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Fili di trazione sul volto? Vantaggi e svantaggi rispetto al lifting. Ecco la soluzione anti age che dura di più

Il chirurgo plastico Maurizio Otti spiega in quali casi preferire i fili di trazione al lifting o viceversa. Questione di tempi, invasività dell'intervento e non solo

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I fili di trazione in medicina estetica sono sicuramente un trattamento di estremo interesse per gli indubbi vantaggi che offrono a tutti quei pazienti che non intendono sottoporsi ad un intervento di lifting del volto. Vanno però fatte delle doverose precisazioni, dal momento che nessun filo può sostituire un lifting come qualità di risultato; è pertanto fondamentale una accurata selezione dei pazienti candidati a questa procedura, così da escludere tutti quelli che per ottenere il risultato desiderato devono invece ricorrere necessariamente alla chirurgia.

Altra considerazione da fare è che la gran parte dei fili oggi disponibili sono in materiali riassorbibili (PDO, Ac. Polilattico, caprolattone) e di conseguenza il loro effetto dura un tempo limitato, dai 6 ai 12 mesi di solito, a seconda del prodotto che si decide di utilizzare.

I vantaggi dei fili di trazione

Esistono però anche indiscussi vantaggi, primo tra tutti il fatto che si tratta di una procedura minimamente invasiva, gestibile a livello ambulatoriale, con anestesia locale di minima entità e infine permettono un immediato ritorno alle normali attività quotidiane senza alcun disagio o problematica.
Oggi con i fili di trazione otteniamo ottimi risultati nel sollevamento della regione zigomatica ad esempio, senza il limite dell’aumento di volume che invece presenta l’utilizzo di filler in questa area anatomica; altra zona dove i risultati sono assolutamente interessanti è il sopracciglio, con la possibilità di sollevare la coda del sopracciglio aprendo quindi di nuovo l’occhio, così da avere un vero e proprio ringiovanimento dello sguardo.
Zona più difficile da trattare è invece quella del profilo mandibolare, dove il risultato dipende assolutamente dalla giusta scelta del paziente a cui proporre il trattamento.

15/12/2023