Quando cantava “Sono un pirata, sono un signore” o “Se mi lasci non vale”, con un’abbronzatura caraibica, il sorriso bianchissimo e quell’aria romantica da gentleman d’altri tempi, ha fatto innamorare di sé le donne di mezzo mondo. E proprio su quell’immagine ha costruito una carriera straordinaria che gli ha consentito di vendere 300 milioni di dischi e di essere il cantante solista più importante della storia in Europa. Peccato però che adesso il mito di Julio Iglesias rischi di sgretolarsi e di ricoprirsi di un’immagine davvero terribile.
Sotto accusa per aggressioni sessuali
L’artista spagnolo, nato 82 anni fa a Madrid, infatti, è accusato di aggressioni sessuali da due sue ex dipendenti, come viene riportato in un'inchiesta esclusiva condotta congiuntamente da elDiario.es e Univision Noticias. I media hanno raccolto le testimonianze delle donne, che descrivono un ambiente di lavoro caratterizzato dal "controllo, molestie e terrore". Aggressioni sessuali ripetute in un clima di "controllo" e "umiliazioni" in quelle che sono descritte come "le casette del terrore", le residenze del cantante a Punta Cana, nella Repubblica Domenicana, e Lyford Cay, alle Bahamas, o vicino Marbella, sulla Costa del Sol.
"Mi usava quasi tutte le notti, mi sentivo una schiava"
Le accuse sono state mosse da un'ex collaboratrice domestica e da un'ex fisioterapista. La prima, identificata con il nome di fantasia Rebecca e che aveva 22 anni quando ha subito le violenze, in una lunga intervista ha raccontato di essere stata sottoposta a continue e forti pressioni per avere rapporti non consensuali con Iglesias, all'epoca 77enne, e indotta a pratiche sessuali. "Mi usava quasi tutte le notti" ha detto fino a sentirsi "un robot" o "una schiava" senza capacità di potersi opporre. E ha assicurato di aver lasciato il lavoro con sintomi di ansia, depressione, che hanno richiesto trattamento pisologico.
Baci e palpeggiamenti indesiderati
La seconda denunciante, con il nome fittizio di Laura, ha lavorato come fisioterapista personale di Iglesias e faceva parte del gruppo di impiegate chiamato delle "signorine", con migliori condizioni nel servizio domestico, ma ugualmente sottoposte alla dura disciplina interna della casa, dove le lavoratrici hanno descritto giornate lavorative fino a 16 ore. Laura ha denunciato baci e palpeggiamenti indesiderati, rapporti sessuali non consentiti avvenuti sia in spiaggia che in piscina, presso la villa del cantante a Punta Cana.
Julio Iglesias tace
Le due testimonianze secondo elDiario.es e Univision Noticias sono state ritenute coerenti e supportate da prove documentali, tra cui fotografie, messaggi WhatsApp, visti e referti medici. Nei tre anni di durata dell'inchiesta, i giornalisti hanno contattato 15 ex dipendenti in totale le cui descrizioni convergono su un clima di tensione, maltrattamenti normalizzati e condizioni di isolamento per il personale femminile. Le donne hanno ricevuto consulenza legale da un'organizzazione internazionale per i diritti umani. I media hanno tentato ripetutamente di contattare Julio Iglesias - che si è ritirato dalla scena - e il suo avvocato per una replica, ma non hanno ottenuto risposta. Una manager del personale, interpellata, ha bollato le accuse come "frottole".