzina.
“Mi sono resa conto dell’ipocrisia della tv e di certa carta stampata”, ha scritto nelle scorse ore su Instagram l’attrice, conduttrice televisiva e radiofonica e cantante di Roma, che ha ripercorso la sua storia. “Questo post non è per vittimismo che lo scrivo, ma per rimettere a posto le cose. Io alla fine ho vinto una guerra che non doveva nemmeno essere combattuta”. E sì perché quegli aggettivi non arrivavano dal ragazzetto di strada ma da giornali, riviste che scrivevano di quanto fosse “ingrassata”, sottolineando che sembrava “un palloncino gonfiato”. L'attrice non ha mai dimenticato le tante cattiverie dette e scritte nei suoi confronti, che si riferiscono soprattutto al suo peso.

Come eravamo

Nella didascalia a corredo del post di Instagram con cui Ambra Angiolini ha pubblicato un video che ripropone clip e immagini degli anni Novanta si legge: “Ripercorrendo la mia storia, con l’aiuto del mio amico Fabio Marantino (prezioso come non mai), mi sono resa conto dell’ipocrisia della tv e di certa carta stampata; probabilmente non si può più dire niente solo perché avevano già detto tanto…troppo. Se in quel periodo, avevo solo 17 anni, qualcuno mi avesse fatto notare che non ero più ‘spensierata’ invece di sottolineare ovunque quanto io fossi diventata grassa, avrei cercato di tornare ad essere più ‘mia’ che di tutti. Il problema di oggi, si dice ovunque, sono gli haters, ma c’è qualcuno che molto tempo fa gli ha evidentemente fatto scuola. Questo post non è per vittimismo che lo scrivo, ma per rimettere a posto le cose. Io alla fine ho vinto una guerra che non doveva nemmeno essere combattuta”.

Fa una cosa che fa bene a tutti in questo Paese. La conduttrice ha riportato su Instagram articoli di giornale, servizi televisivi e pagine di riviste del periodo dei suoi esordi in cui il filo conduttore è il body shaming. Una storiografica fotografia di una società spietata, primitiva, terribilmente bulla soprattutto con le donne. C'è tutto il peggio: Il linguaggio offensivo e denigrante nei servizi televisivi che parlavano del suo fisico sono stati raccolti in maniera minuziosa.
Si sente un voiceover di un servizio televisivo che dice: “Liberata dal fastidioso fardello di ciccia che aveva fatto impensierire tutti i suoi ammiratori”, mentre la telecamera stringe sul fondoschiena di una ragazza minorenne. E ancora: “Nemmeno l’abito nero e la gonna lunga riescono a dissimulare i chili di troppo”, queste le parole di una didascalia sotto una foto di giornale. Poi: “Aiuto, sto diventando un palloncino gonfiato”, recitava il titolo a tutta pagina di una rivista, o ancora: “L’extralarge non si addice ad Ambra Angiolini” si leggeva su un quotidiano.

Un'Italia che non c'è più

Gli appellativi feroci utilizzati nei confronti di un’adolescente, con il senno di poi fanno venire i brividi. E non ci fanno rimpiangere quel periodo in cui si scambiava la libertà di pensiero con l'offesa. Quando criticate il politicamente corretto ricordatevi che serve ad evitare si faccia scempio della nostra intimità, di adulti ancora di più di minorenni.
Ambra Angiolini di recente rivelò di aver sofferto di disturbi alimentari. Sfidiamo chiunque a non ammalarsi dopo un tale accanimento. L'ultima parola con cui la didascalia della star si conclude è un hashtag: #fardellodiciccia. Si riferisce all'espressione usata dal voiceover di un servizio televisivo che si sente nel video condiviso.

24/05/2024