Un’energia inesauribile, una passione contagiosa, un’umiltà rarissima: Maria Rita Parsi è morta e proprio per queste sue caratteristiche appena elencate si fa fatica a crederlo. Psicoterapeuta e psicologa di fama internazionale, scrittrice con oltre 100 titoli all’attivo di tipo scientifico, letterario e divulgativo, opinionista tv, pubblicista, era un grande punto di riferimento per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Aveva 78 anni e tantissime attività, compresa la presidenza della Fondazione Movimento Bambino Onlus, fondata nel 1992. Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Dal 2021 era componente del Gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato alla Child Guarantee, iniziativa europea per contrastare povertà ed esclusione sociale tra bambini e adolescenti. Dal 2020 era esperta nell'Osservatorio per l'infanzia e l'adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia. A livello internazionale, nel 2012 fu eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo. Insomma, Maria Rita Parsi ha speso la sua vita intera a cercare di ascoltare i più piccoli, a capirne i bisogni e a garantire loro concreti strumenti di protezione.
Le parole sull'entusiasmo e la felicità
Sono tanti gli interventi significativi che Maria Rita Parsi ha fatto a favore dei bambini ma anche delle donne. Qui ci piace ricordarne uno però che ci riguarda tutti perché la dottoressa Parsi si incarica di rispondere a questa domanda: “Qual è il vero entusiasmo?”. E dice così: “Quando tutti avremo vissuto la vita di tutti, sognato i sogni di tutti, parlato le lingue di tutti e il tempo avrà il colore del grano. Sapete perché l’ho detto? Perché io amo molto “Il piccolo principe” e in particolare il colloquio tra il piccolo principe e la volpe. Ve lo riassumo velocemente. Il piccolo principe incontra la volpe e le dice: “Vieni a giocare con me?”. La volpe gli risponde: “No, prima mi devi addomesticare”. “E che vuol dire addomesticare?”. E la volpe: “Bisogna che noi ci conosciamo, che ci incontriamo, che ci parliamo, finché io non divento la volpe più importante per te, e tu il piccolo principe per me”. Al che il piccolo principe rispose: “Ma poi io me ne andrò”. E la volpe: “E io piangerò”. “Ma allora cosa ci guadagni?”. E la volpe: “Ci guadagno il colore del grano che è quello di quando il grano è maturo e il sole batte. Quell’oro mi ricorderà il colore dei capelli del piccolo principe”. Ecco noi viviamo di ricordi, la nostra vita è una scia di ricordi che noi dobbiamo elaborare perché diventino entusiasmo, potere e cambiamento. Chi è padrone del proprio tempo, del proprio cuore, ce la fa a stabilire un rapporto con gli altri e a trasformare i ricordi in cambiamento grazie all’empatia. E scopre la strada della felicità. Qual è il vero entusiasmo? È essere empatici”.