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Gli sputi sulla ragazza, la nonna nella golf car e l'urlo di Noa: tre storie che non dimenticheremo

Donne, vecchi e bambini che si tramutano in prigionieri di guerra da un momento all’altro e condividono un tragico destino con i soldati israeliani. E' l'inferno in terra

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Ancora poche ore prima che sui giornali, nei social e dentro le assemblee intergovernative si prenderà posizione. Poche ore per restare umani e provare disgusto, terrore, pietà, rabbia. Sentimenti scaturiti dallo shock. Prima che l'abitudine dell'orrore come per gli ucraini ci annebbi la vista e ci privi della capacità di scandalizzarci. Prima che il tifo da stadio ci voglia insegnare che in fondo se la sono cercata. Prima di tutto questo guardiamo, ascoltiamo, custodiamo questi volti, la loro paura di soffrire e morire o di non riabbracciare più chi amano. 

Le israeliane in ostaggio stuprate

Come sempre le donne in guerra ne vivono due. Le abbiamo viste caricate sui camion, sporche di sangue a causa delle violenze subite, chiamate "sabaya".
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha richiamato i riservisti e dichiarato: “Siamo in guerra. Azzereremo i covi di Hamas”.
Ma sarà l’ennesima escalation di violenza che porta morte, distruzione, e per le donne, stupri. 

La nonna 85enne che ha vissuto la Shoah 

"Questa è mia nonna ed è stata catturata e portata a Gaza". Lo scrive sui social la nipote che ha postato la foto di sua nonna rapita, Yaffa Adar, 85 anni, chiedendo aiuto. L'ha riconosciuta dai video postati dai terroristi. Nella foto l'anziana è su un veicolo circondata da palestinesi, con una coperta rosa, sembra serena, non è la prima volta che vede e vive il male. 

"Mia nonna che ha fondato il kibbutz che credeva nei sionisti, che amavano questo Paese che l'ha abbandonata, è stata rapita. Probabilmente gettata chissà dove, niente medicine, niente cibo e niente acqua, lei che è malata e soffre di forti dolori. Nessuno ci parla, nessuno ci dice niente". La nipote lancia quindi un appello: "Condividete il post. Spero che arrivi a persone che forse possono aiutarci".

Noa, strappata dall'abbraccio del fidanzato

Poi ci sono gli ostaggi catturati nel corso di un rave party. Tra questi, Noa Argamani, 25 anni. Il video scioccante in cui viene portata via dai combattenti di Hamas durante il festival ha fatto il giro del mondo. Le sue urla impossibili da dimenticare. Implora per la sua vita, seduta sul retro di una motocicletta. "Non uccidermi! No, no, no", urla.

La ragazza tedesca a cui hanno spezzato le gambe

Non potremmo mai dimenticare il suo corpo, seminudo e con le gambe spezzate. Un miliziano sputa sulla sua testa, un altro impugna un ciuffo dei suoi dreadlocks mentre urla: "Allahu Akbar", Dio è grande. 

Ricarda Louk, che vive in Israele, ha condiviso attraverso i social un appello, citato dalla Cnn dopo aver riconosciuta la figlia da un tatuaggio: "Mia figlia, Shani Nicole, cittadina tedesca, è stata rapita da Hamas mentre partecipava con un gruppo di turisti a una festa nel sud di Israele. Mi è stato inviato un video dove ho potuto riconoscere mia figlia in una automobile, priva di coscienza, insieme a un gruppo di palestinesi, mentre attraversava le strade di Gaza. Vi chiedo di inviarci qualsiasi aiuto o qualsiasi notizia. Grazie mille".

Intanto il Ministero degli Esteri federale e l’ambasciata tedesca a Tel Aviv sono in stretto contatto con le autorità israeliane per chiarire se e in che misura i cittadini tedeschi sono stati colpiti. 

Gli sputi sulla ragazza la nonna nella golf car e lurlo di Noa tre storie che non dimenticheremo

Bambini contro bambini

C'è un altro video spaventoso che è tristemente diventato virale. Un bambino israeliano rapito e portato a Gaza viene messo in mezzo ad altri bambini palestinesi che lo spingono, lo prendono in giro, gli agitano un bastone vicino al viso. Vogliono diffondere l'odio alle prossime generazioni. 

“Volevo che restasse viva, non c’è speranza che torni?”

L'inferno in Israele sta tutto in questa domanda tragica. Una bambina ebrea chiede a un terrorista di Hamas, mentre è in ostaggio con i suoi genitori, di sua sorella appena uccisa. Lui le risponde: “"Relax, relax. È andata in Paradiso”. E la bambina che troppo presto ha capito cosa significhino 80 anni di odio tra due popoli, risponde a se stessa: “Starà meglio là”.

E' solo uno dei tanti video che in queste ore spezzano il cuore dell'opinione pubblica mondiale. I terroristi li stanno diffondendo per spingere i palestinesi ad arruolarsi ora che "Israele è fragile". La madre della ragazzina e del bambini che piange e chiede della sorellina, implora i figli: “State fermi, non potrei sopportare un’altra perdita”. Il bambino allora si rivolge al padre che era rimasto in silenzio: “Papà perché le tue mani sono piene di sangue?”

I telefoni utili per individuare i propri cari rapiti

Yoni Asher ha denunciato sabato sera che sua moglie Doron Katz-Asher e le due figlie Aviv e Raz, di 3 e 5 anni, erano in casa della suocera, nel Kibbutz Nir Oz, quando Hamas ha fatto irruzione. Utilizzando il servizio di geolocalizzazione del telefono di sua moglie, ha rintracciato lo smartphone a Khan Younis, una città densamente popolata nel sud di Gaza.

 

 

09/10/2023