Dopo limone con acqua calda, zenzero, curcuma e cannella come se piovessero, c’è una nuova panacea per tutti i mali, soprattutto l’adipe, che è diventata la protagonista dei social: l’aceto di mele. Non si tratta di una vera novità, a dire il vero, ma sul web spopolano i contenuti che suggeriscono che faccia addirittura dimagrire. Ma cosa c’è di vero?
Proprietà dell'aceto di mele
Fra gli effetti dell’assunzione di aceto tratto dalle mele ce ne sono alcuni che effettivamente potrebbero aiutare al mantenimento di una corretta forma fisica ma ci sono delle avvertenze e delle controindicazioni. Bere aceto di mele, specialmente non filtrato, offre benefici come la regolazione della glicemia, il miglioramento della digestione, il supporto al controllo del peso e l'azione antibatterica. Ricco di enzimi e pectina, va assunto diluito (1-2 cucchiaini in un bicchiere d'acqua) preferibilmente prima dei pasti. Ecco una lista delle principali proprietà:
- Regolazione della glicemia: aiuta a prevenire picchi di zucchero nel sangue dopo i pasti, migliorando la sensibilità all'insulina.
- Supporto alla digestione: stimola la produzione di succhi gastrici ed enzimi digestivi, utile in caso di digestione lenta.
- Controllo del peso: aumenta il senso di sazietà contribuendo a una minore assimilazione degli amidi, aiutando nelle diete ipocaloriche.
- Azione disintossicante e antiossidante: è ricco di polifenoli e stimola la flora intestinale.
- Salute cardiovascolare: può aiutare a ridurre i livelli di colesterolo "cattivo" (LDL) e trigliceridi, contribuendo a regolare la pressione arteriosa.
Consigli per l'uso e precauzioni
È importante la diluizione: non bisogna mai bere aceto di mele puro. Si può assumere 1-2 cucchiaini (5-10 ml) in un bicchiere d'acqua grande (circa 250 ml), oppure iniziare il pasto con l’insalata, come consigliano tanti nutrizionisti, e metterne un cucchiaio per condire i vegetali.
Effetti sul corpo
L’aceto di mele contiene circa il 5% di acido acetico e quando arriva nello stomaco innesca una serie di reazioni che effettivamente possono influenzare la risposta glicemica del pasto. L’acido acetico rallenta lo svuotamento gastrico – praticamente il cibo rimane più a lungo nello stomaco prima di passare nell’intestino – e questo significa che gli zuccheri vengono assorbiti più lentamente nel sangue. In più, l’aceto sembra interferire con alcuni enzimi che scompongono i carboidrati complessi, riducendo la velocità con cui vengono trasformati in glucosio. Il risultato dovrebbe essere un picco glicemico post-prandiale più contenuto.
Gli studi scientifici
Come riporta il sito Valorinormali.com, contrariamente a molti rimedi della nonna, sull’aceto di mele esistono alcuni studi seri. Una ricerca pubblicata sul Diabetes Care ha mostrato che 20ml di aceto prima di un pasto ricco di carboidrati possono ridurre la glicemia post-prandiale del 20-30%. Si tratta però di studi piccoli, spesso condotti su persone sane o con prediabete, e per periodi relativamente brevi. “Gli studi sui diabetici veri e propri sono ancora limitati, e quelli a lungo termine praticamente inesistenti”. Un buon motivo per andarci cauti.
I possibili effetti collaterali
In più l’uso prolungato può erodere lo smalto dei denti e sciacquare la bocca dopo potrebbe non essere sufficiente. Può inoltre irritare la mucosa gastrica, soprattutto in chi ha già problemi allo stomaco o prende farmaci antinfiammatori. Quanto all’effetto del “ritardo dello svuotamento gastrico”, che aiuta a prolungare il senso di sazietà e può essere utile per la glicemia, può peggiorare i sintomi in chi soffre di gastroparesi. Inoltre, può interferire con alcuni farmaci, in particolare quelli per il diabete e i diuretici. In chi sta già assumendo metformina o insulina, aggiungere l’aceto potrebbe causare episodi di ipoglicemia.
Come si usa
Posto quindi che non ci si deve aspettare miracoli e che in alcuni casi è meglio consultare un medico, per chi vuole provare è meglio iniziare per gradi e valutare gli effetti: 15-20ml (circa un cucchiaio) diluiti in un bicchiere d’acqua, da bere 15-30 minuti prima del pasto. Ricordate che l’aceto di mele può aiutare a moderare i picchi glicemici ma non è un miracoloso “taglia-zuccheri” che permette di mangiare quanta pasta si vuole.